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Nuovo Bauhaus, il futuro nel segno della sostenibilità

Abbattere i confini tra scienza e tecnologia, arte, cultura e inclusione sociale, per consentire al design di trovare soluzioni ai problemi quotidiani. Chiamare a raccolta  studenti, architetti, ingegneri, innovatori e artisti per contribuire a ridisegnare il futuro. Sono queste le premesse per cui la Commissione Europea ha varato il progetto “Nuovo Bauhaus”, così ribattezzato per ricordare la celebre corrente di design nata in Germania nel primo Novecento. Oggi, a distanza di un secolo, le sfide sono diverse ma il comune denominatore resta uno: lo sguardo rivolto al domani, l’innovazione che sa andare oltre il presente.

Presentato per la prima volta lo scorso 14 settembre 2020, il Nuovo Bauhaus europeo – un programma realizzato nella cornice del Green Deal – prende vita in questi mesi ed è finalizzato ad abbattere i confini tra scienza e tecnologia, arte, cultura e inclusione sociale, per consentire al design di trovare soluzioni ai problemi quotidiani. Questa prima fase di progettazione ha come orizzonte l’apertura degli inviti a presentare proposte nell’autunno prossimo per dare il via libera all’iniziativa creativa in almeno cinque sedi negli Stati membri dell’Unione Europea, grazie all'impiego di fondi europei a livello nazionale e regionale. Secondo le parole della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il Nuovo Bauhaus sarà «una piattaforma collaborativa del design e della creatività, in cui architetti, artisti, studenti, scienziati, ingegneri, designer e chiunque desideri contribuire possano realizzare questa visione. Il nuovo Bauhaus europeo sarà la forza trainante per connotare il Green Deal europeo in maniera innovativa e antropocentrica, rendendolo più attraente. Sarà un movimento basato sulla sostenibilità, l'inclusività e l'estetica, mirante ad avvicinare il Green Deal europeo ai cittadini e porre al centro della vita quotidiana il riciclaggio, le energie rinnovabili e la biodiversità».

Sono tre le tappe previste per il programma. Fino alla prossima estate sarà possibile inviare proposte, all’insegna della progettazione collettiva. I contributi più interessanti aiuteranno tutte le persone interessate a organizzare, avviare e partecipare ai dibattiti. È disponibile un toolkit per stimolare la discussione e strutturare la raccolta delle idee e nozioni emergenti. Illustri pensatori e operatori siederanno ad una tavola rotonda ad alto livello, organizzata in una serie di interviste semi-strutturate, e fungeranno da cassa di risonanza per le idee e da ambasciatori per la collettività. La fase di progettazione collettiva produrrà un quadro di sostegno basato su programmi europei e comprendente un invito a presentare proposte per progetti pilota da realizzare. Successivamente subentrerà la fase della realizzazione: verranno create reti e saranno condivise le diverse conoscenze al fine di individuare metodi, soluzioni e prototipi aperti e replicabili, mettendoli a disposizione di città, località, architetti e progettisti. In questo segmento, che partirà da luglio 2021 per chiudersi alla fine dell’anno, sarà fondamentale avviare un dialogo con i cittadini, le imprese e il mondo accademico e rafforzare le capacità istituzionali urbane.

L’ultimo step del programma, invece, porrà l’accento sull’ampliamento delle idee e delle azioni emerse e sul raggiungimento di un pubblico più vasto in Europa e nel mondo. Sarà molto importante creare reti e condividere sistematicamente le conoscenze tra partecipanti e operatori del settore, individuando i metodi, le soluzioni e i prototipi migliori e mettendoli a disposizione delle città, delle località, degli architetti e dei progettisti. Sarà essenziale, inoltre, mantenere aperto il dialogo e collegare i partecipanti alle reti esistenti.

Ma sono altre le iniziative legate al progetto madre: accanto al processo di coprogettazione, per esempio, nella prossima primavera la Commissione avvierà la prima edizione del premio nuovo Bauhaus europeo, assegnando dei riconoscimenti agli esempi proposti che rappresentano l’integrazione dei valori fondamentali dell’iniziativa e che possono animare il dibattito sui luoghi in cui viviamo e la loro trasformazione. Tutti laboratori creativi e sperimentali che nella visione della Commissione dovranno rappresentare «autentici punti di attracco per le industrie europee, il punto di partenza di una rete europea e mondiale che punterà a massimizzare l'impatto economico, ecologico e sociale».

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