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Lavoro: il 2018 sintetizzato in cinque parole

L’inizio di un nuovo anno è sempre tempo di bilanci ma anche di prospettive. Spesso stilare la celebre lista dei buoni propositi è proprio un modo per orientarci al cambiamento.

Anche per il mondo del lavoro è insito un fattore di trasformazione costante. Non possiamo, in questo caso, influenzarlo ma possiamo arrivarci preparati. Per questo abbiamo deciso di scegliere poche parole che individuino le tendenze che si prospettano per i prossimi mesi. Del 2018 appena iniziato, ecco cinque concetti per raccogliere opportunità, incentivi e prospettive. Della serie, ne sentiremo parlare.

Automazione. Ormai è chiaro: l’industria 4.0 sarà un leitmotiv anche per il 2018. Dopo la presentazione durante il G7 della strategia trilaterale del Ministero dello Sviluppo Economico, del MIUR e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’ultima Legge di Bilancio conferma l’iper e il super ammortamento per gli investimenti strategici nella digitalizzazione del nostro Paese. La Legge n.205/2017 introduce, inoltre, un credito di imposta per le attività di formazione, per personale dipendente, sul versante ICT. Una scelta che segna il passo di un’idea ben precisa: la trasformazione tecnologica non eliminerà il lavoro umano ma ne modificherà le sue caratteristiche per come lo conosciamo oggi. Il possesso di competenze digitali non è solo un elemento che arricchisce il curriculum, ma un fattore chiave per la ricerca di un impiego.

Agricoltura. Sembra quasi il contraltare del progresso digitale il crescente ritorno dei più giovani ai mestieri legati alla terra. In realtà, non è così: le tecnologie sono parte integrante di queste professioni (vi dice niente la parola agromotica?). Anche per il 2018 sono previste delle agevolazioni per favorire il passaggio generazionale nel settore agricolo. Il contratto di affiancamento, stipulato da giovani tra i 18 ed i 40 anni con coltivatori diretti over65 o pensionati, permette di accedere a forme di finanziamento agevolato riconosciute dall’ISMEA (comma 119 della Legge di Bilancio). Inoltre, i coltivatori diretti e IAP under40 potranno accedere a uno sgravio contributivo totale di tre anni, se iscritti alla previdenza agricola tra il 1° gennaio 2018 ed il 31 dicembre 2018.

Apprendistato. Scuola e lavoro come due mondi separati? No, il sistema duale vede questi due mondi integrati tra loro, permettendo ai ragazzi di acquisire delle competenze tecniche non solo tra i banchi di scuola, ma con attività pratiche. Uno degli strumenti del sistema duale in Italia è proprio l’apprendistato di primo livello, quello utile ad acquisire una qualifica, un diploma professionale o di istruzione secondaria superiore, oppure, una specializzazione professionale. Gli incentivi per le assunzioni in apprendistato sono molteplici (per scoprire quali sono clicca qui) e la Legge di Bilancio ne ha previsto uno che aiuti il passaggio alla stabilizzazione lavorativa. Come? Con un esonero triennale dal versamento dei contributi previdenziali - con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL e nel limite massimo di euro 3.000 su base annua - per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato di giovani che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro, attività di alternanza scuola-lavoro o periodi di apprendistato duale.

Conciliare. Trovare un compromesso tra gli impegni di lavoro e quelli familiari non è semplice. Sono cresciute così negli ultimi anni le misure per aiutare non solo le lavoratrici, ma anche i lavoratori. Nel 2018 il congedo di paternità diventa obbligatorio per quattro giorni. Dal lato aziendale, continuano poi gli sgravi contributivi per le misure, adottate tramite contratti aziendali, che abbiano come obiettivo la conciliazione dei tempi di vita e lavoro dei propri dipendenti. L’agevolazione potrà essere richiesta per iniziative legate al sostegno della genitorialità ma anche per aiutare i lavoratori nel disbrigo delle commissioni quotidiane (cd. strumenti di time-saving).
Rispetto alla genitorialità, sempre per quest’anno sarà confermato l’assegno di natalità (cd. bonus bebè), un sostegno economico erogato alle famiglie bene abbienti dall’INPS, sia per le nuove nascite, sia per l’ingresso nel nucleo familiare del figlio adottato o affidato. L’importo del bonus può arrivare, in base alla fascia di reddito, fino a 1.920 euro annui (160 euro al mese per 12 mesi). Sempre l’INPS si occuperà del riconoscimento del bonus nido per cui possono essere presentate le domande già dal 29 gennaio 2018.
Infine, a partire dall’1 gennaio 2019, infine, il limite per le detrazioni di figli a carico arriva a 4.000 euro.

Mezzogiorno. Un mix di incentivi arrivano per le Regioni del Sud col nuovo anno. Da un lato, sono supportate le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under35 o di soggetti privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna. Il bonus Mezzogiorno per il 2018 prevede un esonero contributivo totale per i datori di lavoro. Dall’altro lato, entra nel vivo “Resto al Sud”, l’iniziativa governativa promossa per incentivare la crescita dell’imprenditorialità giovanile nel Mezzogiorno. Dal 15 gennaio 2018 è, infatti, possibile presentare le domande per accedere ai finanziamenti agevolati.

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