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Italia "terra fertile" per l'imprenditoria internazionale

Sempre più stranieri residenti in Italia si lanciano nel settore dell’imprenditoria. Il dato è in ascesa costante negli ultimi dieci anni e dal 2011 a oggi, il numero di imprenditori provenienti da un contesto migratorio è aumentato di circa il 50%. Solo nell’ultimo biennio è stata registrata una crescita del numero di imprese a guida straniera in Italia di circa il 6%. Si parla concretamente di circa 500mila imprese operanti nel Paese, di cui quasi il 15% sono startup innovative.

A dimostrazione del fatto che il fenomeno nazionale è di rilievo, nei mesi scorsi si è svolto a Roma, Orizzonti Startup, evento organizzato da Startups Without Borders (realtà fondata in Egitto dall’argentina Valentina Primo per far incontrare in tutto il mondo incubatori d’impresa e investitori stranieri), in collaborazione con Link Campus University. L’obiettivo? Mettere in rete fra loro incubatori d’impresa e investitori internazionali, al fine di svilupparsi assieme, formarsi e anche solo semplicemente incontrarsi personalmente in un contesto di mercato sempre più globalizzato. Un recente report di Migrant Entrepreneurship Growth Agenda indica che attualmente in Italia circa un’azienda su dieci è gestita da un imprenditore migrante ed è per questo che eventi come quello romano diventano fondamentali, fornendo ai “nuovi imprenditori” che agiscono in un Paese diverso, tutte le conoscenze necessarie, tramite workshop gratuiti e momenti di confronto con i protagonisti delle migliori storie di successo. Il processo formativo in particolare è molto importante: basti pensare che il 70% di questi “nuovi” imprenditori migranti è relativamente giovane, con meno di 50 anni di età e spesso con poca esperienza nel settore, anche da un punto di vista delle norme burocratiche vigenti.

Sul tema imprese straniere sono numerosi i progetti in Italia che si pongono l’obiettivo di sostenere e supportare le nuove e anche le già esistenti, piccole imprese individuali guidate da cittadini migranti. Un esempio concreto arriva dalla Lombardia (Regione italiana col maggior numero di imprese a guida straniera, circa 80mila), con il nuovo progetto Enterprise4Integration della Fondazione Soleterre. Il programma locale (province di Milano e Monza e Brianza) intende sostenere, nell’arco del prossimo biennio, un centinaio di persone fra imprenditori migranti o aspiranti tali, nell’affrontare problematiche burocratiche, legali e amministrative che si incontrano quotidianamente nel “fare impresa”, coinvolgendole attivamente in un processo di formazione per lo sviluppo del proprio business. Le azioni di supporto sono fortemente concrete:

  1. Orientamento e formazione per lo sviluppo del proprio business;
  2. Incubazione per aspiranti imprenditori;
  3. Supporto per l’accesso al credito;
  4. Mentoring e networking;
  5. Sviluppo delle soft skills personali;
  6. Particolari percorsi formativi per l’imprenditoria femminile.

In definitiva, i dati mostrano l’altra faccia della medaglia del flusso migratorio, che porta valore aggiunto positivo al nostro Paese. Non si dimentichi che secondo una statistica del 2016, prodotta dalla stessa Farnesina, gli immigrati occupati in Italia hanno prodotto allora quasi il 9% del Pil complessivo nazionale. Numeri insomma più che incoraggianti, che lasciano sperare in un futuro imprenditoriale ancora più prospero per l’Italia, che evidentemente resta tuttora un Paese “fertile” in cui investire e fare impresa.

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