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La capacità inclusiva del sistema IeFP

Acceleratore di opportunità, stimolo alle nuove professioni e costruzione di competenze trasversali: per questo il sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) continua ad attrarre i giovani. A rilevarlo è il XIV Rapporto di Monitoraggio, elaborato dall’Isfol per conto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, giunto alla sua XIV edizione.

Un canale efficace dal punto di vista dell’occupabilità dei giovani

Dal rapporto emerge come il sistema IeFP sia riuscito a costruire in questi anni, un argine di indubbia efficacia al fenomeno della dispersione formativa, soprattutto nei confronti di coloro che, scarsamente motivati dalle metodologie scolastiche tradizionali, vedono in questi percorsi un’ottima occasione per acquisire una qualifica e un diploma professionale spendibili nel mercato del lavoro.

L’Istruzione e formazione professionale (IeFP) si pone in linea con gli orientamenti e le pratiche educative professionalizzanti internazionali. Il programma Europa 2020, come già̀ prima la strategia di Lisbona, individua infatti nella riduzione della dispersione scolastica uno dei tre obiettivi che i Paesi membri si sono impegnati a raggiungere nel campo della “crescita intelligente” entro il 2020. L’obiettivo è quello di portare il tasso di abbandono scolastico al di sotto del 10% e di fare in modo che il 40% dei giovani consegua una laurea o un diploma.

La capacità di favorire la partecipazione di giovani si deve, prima di tutto, alle metodologie didattiche improntate alla pratica, al laboratorio, allo stage, attualizzando l’apprendimento nell’esperienza: azioni di orientamento, accompagnamento e socializzazione, LARSA (Laboratori per il Recupero e lo Sviluppo degli Apprendimenti) percorsi di recupero degli apprendimenti e arricchimento curricolare. Il ricorso a un approccio didattico partecipativo e ancorato al mondo del lavoro (in termini di monte ore di formazione in azienda e di laboratorio - minimo il 30% nelle Istituzioni Formative), permettono di ricostruire e mantenere alta la motivazione all’autorealizzazione.

Un bilancio positivo

Per riprendere alcuni dati che emergono dal Rapporto, gli allievi dei percorsi triennali sono 316.599, pressoché gli stessi dell’anno formativo 2013-2014. Cresce, invece il numero degli allievi di percorsi svolti nei Centri accreditati e di quelli che prevedono il conseguimento, dopo la qualifica triennale, del diploma professionale al IV (rispettivamente 133.611 e 16.383 unità).

Aumenta inoltre la percentuale di coloro che si iscrivono ai percorsi IeFP già a 14 anni, sia nei centri che nelle scuole, a conferma del fatto che il sistema formativo non è percepito soltanto come una seconda opportunità dopo gli insuccessi scolastici.

Nonostante la quota degli iscritti sia rimasta sostanzialmente stabile, il bilancio può dirsi comunque positivo, registrando un incremento di circa 600 allievi rispetto all’annualità precedente: 71.308 i qualificati nel 2014-2015, 9.825 i diplomati, circa 6% in più rispetto al 2013-14.

Relativamente alle figure professionali, continua a prevalere quella dell'addetto alla ristorazione (quasi 100 mila iscritti nei percorsi triennali), seguito dall'operatore del benessere (oltre 34 mila iscritti di maggioranza femminile). In forte crescita anche la figura del riparatore dei veicoli a motore.

Gli stranieri e i disabili

Nel gradimento da parte degli stranieri e dei disabili risalta il carattere inclusivo della filiera IeFP.

Per quanto riguarda gli stranieri, essi ammontano a 44.296 unità: nel complesso corrispondono al 14% del totale degli iscritti (-4,5% rispetto all’A.F.precedente). Tuttavia, mentre diminuiscono nei percorsi in sussidiarietà della scuola, crescono invece nelle Istituzioni formative accreditate. Rispetto al totale degli iscritti essi rappresentano il 17,6% nelle Istituzioni formative e l’11,4% nella scuola.

Gli allievi con disabilità si attestano al 6,5% del totale degli iscritti nei percorsi triennali, mentre nelle scuole secondarie di II grado la media per l’A.F.2014-15 è del 2,1%.

Attraverso la qualificazione dei singoli cresce la competitività dei territori

Alla luce delle evidenze che emergono dal monitoraggio, la filiera IeFP continua a rispondere a una duplice esigenza del territorio: da una parte la richiesta da parte dei giovani di una formazione professionalizzante che consenta di facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro senza trascurare le competenze di base per il diritto alla cittadinanza attiva. Dall’altra, continua a svolgere una funzione di inclusione sociale, contrastando la dispersione scolastica e attirando soprattutto i giovani destinati a rimanere fuori dai circuiti di apprendimento tradizionale.

 

Per approfondire, consulta la sezione del Ministero del lavoro dedicata alla sperimentazione del Sistema duale.

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