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Mobilità in Europa, le novità per il 2017

Favorire la mobilità lavorativa nei paesi membri dell’Ue e contrastare la disoccupazione. Questi i principi cardine delle nuove misure della Commissione Ue in materia di sicurezza sociale presentate lo scorso 13 dicembre 2016 e che integrano la normativa attuale. La nuova proposta rientra nel programma della Commissione 2016 volta a garantire la libera circolazione delle persone, l’equità per i contribuenti e la protezione dei diritti dei lavoratori nel momento del trasferimento da uno Stato membro dell’Ue ad un altro.

Il diritto alla libera circolazione all’interno dell’Unione Europea è uno dei principi base dell’agenda europea. Fin dai Trattati di Roma del 1957 tale diritto umano e fondamentale presuppone che i cittadini UE abbiano le stesse opportunità professionali, accesso agli alloggi popolari, alle agevolazioni fiscali e alle prestazioni sociali, indipendentemente dallo Stato membro di origine.

Le nuove misure rispondono alla logica della modernizzazione per assicurare la rispondenza alla realtà sociale ed economica attuale nella UE per un mercato del lavoro equo. Risultano, inoltre, rafforzati gli strumenti a disposizione delle autorità nazionali per la lotta contro l'abuso o la frode garantendo la libera circolazione quale diritto fondamentale che porta benefici ai lavoratori, ai datori di lavoro e all’economia in generale.

La nuova proposta aggiorna le norme UE nelle seguenti quattro aree:

Prestazioni di disoccupazione:

  • Per coloro che sono in cerca di un impiego, i sussidi di disoccupazione passano dall’attuale periodo minimo di 3 mesi ad almeno 6 mesi, offrendo così migliori opportunità lavorative
  • Per quanto riguarda i lavoratori frontalieri (che vivono in un paese, lavorano in un altro e tornano a casa almeno una volta alla settimana), potrebbe ricadere sullo Stato dove hanno lavorato per gli ultimi 12 mesi la responsabilità del pagamento delle prestazioni di disoccupazione. Spetterebbe, dunque, allo Stato membro che ha ricevuto i contributi pagare i sussidi.

Gli Stati membri possono esigere che colui che ha lavorato per almeno 3 mesi su un dato territorio, prima che diventi disoccupato, possa esportare la precedente esperienza e richiedere in un altro Stato membro l’indennità di disoccupazione.

Prestazioni di assistenza a lungo termine

La proposta chiarisce quali sono i vantaggi di assistenza a lungo termine e dove i cittadini in mobilità possono rivendicare le prestazioni. Ciò fornirà maggiore certezza giuridica a un gruppo crescente di cittadini delle moderne società.

Accesso alle prestazioni sociali per i cittadini economicamente inattivi

Sulla base della giurisprudenza della Corte di Giustizia europea, la proposta chiarisce che gli Stati membri possono decidere di non concedere benefici sociali ai cittadini in mobilità economicamente non attivi. Questo vale per coloro che non lavorano, che non ricercano attivamente un posto di lavoro e non hanno il diritto legale di residenza sul territorio. I cittadini inattivi economicamente hanno il diritto legale di residenza solo quando hanno mezzi di sussistenza e la copertura sanitaria completa.

Coordinamento della sicurezza sociale per i lavoratori distaccati

La Commissione propone di rafforzare le regole amministrative in materia di coordinamento della sicurezza sociale per i lavoratori distaccati. La finalità è quella di garantire che le autorità nazionali abbiano gli strumenti giusti per verificare lo stato di sicurezza sociale dei lavoratori. La Commissione stabilisce, inoltre, le procedure per la cooperazione tra le autorità degli Stati membri per affrontare gli abusi e le pratiche sleali.

Infine, la proposta non modifica le norme esistenti in materia di assegni familiari. Il paese di lavoro del genitore rimane responsabile del pagamento degli assegni del bambino e l’importo non può essere regolato se il bambino risiede altrove. Meno dell'1% degli assegni familiari nell'UE viene esportato da uno Stato membro all'altro.

Complessivamente i cambiamenti proposti forniranno:

  • Più trasparenza
  • Certezza legale
  • Equità

Il tutto a beneficio dei cittadini, delle pubbliche autorità, dei datori di lavoro e dei contribuenti. Le nuove misure faciliteranno la libera circolazione negli Stati membri, fornendo strumenti migliori per evitare gli abusi.

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