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"Metallurgia green", le opportunità del momento

Un tema ormai battuto, condiviso e noto da tempo è che il futuro delle imprese di tutto il mondo passa anche per il riutilizzo dei materiali di scarto. Il fenomeno coinvolge appieno pure il settore metallurgico che svolge da tempo un ruolo centrale nel recupero e riciclo dei materiali post consumo, ma che solo nell’ultimo decennio, grazie a tecnologie all’avanguardia, si è davvero imposto con processi industriali “green”.

Chi oggi opera con i metalli insomma deve affrontare di petto il tema della sostenibilità, al pari di tanti altri ambiti imprenditoriali, a fronte del fatto che le “classiche discariche” sono destinate a scomparire sempre più nel tempo.

La riciclabilità è un elemento intrinseco delle materie metalliche, che possono essere fuse e rifuse (e quindi riutilizzate), ma questo processo basilare ha oggigiorno trovato linfa vitale anche nello sfruttamento virtuoso dei materiali di scarto. Grazie anche a una sana competizione imprenditoriale di livello mondiale, gli investimenti da parte delle aziende metallurgiche a favore dell’individuazione di tecnologie atte alla valorizzazione, all’interno e all’esterno della filiera produttiva, dei propri scarti di lavorazione sono aumentati esponenzialmente. Solo così d’altra parte non si sprecano materie prime, evitando consumo ulteriore di risorse naturali preziose.

La salvaguardia dell’ambiente è una preoccupazione anche per chi ha a che fare con le alte temperature: è prioritaria la necessità di ridurre i propri consumi energetici o comunque reimpiegarli intelligentemente. Il settore metallurgico da questo punto di vista è un vero e proprio esempio da seguire, perché nell’ultimo mezzo secolo ha saputo applicare le migliori tecnologie con l’obiettivo di valorizzare il calore residuo dei propri processi, trasformandolo poi in fonte di energia secondaria utilizzabile internamente o cedibile a terzi (ad esempio per alimentare reti di teleriscaldamento a servizio del territorio in cui lo stabilimento stesso opera).

L’innovazione e le nuove scoperte scientifiche giocano un ruolo fondamentale. Lo dimostra il rilevante numero di brevetti depositati nel 2018 nel nostro Paese, in ambito metallurgico: quelli inerenti ingegneria chimica sono aumentati del 37% rispetto l’anno precedente, per non parlare di quelli relativi alle tecnologie delle energie pulite (+21%). Giusto per citare un caso concreto recente, la scorsa settimana, l’Università Khalifa di scienza e tecnologia, Masdar City e Wahaj Solar hanno congiuntamente annunciato la realizzazione di un “concentratore solare” che si trova negli Emirati Arabi Uniti. Tramite questa struttura di 10 metri di diametro, composta da una sorta di lente gigante, si è già in grado di raggiungere temperature superiori a 1000 gradi Celsius, ma con ulteriori studi futuri, questo concentratore di raggi solari potrà divenire un primo caso efficiente di metallurgia solare, fondendo così metalli come l'alluminio, con la sola energia del sole.

Visti i rilevanti risultati raggiunti, non è un caso che secondo un principio di forte trasparenza e la voglia di certificare le proprie performances ambientali, proprio l’industria metallurgica in Italia ha pubblicato finora il più alto numero di Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (Environmental Product Declaration, documento che descrive gli impatti ambientali legati alla produzione di una specifica quantità di prodotto). E ancora, secondo la banca dati Excelsior di Unioncamere e il rapporto Greenitaly della Fondazione Symbola, il comparto dove si registra una maggiore propensione agli eco-investimenti è quello industriale (432mila imprese negli ultimi cinque anni hanno investito sulla green economy), con una rappresentanza pari al 40% per il solo ambito metallurgico.

Infine, questo settore rappresenta un’importante opportunità occupazionale per le nuove generazioni. Proprio per questo è nata “A steem for steel”, iniziativa educativo-formativa promossa dalla Fondazione Marcegaglia, che mira alla sensibilizzazione dei giovani verso il settore dell’acciaio. Al progetto hanno aderito alcune delle più importanti aziende siderurgiche italiane, quali Acciaierie Bertoli Safau, Danieli Automation, Acciaierie Venete Spa, Gruppo Marcegaglia e Sideralba. In questo modo, per i prossimi mesi saranno proprio gli studenti delle scuole di secondo grado di Mantova, Napoli, Padova e Udine, i protagonisti assoluti, che attraverso una serie di attività pratiche e laboratoriali parteciperanno in team a workshop, innovation camp e contest tra istituti.

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