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Over 50, il tesoro nascosto del mercato del lavoro

La presenza in azienda di profili senior over 50 può apportare valore aggiunto in azienda? Quali percorsi di transizione professionale possono intraprendere i lavoratori di maggiore esperienza? La recente ricerca condotta da Lee Hecht Harrison (Lhh), società di consulenza organizzativa di The Adecco Group ha cercato di dare una risposta esaustiva a questi quesiti.

Lo studio ha coinvolto 1280 italiani alla ricerca di un lavoro (il 65% dei quali, over 50), che sono stati supportati da Lhh durante il loro percorso di ricollocamento e formazione professionale per il mercato del lavoro. Ne è emerso in generale un sentimento diffuso di sfiducia fra le persone “più adulte”, che temono di avere uno svantaggio competitivo rispetto ai più giovani. Niente di più falso secondo la ricerca di Lhh, dato che conti alla mano, gli over 50 risultano ricollocati mediamente con appena 3 mesi di ritardo rispetto alle “leve più fresche”. La diffidenza degli over 50 fra l’altro non è dimostrata da situazioni reali e oggettive, dato che il 40% di loro ha affermato di non essere mai stato impattato direttamente da alcuna discriminazione in tal senso.

Tema centrale del discorso diventa quindi anche “incoraggiare” i profili senior e valorizzarne le importanti peculiarità esclusive e fondamentali. Tutto ciò tramite linee guida semplici ed efficaci, quali:

  • Attivare progetti di formazione continua, che permettano un’evoluzione continua delle proprie skill e competenze tecniche;
  • Favorire l’integrazione dei lavoratori di tutte le età, concependo gruppi di lavoro eterogenei ed evitando la realizzazione concreta di luoghi di lavoro in un certo senso “ghettizzati” per fasce d’età;
  • Mettere in pratica, sotto varie forme, l’idea generale per la quale è necessario lavorare tutti meno, durante la singola giornata di lavoro, ma più a lungo nel tempo, in modo da aumentare il tasso di over 50 presenti nel mondo del lavoro.

L’applicazione di questi principi passa chiaramente anche per il corretto operato della Pubblica Amministrazione, che deve dare, come si suol dire, il buono esempio e che per prima si deve porre l’ambizioso obiettivo di valorizzare e non disperdere le risorse over 50.

Da questo punto di vista risultano fondamentali i progetti per senior attivati a livello capillare dalle varie Amministrazioni Comunali e Regioni, come in Piemonte, dove 41 progetti in corso si pongono l’obiettivo di “accompagnare” verso la pensione, centinaia di persone disoccupate con più di 58 anni, attraverso il reimpiego in veri e propri “cantieri di lavoro” in ambito ambientale, turistico e salvaguardia dei beni culturali e artistici del territorio. Oppure come il caso virtuoso del Comune di Mantova, che ha lanciato il mese scorso un apposito programma per over 50, all’interno del precedente progetto, Finalmenteunagioia (inizialmente rivolto a soli under 29), che con 150mila euro si pone la prospettiva di incentivare le imprese a stabilizzare i propri precari senior, attivare tirocini e percorsi formativi per disoccupati e assumerli.

I giovani sono insomma sì importanti per il futuro produttivo ed economico dell’Italia, ma questo avvenire non può non passare anche per i “maggiormente adulti”. Come dice un antico proverbio africano “il giovane cammina più veloce dell'anziano, ma l'anziano conosce la strada”.

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