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Parità di genere, dal Women Value Company al salario equo

Valorizzare i talenti femminili andando di pari passo con lo sviluppo di politiche innovative e inclusive  in ambito di gender diversity. È un tema sul quale in Italia restano molti passi da compiere, ma che da qualche tempo ha ricevuto un nuovo impulso, grazie a iniziative avviate in ambito aziendale e pubblico, con riferimento particolare alla proposta della Commissione europea per arrivare alla parità salariale di genere, tema sul quale stanno lavorando anche regioni come il Lazio.

La quinta edizione di Women Value Company, progetto riservato alle Pmi che si distinguono nella gestione della gender diversity, va esattamente in questa direzione. Nato su impulso di con la collaborazione con la Fondazione Marisa Bellisario, Women Value Company prevede una linea dedicata di finanziamento S-Loan (Sustainability Loan) e dalla Women Skills Accademy, corso di alta formazione dedicato alle imprese guidate da donne. Il premio assume una particolare rilevanza nel contesto attuale di pandemia globale, che ha determinato pesanti ripercussioni economiche e sociali per la donna e il suo ruolo nel mondo del lavoro. Il bando, aperto dal 22 marzo e attivo fino al 27 aprile 2021, riguarda, nel dettaglio:

- i servizi aziendali in materia di conciliazione famiglia/lavoro;

- iniziative volte a garantire ai dipendenti, uomini e donne, una serena gestione del loro tempo in azienda;

- politiche flessibili di organizzazione del lavoro;

- politiche retributive di merito non discriminatorie;

- piani di sviluppo e valorizzazione delle competenze e carriere femminili, con ampia presenza di donne in posizioni manageriali o apicali.

Anche quest’anno, le due imprese vincitrici, una piccola e una di medie dimensioni, saranno proclamate a giugno nel corso della cerimonia di premiazione della XXXIII edizione del Premio Marisa Bellisario «Donne ad alta quota», durante la quale riceveranno la speciale “Mela d’Oro Women Value Company Intesa Sanpaolo”. A tutte le imprese che avranno superato la fase di selezione, in virtù dei requisiti richiesti dal bando, sarà comunque assegnato un ulteriore riconoscimento, nel corso di un evento che si terrà in primavera.

Sul fronte delle iniziative interne alle imprese, va segnalata la strada intrapresa da Accor, la multinazionale attiva nel settore alberghiero. L’orizzonte è raggiungere il 30% di quote rosa nel comitato esecutivo entro il 2022 e del 40% entro il 2025. Il gruppo, impegnato sulla via dell’uguaglianza professionale tra uomini e donne, della promozione dell’empowerment femminile e della lotta alla discriminazione e alla violenza sul posto di lavoro, ha tra i suoi obiettivi anche quello di raggiungere il 40% di donne in tutte le altre posizioni chiave della compagnia entro il 2022 e il 45% entro il 2025. Per quanto riguarda invece le strutture, il traguardo è di avere il 35% di direttrici entro quest’anno e il 40% entro il 2025.

Un prezioso “alleato” nell’ottica della parità di genere è il processo di digitalizzazione: le donne sono parte attiva del cambiamento tecnologico e culturale necessario affinché la trasformazione digitale raggiunga il suo pieno potenziale. L’Intelligenza Artificiale, che sarà cruciale nei prossimi anni, si basa e agisce su stimoli umani: da qui, tra le altre, il ruolo chiave delle soluzioni e delle intuizioni “femminili” come elementi imprescindibili nel mercato del futuro. La Gender Diversity abilita la valorizzazione dei talenti e massimizza il potenziale che l’I.A. e altre tecnologie digitali offriranno nei prossimi anni. Resta fondamentale, tuttavia, il raggiungimento di una piena parità salariale. La Commissione europea, in questo senso, ha presentato a inizio marzo una proposta sulla trasparenza salariale per garantire che donne e uomini nell’Ue ricevano la stessa retribuzione per uno stesso lavoro. Presentando l'iniziativa, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Lo stesso lavoro merita la stessa retribuzione, e per la parità di retribuzione è necessaria la trasparenza. Le donne devono sapere se i loro datori di lavoro le trattano in modo equo. In caso contrario, devono potersi opporre e ottenere ciò che meritano”.

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