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Personal Branding: un percorso guidato per investire su te stesso

Ecco una guida sul personal branding: come lavorare sui propri talenti, valorizzare se stessi e il proprio lavoro. Emmanuele Del Piano, coach di Performamentis ed ex consulente per Accenture, ci condurrà in un percorso rivolto sia ai liberi professionisti che ai lavoratori che vogliono crescere all’interno dell’azienda.

Questo è il primo di una serie di appuntamenti per spiegare quali sono i passi necessari per costruire il proprio brand; perché è uno strumento indispensabile per tutti; e come monitorare i risultati.

Procediamo con ordine. Da dove partire: settare una strategia

“Che siate un libero professionista, un dipendente o anche semplicemente una persona che vuole inserirsi nel mondo lavorativo, è indispensabile costruire a tavolino una strategia di personal branding.
Il personal branding è la proiezione, l'immagine che ci descrive: esiste indipendentemente dalla nostra volontà o meno di averne una. La verità è che esiste sia nell'ambito professionale sia nell'ambito personale. Quante volte ci chiediamo "chissà che immagine hanno gli altri di me?": questo significa preoccuparsi del proprio personal branding. Ci preoccupiamo spesso della nostra immagine ma difficilmente approcciamo a questa in modo professionale e strutturato: almeno nell'ambito professionale è importante cominciare a pensarci. Strategia, in questo caso, significa definire sia gli elementi distintivi e chiave che ci identificano e che ci permettono di emergere rispetto ad altri, sia le motivazioni che ci muovono: è fondamentale che vi sia coerenza”.

Cosa dobbiamo quindi identificare?

“Ecco alcuni elementi chiave con cui costruire la nostra brand identity ovvero l’identità del nostro marchio:

- quale è il mio obiettivo professionale, chi voglio essere?

- perché è importante per me?

- chi sono io (identità e valori)?

- cosa mi distingue dagli altri, cosa so fare meglio di altri?

- per cosa voglio esser riconosciuto (servizio, competenza, carattere,...)?

- chi può aver bisogno di me?

- quali sono i canali e gli alleati che posso sfruttare?

- cosa deve cambiare intorno a me?

Rispondere a queste domande prende del tempo, ma sono le domande fondamentali necessarie a costruirsi un "profilo" professionale, un’immagine coerente con i propri desideri e la propria personalità: una brand identity. Difficile? Un po'.

Ma non siete soli: come ho detto voi avete già una vostra immagine. Chiedete alle persone che vi circondano, amici, colleghi, parenti, di dirvi cosa vedono in voi, cosa vi distingue, per cosa vi apprezzano. Siate curiosi.

Un piccolo suggerimento: non accontentatevi di un "sei una persona sincera, sei una bella persona, sei professionale". Chiedete dettagli su dettagli: "in che modo preciso mi hai percepito professionale, in quale occasione, in quale specifico momento?". Dovete raccogliere informazioni in modo da poter replicare e migliorare tutto ciò che vi contraddistingue”.

Come si fa?

“Tenete sempre a mente che vi sono 4 combinazioni di feedback: Largo  (positivo o negativo) e stretto (positivo o negativo). I feedback larghi – “sei una brava persona” (+), “questo lavoro fa schifo” (-) – colpiscono la persona, nel caso positivo non costruiscono nulla in più (anche se non hanno controindicazioni), mentre i negativi distruggono qualsiasi tipo di relazione: è incredibile quanto siano statisticamente i più comuni con amici, colleghi, parenti e figli. I feedback stretti – “quando hai scritto quella relazione, l’introduzione era precisa e piena di dettagli” (+), “quando hai cucinato l’arrosto non hai calcolato il tempo di cottura preciso perché non ai considerato la dimensione della carne” (-) – colpiscono il processo e non la persona, e permettono di far crescere le competenze e l’autostima.

Sviluppare il personal  branding : esempi di passi concreti da fare 

“Una volta compilata la scheda con tutte le risposte, cominciatevi a chiedere cosa dovete fare per dimostrare quello che volete dimostrare. Servirà un piano d'azione che vi indirizzi verso l'obiettivo.

Ad esempio potete identificare:

- quali sono le persone o gli ambiti in cui il vostro "brand" può esser più utile

- quali sono le persone, o i gruppi, che possono sponsorizzare il vostro "brand"

- quali sono le azioni più rappresentative che per il vostro "brand" che vanno messe in atto (es. esser sempre puntuali,  rispondere sempre cortesemente, rispondere ad ogni  email, non giudicare ma valutare,…)

- quali regole vi dovete dare per perseguire il vostro obiettivo (qui possono esser le più varie, dipende da cosa dovete fare.  Da leggere articoli tutti i giorni, a non usare il telefono mentre si lavora, o altro)

- quali sono gli elementi di misura che vi diranno che state sviluppando il vostro "brand" (ad esempio numero  di  volte che vi chiedono consiglio, numero di risposte a vostre richieste di contatto, feedback positivi a certe azioni. E’ importante poter “misurare” il risultato)

- quali sono le sensazioni che dovrete provare per dire di incarnare il vostro "brand". E’ fondamentale, per comprendere che si sta andando nella giusta direzione, e non solo come risultato, imparare a misurare le proprie sensazioni. A partire da sensazioni generali (soddisfazione, benessere, energia) a sensazioni più di dettaglio (ad esempio  “vedere” meglio le situazioni, sentirsi più leggeri nel muoversi). Questo serve a capire se quello che stiamo facendo oltre ad esser efficace è anche “ecologico” (sostenibile?) per la nostra vita. Ricordate che il personal branding dipende da come vi vedono gli altri, per cui concentratevi su di loro.

Alcuni  suggerimenti:

a) Siate prima disponibili verso gli altri e poi potrete chiedere, e ottenere, in cambio rispetto.

b) Siate puntuali, sempre. Il tempo degli altri vale quanto il vostro

c) Siate trasparenti ed educati il più possibile, è una dote che sul lungo viene apprezzata.

d) Ascoltare, che non significa aspettare il proprio turno per parlare ma comprendere la persona che vi parla.

e) Siate professionali ed oggettivi, i pareri soggettivi a lungo andare vi squalificano. Ad esempio riportare solo i fatti (azioni) e non i giudizi,  dare feedback stretti (di processo e non personali).

f) Studiate il vostro modo di relazionarvi agli altri: su web ci sono tanti  spunti, vi consiglio ad esempio di studiare e applicare i “social style” (è una tecnica che permette di comprendere al volo come relazionarsi agli altri, come agganciare la loro attenzione). Una regola su tutte: il proprio Personal Brand si costruisce giornalmente,  in ogni istante e dipende dai vostri  pensieri.  Quello che pensi determina quello che fai, quello che fai determina il tuo comportamento, il tuo comportamento determina come vieni visto”.

Un esempio?

“Se pensi che il tuo cliente (o il tuo vicino) è un rompiscatole, qualsiasi tua azione ,anche se positiva, sarà sempre limitata al “minimo indispensabile”. Questo non permetterà mai (ed uso MAI volontariamente) di fare la differenza. L’approccio mentale è tutto”.

Questo è la prima parte del percorso di personal branding. Segui i prossimi passi con il secondo appuntamento!

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