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MatchMaking, la startup dei liceali per l'alternanza scuola-lavoro

Sono al quarto anno di liceo eppure l’intraprendenza non gli manca.
Durante la CREA Summer Academy, un network europeo che supporta i giovani all’imprenditorialità innovativa, hanno elaborato un progetto per migliorare l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro dando vita a MatchMaking: una nascente startup che coniuga con una piattaforma e un’app i bisogni di ragazzi, scuole e aziende per favorire il match perfetto durante una delle esperienze di apprendimento più importanti per gli studenti, l’alternanza scuola-lavoro appunto.

Ma chi sono questi intraprendenti? Nove allievi del Liceo scientifico e del Liceo classico Pepe-Calamo di Ostuni, in Puglia, che nelle sole due settimane del programma di Summer Academy CREA (dal 24 luglio al 4 agosto di quest’anno), hanno ideato e iniziato lo sviluppo di Matchmaking. Nei mesi successivi hanno investito tutte le loro energie per migliorare il progetto e strutturarlo sempre più come un’idea di business.  
E lo scorso 25 ottobre, nell’ambito dell’ultimo SMAU, il contest finale di CREA Summer Academy ha presentato ad investitori, business angels e incubatori da tutta Europa, il progetto dei ragazzi.
La platea esperta ha premiato i giovani neo-imprenditori per la categoria migliore idea e migliore team.
Ad assisterli, da agosto ad ottobre, ci ha pensato lo staff del CILab, Creative Industries Lab, il laboratorio di ricerca del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. Nel mentre anche il ministero dell’Istruzione e della Ricerca si è attivato con la piattaforma per gestire i percorsi di alternanza scuola-lavoro, che sarà on line prossimamente; cogliendo nel segno le esigenze di ragazzi, famiglie e imprese.

Alessandro Pasinetti è il team leader dei fantastici nove di MatchMaking. Ci racconti perché avete deciso di sviluppare una piattaforma e un’app sull’alternanza?

“L’idea è nata perché da più scuole, in tutta Italia, sono arrivati racconti di esperienze negative: l’alternanza, in alcuni casi, era stata organizzata male e bisognava trovare un modo che la migliorasse. Perché è vero che in diversi occasioni le aziende sono riluttanti a far entrare i ragazzi, e gli studenti si sentono mal sopportati, non riuscendo ad imparare granché. Per noi era giusto che i nostri coetanei scegliessero il percorso più calzante per loro”.

Così avete iniziato a lavorarci e in sole due settimane vi siete ritrovati con un progetto in mano. Come funziona MatchMaking?

“Non abbiamo fatto le cose in modo frettoloso, abbiamo invece parlato con i professori proprio perché ci dicevano che non avevano il tempo di occuparsi dei percorsi di alternanza e abbiamo chiesto loro: volete una mano per organizzarla? E con le aziende: cosa siete in grado di offrire e con quali ragazzi intendete lavorare? Il risultato è una piattaforma e un’app che consente alle imprese di inserire i propri tag: l’apprendimento offerto e quanti ragazzi sono in grado di ospitare, ad esempio. E ai ragazzi di scegliere i percorsi più vicini alle loro aspettative: cosa voglio sperimentare, in quale settore industriale.
Il sistema restituisce i risultati dopo aver fatto un match dei tag.
Per ora siamo ancora in una fase sperimentale e stiamo elaborando l’algoritmo ma ci servono gli sviluppatori”.

Grazie alla vostra idea siete stati contattati da Unioncamere Lombardia e potreste trovare supporto per altri contest e partnership. Ci avete pensato?

“Certamente, stiamo valutando bene. Andiamo ancora a scuola però e in queste settimane abbiamo rallentato un pochino il lavoro alla piattaforma perché non vogliamo tralasciare gli studi ma durante le vacanze di Natale riprenderemo a pieno regime”!

Che effetto vi ha fatto aver vinto un riconoscimento allo SMAU, un evento di riferimento nei settori innovazione e digitale per le imprese?

“Eravamo increduli in effetti e siamo molto onorati. Ora non vogliamo deludere chi ha creduto in noi e i nostri coetanei che ci hanno dato sostegno. Nessuno di loro ha detto: l’avevamo pensato anche noi.
Questa esperienza ci ha fatto pensare di continuare seriamente con l’imprenditorialità. E d’altronde abbiamo tutti le idee molte chiare su quello che faremo dopo”.

Credi che trovare il match giusto per un’esperienza di alternanza abbia conseguenze anche dopo la scuola?


“Non tutti hanno l’opportunità di trovare lavori tramite le proprie famiglie o sperimentare mestieri e professioni grazie alla propria cerchia di contatti. Se non prepariamo con la giusta alternanza i ragazzi al lavoro, si troveranno completamente spaesati. Per questo creare il match giusto è per noi fondamentale: se le opportunità non sono uguali per tutti, ci sarà chi resterà fuori dalla parte formativa e innovativa del lavoro”.

Hai progetti che hai realizzato con i tuoi compagni di scuola? Vuoi farli conoscere? Contatta i canali social di Cliclavoro: Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram!    

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