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Intervista a Sergio Fasce, CLO presso Nokia

Attrarre nuovi talenti, sviluppare e formare i dipendenti e i leader, da questo dipende il successo di molte aziende ed è qui che gioca il suo ruolo da protagonista il Chief Learning Officer.  Una figura sempre più richiesta dalle organizzazioni orientate a misurare l’impatto dello sviluppo e della formazione in termini di business. Ma come si svolge nella pratica il suo lavoro? E qual è il percorso formativo da seguire, le soft skills da sviluppare per poter intraprendere questa professione? Per capirne meglio il ruolo e le prospettive di carriera ne abbiamo parlato con Sergio Fasce, Chief Learning Officer presso Nokia.

Il CLO è una professione che svolgono ancora in pochi in Italia. Possiamo dire che un Chief Learning Officer è un formatore, oppure il “learning” sottintende qualcosa di più?

Il CLO è un “enabler” del successo di un’azienda sia dal punto di vista del business che dal punto di vista della gestione dei talenti. Un’azienda che sviluppa e forma continuamente le persone che vi lavorano, dipendenti e leaders, sarà attrattiva per nuovi talenti, Employer of Choice, e in grado di trattenerli con forte motivazione.

Cosa l’ha spinta a intraprendere la carriera di Chief Learning Officer e come è cominciata la sua avventura presso la Nokia?

Nella mia carriera ho avuto executive positions come Business Unitis VP, Chairman & CEO Italy, Sales Lead in Middle East e Turchia. Alcuni anni fa, mentre lavoravo in Alcatel-Lucent, mi è stato proposto il ruolo di CLO con lo scopo di meglio collegare lo sviluppo e la formazione di dipendenti, rivenditori e clienti al business e di impostare il concetto di learning come business esso stesso. La mia avventura in Nokia è cominciata all’inizio del 2016 con l’acquisizione di Alcatel-Lucent ed è un’avventura entusiasmante in quanto lo sviluppo e la formazione sono strategici.

In sostanza cosa fa un CLO, con chi si relaziona in azienda e quali le sue competenze?

In Nokia il ruolo comprende la responsabilità di sviluppare i dipendenti, come tutti i CLO, ma anche la responsabilità di formare i Partner Commerciali e i Clienti (Telco Service Providers) per sfruttare le sinergie tra questi tre audience. In Nokia il CLO riporta al CHRO, il cosiddetto Chief HR Officier, e si relaziona con il Comitato Esecutivo, il CEO e sue prime linee, con i business leaders (N-2 nell’ organizzazione), con le strutture di vendita per le strategie commerciali ed i programmi per i Partner Commerciali e con i clienti principali.

Quali sono le principali sfide e le possibili evoluzioni della professione?

Le modalità di apprendimento stanno cambiando ed evolvendo, pur mantenendo la missione di abilitare il successo di dipendenti, partner commerciali e clienti nei loro rispettivi domini/mercati, verso un modo più rapido, semplice e efficace di imparare quello che serve quando serve ed in ogni luogo. Tutto questo utilizzando moderne tecnologie come la Realtà Virtuale ed Augmentata e metodologie come il social learning ed il gaming.

Quali sono i vantaggi per un’azienda che assume una tale figura?

Il principale vantaggio quando si assume tale figura è quello di porre lo sviluppo e la formazione nell’ executive agenda dell’azienda e di connettere maggiormente queste attività al business e alla strategia aziendale. In questo contesto è fondamentale misurare l’impatto dello sviluppo e della formazione in termini di business e non di ore o corsi di formazione deliverati.

Consiglierebbe oggi ad un giovane di seguire un percorso formativo per svolgere in futuro questa professione? Quale?

Ci sono due modi per entrare in questa professione: seguire un percorso formativo per Learning Professional oppure passare a questa professione dopo un percorso formativo diverso - come nel mio caso - per portare un punto di vista alternativo in questo ambito. In entrambi i casi si deve avere passione per l’ innovazione e attenzione alle persone. In sintesi consiglio tale percorso, le persone e le loro competenze sono uno dei principali asset di un’azienda sana e, mi sento di dire, di una società sana e competitiva.

Più in generale, quali competenze e abilità deve sviluppare oggi un giovane per entrare in un mercato del lavoro in cui il digitale è diventato trasversale a tutte le aree dell’azienda?

Oltre le ovvie competenze digitali, penso che per essere competitivi nel mondo del lavoro nell’era digitale siano sempre più importanti competenze come imprenditorialità e risk taking, curiosità, innovazione e collaborazione. Aziende come Nokia sono Knowledge Companies e quindi la capacità di collaborare e condividere le proprie esperienze è elemento chiave del successo.

Per finire, una domanda che riguarda la sua esperienza personale: qual è l’aspetto più gratificante del suo lavoro?

Due aspetti: vedere crescere il business in mercati innovativi dopo aver sviluppato le persone che hanno ottenuto questo successo, dall’ R&D alle vendite, e sentire talenti di Nokia dire che sono felici e motivati di lavorare in azienda per come sono sviluppate e formate, con percorsi moderni e che ne incrementano il valore sul mercato globale del lavoro.

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