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Le imprese sociali femminili in Europa

Grazie all’organizzazione European Women’s Lobby, impegnata nella promozione dei diritti delle donne e dell’uguaglianza di genere nell’Unione Europea, è stato possibile realizzare un progetto-pilota sulle imprese sociali femminili in Europa.

WEstart, questo il titolo dell’iniziativa, mette a disposizione un nuovo database, dove è possibile individuare le imprese censite (1.000) per nome, settore, paese e anno di nascita. La banca dati è corredata di un report di sintesi finale e 10 mini-report nazionali sugli Stati membri dell’Unione Europea coinvolti nella mappatura.

I consulenti di Francia, Germania, Bulgaria, Ungheria, Italia, Spagna, Svezia, Lituania, Irlanda e Gran Bretagna hanno condotto 100 interviste, mentre circa 370 feedback sono stati raccolti tramite un sondaggio online.

Tra i risultati emersi, oltre a quelli relativi a reddito, status giuridico, settore di attività, impatto occupazionale, accesso ai finanziamenti, sono interessanti le motivazioni che hanno spinto molte delle intervistate a dar vita a un’impresa sociale. Il ritratto che ne viene fuori è ricco e variegato ma ciò che ha accomunato la maggior parte di loro è stata l’ambizione di cambiare la società, insieme a una spiccata sensibilità verso i bisogni sociali, scaturita spesso dal bagaglio di esperienze personali.

Gli ostacoli maggiori affrontati sono legati invece all'accesso ai finanziamenti, alla burocrazia, alla politica e alla legislazione a livello nazionale e comunitario. Tali difficoltà tuttavia non riescono a limitare il potenziale e il contributo di questa tipologia d’impresa in termini economici e sociali.

Guardando all’Italia, vi sono circa 13.000 imprese sociali riconosciute, di cui la maggior parte cooperative sociali, attive nei settori dell’assistenza sociale e della protezione civile, ma anche dello sviluppo economico, coesione sociale, salute, educazione e ricerca.

A differenza di quanto accade nel resto d’Europa, la prima motivazione che nel nostro Paese spinge le donne ad avviare un’impresa sociale consiste nel sogno di introdurre sul mercato un nuovo modello di business, una soluzione concreta e innovativa che risponda a un‘esigenza della comunità e abbia uno specifico impatto sociale.

L’innovazione sociale nasce infatti spesso in risposta ai bisogni di un contesto difficile: vivere ad esempio in una metropoli ed essere coinvolti nelle sue problematiche, rende più sensibili verso le criticità della comunità di appartenenza e porta le donne a intraprendere un percorso di innovazione sociale. In molti casi, ciò è legato ad esperienze personali, come nel caso di donne che nel tentativo di conciliare famiglia e lavoro sono state coinvolte, prima come volontarie e poi come imprenditrici, all’interno di associazioni che offrono servizi a sostegno della genitorialità. O, in qualche altro caso, dopo una brillante carriera all’interno di una multinazionale, molte di loro hanno deciso di dedicarsi a un’esperienza di finanza sostenibile.

L’indagine di WEStart rivela anche che le imprenditrici italiane non hanno riscontrato una difficoltà particolare rispetto ai colleghi di sesso maschile nell’avviare un’impresa sociale. Tuttavia, in Italia, l’innovazione sociale è guidata per la maggioranza dagli uomini e le intervistate hanno dichiarato di non riuscire facilmente a ricoprire ruoli tradizionalmente maschili. In ogni caso, il 93% di loro sente di aver contribuito al rafforzamento dell’uguaglianza di genere, mentre l’86% all’empowerment femminile, supportando e dando potere ad altre donne attraverso la loro impresa.

Obiettivo del progetto WEstart non è solo conoscere lo stato dell’arte sull’imprenditoria sociale femminile in Europa ma anche aumentarne la visibilità a livello di politiche nazionali e comunitarie e promuovere la leadership femminile di un settore in forte crescita. Sostenere l’evoluzione di un quadro normativo e fiscale che agevoli la nascita e il consolidamento delle imprese sociali; favorire la visibilità e l’apprezzamento delle imprese sociali femminili, incentivando la creazione di network e partnership; migliorare l’accesso ai finanziamenti e ai mercati, i servizi e le strutture di supporto allo sviluppo del business, sono infatti alcune delle raccomandazioni ai policy maker emerse nel corso dell’indagine.

L’imprenditoria sociale ha un posto promettente nel panorama futuro dell’Unione Europea e può dare un importante contributo al conseguimento degli obiettivi di Europa 2020. A testimonianza di ciò, grazie all’impegno dell’European Women’s Lobby, l’imprenditoria sociale femminile è stata selezionata tra le 5 tematiche che la Commissione Europea ha fatto concorrere al premio Horizon per l'Innovazione Sociale.


Per consultare il database delle imprese sociali femminili in Europa, vai al sito di WEstart.
Presto la mappatura sarà estesa ai restanti Stati membri dell’Unione Europea e ai Paesi candidati!


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