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Nuove professioni del food tra innovazione e digitale

Anche il cibo, come ogni altro aspetto della nostra vita evolve. Se a tavola continuiamo a mangiare singole portate o a bere calici di vino o prosecco, tutto ciò che è intorno al food, quella che definiamo “l’esperienza del cibo” ha subito negli ultimi anni diverse innovazioni.

Il settore è cresciuto in varie direzioni, ampliando il suo orizzonte, riuscendo a offrire una realtà sempre più sofisticata per i consumatori. Tutto questo è stato possibile grazie alla nascita di nuove figure professionali. Ma quali sono le migliori opportunità presenti in Italia, patria della buona alimentazione? Scopriamo assieme il loro modus operandi, illustrando i percorsi formativi che le sostengono, dalle scuole, alle università, ai corsi specializzati.

A monte di questa nuova filiera si collocano gli specialisti in Data Analyst, in questo caso declinati al settore enogastronomico. Si tratta di figure che aiutano le aziende a comprendere e trarre conclusioni utili dai dati incrociati, spostando in questo modo l’offerta in direzione dei clienti, intercettando i cambi di gusto e proponendo esperienze nuove di volta in volta. Il Senior Strategic Data Analyst Food, nel dettaglio, si occupa del monitoraggio e dell’analisi dei dati provenienti dalla rete marketing/vendita; definisce i prezzi e progetta le periodiche attività promozionali e infine monitora i comportamenti dei clienti attraverso report periodici. Si tratta di figure che operano all’interno di grandi aziende multinazionali, con opportunità di carriera interessanti: nel loro curriculum deve esserci spazio per una laurea in Economia, Marketing o Statistica, con esperienza applicata nel settore Food o della grande distribuzione organizzata.

Nelle nuove professioni legate al cibo tuttavia esiste una dimensione più vicina ai consumatori, segmenti che stanno emergendo con forza maggiore, abbandonando lo status di nicchia. È il caso ad esempio, delle Food Guide, le persone che accompagnano i clienti alla scoperta dei gusti di una certa area territoriale. Proprio come accade per il patrimonio artistico, l’Italia ha una ricchezza di sapori che varia di località in località e per questa ragione figure come le Food Guide possono rivolgersi sia a turisti in arrivo dall’estero, sia a italiani provenienti da altre regioni: di certo una buona guida saprà illustrare e introdurre a una coppia di viaggiatori siciliani l’esperienza migliore nelle trattorie milanesi e viceversa. Attraverso tour organizzati, i clienti possono imparare a conoscere e a degustare le pietanze e i profumi caratteristici di una terra.

A proposito di odori, un’altra delle novità professionali in ambito enogastronomico chiama in causa non il gusto, bensì l’olfatto: un senso coinvolto appieno nella nostra esperienza alimentare, soprattutto se pensiamo che l’odore di una portata precede sempre il suo sapore, introducendoci positivamente o meno alla pregustazione di un alimento. È in quest’ottica che opera il designer olfattivo. Si tratta di un lavoratore che realizza esperienze di degustazione con l’obiettivo di amplificare la percezione olfattiva: combinazioni di sapori e fragranze create ad hoc che vanno a influenzare il vissuto dell’esperienza e che educano all’atto olfattivo a tavola.

Il settore food influenza particolarmente anche le imprese e le startup: interessanti il caso di Start, un’impresa che offre servizi di consulenza e training  personalizzati alle aziende del settore food & beverage o quello più generico dei Restaurant Advisor. L’ambito insomma è in continua evoluzione ed è assolutamente da monitorare regolarmente considerando le possibilità lavorative che può offrire. A tal riguardo è necessario tuttavia sostenere percorsi di formazione adeguati, come quelli offerti da università e scuole di specializzazione.

Da segnalare per esempio, il master dell’Università Bocconi in Food and Beverage Management, del tutto in inglese, con oltre 12 nazioni di studenti presenti negli ultimi anni o il percorso simile offerto dall’Università Luiss di Roma, Food and Wine Business, organizzato in collaborazione con Gambero Rosso Academy. Poi c’è anche l’Università Cattolica di  Cremona, con il master Agri-food Business, rivolto alla formazione di figure professionali da inserire nelle imprese alimentari e della grande distribuzione, in società di progettazione e consulenza o food marketing.

Offerte, in definitiva, che testimoniano una volta di più come vi sia un grande fermento intorno all’enogastronomia, una dimensione che può risultare – nelle sue varie diramazioni, comprese le più innovative – centrale nello sviluppo dell’economia italiana.

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