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Le professionalità emergenti nel "periodo della ripresa"

Dopo le settimane più dure dell’emergenza sanitaria, i giorni del lockdown con le attività produttive – piccole e medie imprese, esercizi commerciali e artigiani – costrette a restare ferme per contrastare l’epidemia da Coronavirus, l’economia si è rimessa in cammino. Senza perdere di vista, tuttavia, il percorso del virus, e osservando tutte le misure e le precauzioni per impedire il ritorno dei contagi di massa. Da questo punto di vista, la riconfigurazione del mondo del lavoro ha portato con sé cambiamenti che stanno lentamente entrando nel tessuto produttivo italiano. Tra le novità che accompagnano questo processo, oltre ai fattori “materiali” o “immateriali” come le barriere in plexiglas, le sanificazioni, il distanziamento sociale, vi sono anche soggetti concreti: figure professionali che risultano decisive per la gestione delle imprese, dei trasporti o ancora delle comunicazioni in questa complessa fase di convivenza con il Covid-19.

Tra le competenze che stanno affiorando in questo periodo, un ruolo centrale è quello dei Mobilty manager. Si tratta di una professione già esistente in Italia, ma fino ad ora limitata alle aziende con oltre 300 dipendenti, con applicazione peraltro rara. Il compito di un Mobility manager attiene alla sfera logistica ed  è riassumibile nella funzione di stabilire le migliori condizioni di trasporto per i lavoratori di un’azienda, armonizzando le diverse componenti aziendali e riuscendo di pari passo a fornire risposte al problema del traffico congestionato e delle conseguenze dell’inquinamento sulla salute dei cittadini. Anche le scuole ne sono dotate: dal 2015 esiste per legge il Mobility manager scolastico, con il compito di organizzare e coordinare gli spostamenti tra la casa e la scuola degli alunni e del personale. Adesso, attraverso il Decreto Rilancio, il governo ha previsto l’obbligo di assumere questa figura in tutte le aziende o enti pubblici con oltre 100 occupati ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia o in un Comune con popolazione superiore a 50 mila. Entro il 31 dicembre di ogni anno dovranno predisporre il piano degli spostamenti casa lavoro dei propri dipendenti e nominare il responsabile della mobilità aziendale. I dettagli sulle modalità di redazione del piano e i requisiti soggettivi, le modalità di nomina, la durata in carica e le funzioni del Mobility Manager verranno stabiliti da un prossimo decreto del Ministro dell’Ambiente di concerto con il Ministro dei Trasporti. Intanto esistono già corsi di formazione utili in tal senso, come quelli erogati da Euromobility; ma anche le università offrono master o corsi di laurea per consentire ai fruitori di acquisire competenze fondamentali per diventare Mobility manager. All’interno di questi indirizzi vengono illustrate le caratteristiche necessarie per svolgere questa mansione: conoscenze approfondite in materia di comunicazione e marketing, buone capacità relazionali e soprattutto una solida preparazione in materia di tecniche di logistica, considerando che è decisivo per il Mobility manager essere un bravo organizzatore, saper utilizzare i sistemi informativi ed essere in grado di interloquire con diversi attori, dai colleghi agli amministratori locali.

Discorso differente, invece, merita il Covid manager, introdotto per primo dalla Regione Lombardia (con l’ordinanza n. 532 del 24/04/2020) e dalla Regione Veneto, nelle “Indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari”. Il Covid manager ha funzioni di coordinamento per l’attuazione delle misure di prevenzione e controllo anticontagio da Coronavirus, e costituisce il principale referente aziendale con le strutture del Sistema Sanitario Regionale e gli enti di controllo. Le principali competenze previste per questo ruolo investono la sfera tecnico-prevenzionistica, oltre a quella giuridica, psicologica e medico-sanitaria. Nel dettaglio, riguardano:

  • L’approfondimento sui dispositivi di protezione individuali per limitare il contagio da Covid-19: le caratteristiche tecniche, la scelta e le corrette modalità di utilizzo delle mascherine per la protezione delle vie respiratorie (chirurgiche, FFP2 e FFP3)
  • Come applicare le misure anticontagio richieste dai protocolli nazionali nelle aziende
  • La pulizia e la sanificazione, come e quando effettuarle
  • Esempi pratici di una corretta applicazione delle misure tecnico-organizzative anticontagio per la tutela dei lavoratori
  • Gli effetti sulle misure per la salute e sicurezza dei lavori determinati dalle modifiche sull’organizzazione aziendale
  • La normativa sulla tutela del lavoratori in “Smartworking”
  • Cosa significa infortunio da “Coronavirus” nella prospettiva Inail.

Anche in questo caso enti pubblici e privati hanno attivato appositi percorsi formativi, come quello offerto da Lisa/Servizi.

Sin qui la gestione delle persone fisiche. Esistono poi professioni che si occupano dell’efficienza e della funzionalità delle reti digitali. Il riferimento, in particolare, riguarda il ruolo dei Data Protection Officer, una delle funzioni che in questo momento offre maggiori opportunità di occupazione. Tra le competenze del DPO figurano quelle di valutare e organizzare la gestione del trattamento di dati personali all’interno di un’azienda, affinché questi siano trattati nel rispetto delle normative privacy europee e nazionali; considerando che in questa fase – caratterizzata dal distanziamento fisico e dalla crescita dello smart working – aziende e anche istituzioni pubbliche non possono fare a meno di avere una infrastruttura It e una presenza sul web, ecco che la ricerca di questa figura professionale – così come di ruoli affini – è in aumento. In particolare, secondo un’indagine condotta da Hunters Group, ci sono ottime opportunità lavorative per chi si occupa di Analisi, Integrazione e Sviluppo Software, Project Management It, Sicurezza Informatica e Gestione dell’Infrastruttura di Sistema: tutti settori verso cui può essere utile orientare la propria formazione, in vista di uno sbocco lavorativo.

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