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Legge di Bilancio 2017: le novità in materia di lavoro e incentivi

Sono molteplici gli ambiti di intervento della nuova Legge di Bilancio 2017 (Legge n.232/2016), valida per il prossimo triennio (2017-2019), che interessano i cittadini e le imprese.

Rispetto allo scorso anno, sono continuati gli interventi per incentivare le nuove assunzioni e sostenere la genitorialità. Da un lato, Giovani e Mezzogiorno diventano i due obiettivi principali del nuovo quadro di agevolazioni destinate alle assunzioni nel 2017; dall’altro, la conciliazione dei tempi di vita e lavoro viene favorita con misure che aiutino il rientro al lavoro delle neomamme e con la conferma del congedo destinato ai padri.

Inoltre, dopo il Piano Nazionale dell’Industria 4.0, il mondo dell’imprenditoria digitale resta un elemento su cui puntare per lo sviluppo dell’economia, grazie anche agli incentivi destinati agli investimenti in questo settore. Anche Startup e PMI innovative continuano ad essere oggetto di particolari agevolazioni per sostenerne l’avvio e il consolidamento.

Le sfide provenienti dal mercato del lavoro hanno indotto anche ad un intervento sul sistema previdenziale attraverso l’introduzione di nuovo strumento di anticipo dei trattamenti pensionistici.

 

Scopri nel dettaglio le principali novità della Legge di Bilancio 2017 entrata in vigore il 1° gennaio 2017.

 

Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna sono le regioni destinatarie del nuovo esonero contributivo previsto dalla Legge di Bilancio per le assunzioni a tempo indeterminato del 2017.

La Legge n. 232/2016 ha, infatti, previsto per i datori di lavoro di queste regioni una decontribuzione totale – ad eccezione dei premi e contributi dovuti all’INAIL – per i contratti a tempo indeterminato, anche in somministrazione e tramite apprendistato professionalizzante e di mestiere. Le assunzioni dovranno interessare in via alternativa:

  • Giovani tra i 16 ed i 24 anni
  • Lavoratori con almeno 25 anni, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

Per usufruire dell’esonero, il datore di lavoro deve inviare per via telematica un’istanza preliminare di ammissione all’INPS. Per maggiori dettagli, consulta la scheda dedicata in Incentivi.

È prorogato al 2017 e al 2018 il congedo di paternità previsto in via sperimentale dalle Legge n.92/2012 e previsto anche nel 2016 dalla scorsa Legge di Stabilità (Legge n.208/2015).
Nel 2017 tale congedo è di due giorni, elevati a quattro per il 2018. Può essere fruito entro i 5 mesi dalla nascita del figlio, anche durante il congedo della madre lavoratrice.

Per i nuovi nati dal 2016 la Legge n.232/2016 prevede, poi, che i genitori possano richiedere un buono del valore di 1.000 euro annui per l'iscrizione in asili nido pubblici o privati.

Il buono può essere usufruito in strutture pubbliche o private e viene corrisposto in undici mensilità dall'INPS. Per i bambini al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche, il buono può sostenere anche le spese per le forme di supporto adottate presso la propria abitazione.

Alternativi al buono, ci sono i voucher baby-sitting, prorogati per gli anni 2017 e 2018. In questo caso restano valide le disposizioni in vigore nell’anno 2016, confermando come beneficiarie le lavoratrici madri – anche autonome - e il periodo massimo di fruizione pari a sei mesi.

Nell’attuazione del Piano per l’Industria 4.0, sono prorogate anche al 2017 le agevolazioni sugli ammortamenti per gli investimenti relativi a beni materiali ed immateriali.

La transizione verso la manifattura digitale passa anche attraverso le PMI. Per questo, le piccole e medie imprese possono accedere ai finanziamenti e ai contributi per l'acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica aventi come finalità la realizzazione di investimenti in tecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

I finanziamenti a tasso agevolato sono concessi dalle banche aderenti alle convenzioni previste nell'articolo 2 del decreto-legge 21 giugno 2013, n.69, convertito con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98. Possono avere una durata massima di 5 anni dalla data di stipula del contratto e sono accordati per un valore massimo complessivo di 2 milioni di euro per ciascuna impresa beneficiaria.

Nuove risorse saranno specificamente destinate alla nascita e allo sviluppo di PMI e startup innovative. La Legge di Bilancio 2017 stanzia 95 milioni di euro per l'autoimprenditorialità nel biennio 2017-2018. Parallelamente è stata incrementata la dotazione del Fondo per la crescita sostenibile di 47,5 milioni di euro per l'anno 2017 e di 47,5 milioni di euro per l'anno 2018.

Ci sarà un ulteriore finanziamento di 120 milioni (70 per l'autoimprenditorialità e 50 per le startup innovative), a valere sui Programmi Operativi Regionali e sulla connessa Programmazione nazionale 2014-2020 del Programma operativo nazionale "Imprese e competitività". Le risorse saranno destinate alle iniziative previste dal Ministero dello sviluppo economico e dalle Regioni, sulla base di specifici accordi.

Non da ultimo, la Legge di Bilancio interviene sulla disciplina della detassazione dei premi di risultato e la partecipazione agli utili legati alla contrattazione di II livello, resa strutturale dalla Legge n.208/2015. È ampliata la platea dei potenziali beneficiari ai lavorati del settore privato titolari di reddito di lavoro dipendente di importo non superiore a euro 80.000, nell'anno precedente quello di percezione del premio (nel 2016 l’importo massimo era di 50.000 euro). Inoltre, sono stati aumentati gli importi a cui si potrà applicare l’agevolazione fiscale, passando da 2.000 a 3.000 euro. Per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell'organizzazione del lavoro l’importo massimo è aumentato a 4.000 euro rispetto ai 2.500 dell’anno scorso.

Tra gli obiettivi della Legge di Bilancio c’è quello di agevolare la transizione verso il pensionamento tramite due misure sperimentali: l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE volontaria) e l’anticipo pensionistico sociale (APE sociale).

L’APE volontaria può essere richiesta dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla gestione separata in possesso dei seguenti requisiti:

  • avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi;
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;
  • avere un importo della futura pensione mensile - al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto - pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria;
  • non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

Non è, invece, necessaria la cessazione dell’attività lavorativa per poterne presentare richiesta ai soggetti finanziatori o alle imprese assicurative. Questi sono scelti tra quelli che aderiscono agli accordi-quadro da stipulare tra il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e, rispettivamente, l’Associazione bancaria italiana e l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici e altre imprese assicurative primarie.

Il prestito sarà restituito a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, tramite un piano di ammortamento rateale di durata ventennale. Le rate saranno pagate tramite trattenuta dell’INPS sui pagamenti di ciascun rateo pensionistico, inclusa la tredicesima.

In particolare, per i soggetti svantaggiati o in condizioni di disagio è prevista l’APE sociale, una misura assistenziale a carico dello Stato, erogata dall’Inps, per coloro che abbiano compiuto almeno 63 anni e che non siano già titolari di pensione diretta. L’indennità è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia o dei requisiti per la pensione anticipata.

Infine, per i lavori usuranti è stata facilitata la disciplina che permette di accedere ai trattamenti di quiescenza. È ora permesso cumulare i contributi accreditati in diverse gestioni ed è stato eliminato il vincolo di non avere maturato una pensione autonoma in una gestione interessata dal cumulo. Inoltre, rientrano in questa fattispecie delle nuove categorie professionali prima escluse.

Per saperne di più visita il portale INPS!

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