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Le startup sono sempre più giovani e femminili

Avviare un’attività imprenditoriale è sempre una nuova sfida che richiede coraggio, intraprendenza e voglia di mettersi in gioco. Investire in una startup significa essere disposti a rischiare, ma è un rischio che si accetta volentieri perché si presuppone che la nuova avventura professionale sia stata dettata dalla passione per il tipo di attività scelta. Sarà per questo che il mondo delle startup è sempre più giovane e innovativo, almeno secondo gli ultimi dati che emergono dalla Survey annuale internazionale di Ipsos e Viva Technology, la conferenza tecnologica dedicata all'innovazione e alle startup che si tiene ogni anno a Parigi.

Secondo i risultati, i giovani under 35 sono in numero crescente e presentano un “forte entusiasmo” nei confronti delle attività legate al mondo delle startup. Il 62% preferirebbe lavorare in una startup, piuttosto che in un’impresa consolidata o nella pubblica amministrazione: l’1% in più rispetto al 2018. Il 47% si ritiene pronto per lanciare la propria attività (con un aumento del 2% rispetto al 2018) e il 43% è desideroso di investire in una startup, un valore in crescita del 4% rispetto allo scorso anno.

In Italia, in particolare, i dati sono rilevanti. Secondo il monitoraggio trimestrale del MISE (DG per la Politica Industriale) e InfoCamere, con il supporto del sistema delle Camere di Commercio (Unioncamere), a fine settembre 2019 si contano 10.610 startup innovative, il 2,9% di tutte le società di capitali di recente costituzione. La Lombardia ospita poco più di un quarto di tutte le startup italiane (26%), ma il
Trentino-Alto Adige ha la maggiore densità di imprese innovative. Ebbene, la rappresentazione di imprese fondate da under35 risulta essere quasi il 20% del totale.

Ma non solo i giovani. Anche le donne, secondo l’indagine, si avvicinano sempre di più al mondo dell’autoimprenditorialità. A livello internazionale, il 44% delle giovani donne europee vuole creare una propria startup, in aumento del 3% rispetto al 2018. In Francia e in Germania, ad esempio, il 67% e il 64% delle donne vorrebbe lavorare in una startup, contro il 66% e il 63% degli uomini.

E l’Italia non sta a guardare. Sono 1221 le startup italiane iscritte al Registro delle Imprese con a capo una CEO donna: corrispondono al 12,3% del totale (secondo gli ultimi dati di InfoCamere). I settori predominanti delle imprese guidate da donne sono quelli legati al mondo dell’informazione e della comunicazione con ben 477 startup distribuite sul territorio nazionale. Seguono i settori della ricerca scientifica con la presenza di 316 realtà e quello delle attività manifatturiere con 203 unità operative. I settori sono diversificati e le donne imprenditrici dimostrano coraggio, idee e voglia di fare.

Questi dati positivi sono stati certamente sostenuti dalle iniziative di sostegno messe in atto nel nostro Paese. Un quadro normativo in continua evoluzione. Da ultimo è stato emanato il d.m. 7 maggio 2019 che apporta modifiche al regime agevolativo per le startup innovative. La riforma mira, in particolare, a semplificare e accelerare le procedure di accesso alle agevolazioni. Tra le misure più significative, l’innalzamento del limite massimo di finanziamento concesso, che passa dal 70% all’80% delle spese ritenute ammissibili. Ammessi alle agevolazioni anche i piani d’impresa ad alto contenuto tecnologico e innovativo. Inoltre, il Decreto Sviluppo bis sulle startup innovative (Decreto legge 179/2012) ha stabilito i requisiti per essere riconosciute come tali, prevedendo particolari benefici.

Da segnalare anche la misura gestita dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’imprese, Invitalia, Nuove imprese a tasso zero, che permette a giovani dai 18 ai 35 anni e alle donne di ogni età di intraprendere un percorso di autoimprenditorialità in tutta Italia. Il Decreto Crescita (Decreto legge 34/2019) infine ha introdotto delle novità: aumenta la percentuale di copertura delle spese, dal 75 al 90% (per le imprese costituite da almeno 36 mesi), le agevolazioni sono cumulabili e aumenta anche il termine per fruire dell’agevolazione da 12 a 60 mesi dalla costituzione.

Per sapere quali sono i primi passi è possibile consultare i consigli di Cliclavoro su come realizzare concretamente la propria idea, dalla preparazione iniziale - ad esempio il business plan - alla ricerca dei finanziatori. Il consiglio è sempre quello: non lasciarsi scoraggiare dalle prime difficoltà, ma continuare a percorrere la propria strada con tenacia.

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