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Proptech, l'ultima rivoluzione nel mercato immobiliare

Da qualche anno un neologismo si aggira nel settore edile e immobiliare. La parola in questione, Proptech è nata dalla fusione delle parole Property e Technology e si può applicare a tutte le tecnologie che vengono applicate al settore del Real Estate e delle costruzioni: dai software all’hardware, fino ai materiali e alla produzione. Malgrado sia relativamente giovane – le origini del termine Proptech si fanno risalire al 2014, nel Regno Unito – si tratta di un settore dal volume d’affari potenzialmente enorme, destinato a crescere nei prossimi anni: prima dell’emergenza Coronavirus, che ha comprensibilmente rallentato la corsa di questo nuovo comparto, le proiezioni per l’anno 2020 erano pari a circa 4,5 miliardi di investimenti.

Le soluzioni vantaggiose offerte dal Proptech sono diversi. Innanzitutto, la trasformazione digitale imposta al settore immobiliare – un comparto che tra servizi, vendita e costruzioni vale circa il 19% del Pil italiano – permetterà ai proprietari di vendere o affittare le proprie proprietà con commissioni ridotte se non addirittura inesistenti, bypassando intermediari e burocrazie aggiuntive. Nel dettaglio, si può fare ricorso al Proptech in punti come:

  • L’affitto e l’acquisto online di proprietà;
  • Soluzioni di analisi dei dati e Big Data per il mercato immobiliare;
  • Software di gestione degli immobili a supporto dell'attività di gestione degli stessi;
  • Applicazione di nuove tecnologie come la realtà virtuale per permetterci di visitare la proprietà che stiamo valutando di comprare o affittare anche a distanza.

Alcuni degli interventi sopra elencati sono già entrati a pieno titolo nel mercato immobiliare. E se molte applicazioni pratiche possono sembrarci in fondo intuitive, altri utilizzi possiedono una sfumatura decisamente avveniristica. Basta pensare a servizi prodotti da giganti come Microsoft: Azure-Digital Twins è un sistema integrato che permette controlli di varia natura, che vanno previsione della manutenzione, all’analisi in tempo reale dei fabbisogni energetici, fino all’occupazione e ottimizzazione degli spazi o persino al coordinamento dei droni adibiti a sicurezza o supervisione di aree.

Ma al di là dei colossi del settore tecnologico, le prospettive del Proptech hanno portato anche a una nuova fioritura di startup e imprese ad alto tasso innovativo. In Spagna, a Barcellona, è nata nel 2017 Housefy, un’agenzia immobiliare online – operativa anche in Italia – che consente di abbattere le commissioni a favore di una quota fissa “a forfait” a carico del venditore e dell’acquirente. A proposito di innovazione, basta pensare che per elaborare il prezzo di vendita di un immobile Housefy non necessita di un sopralluogo fisico, “accontentandosi” del supporto di software e tecnologie. I servizi offerti da questa impresa vanno dall’elaborazione di un piano di marketing per le proprietà in vendita (che comprende l'invio di un fotografo per gli scatti da inserire sugli annunci), fino al supporto offerto ai clienti nei diversi – e spesso complicati – passaggi di elaborazione dei contratti. A servizio del processo, inoltre, esiste una app dedicata, targata Housefy. Oltre all’azienda spagnola, in Italia sono attive agenzie come Dove.it, Homepanda, RockAgent e SkyCasa: tutte startup che lavorano combinando Big Data e analisi dei flussi, offrendo possibilità integrate a portata di app. Laddove fosse utile, queste aziende intervengono con una squadra specializzata che effettua ristrutturazioni e riparazioni, spesso in chiave smart, rinnovando l’immobile e rimettendolo successivamente sul mercato. Attraverso telecamere collegate da remoto, al potenziale acquirente viene consentito di visitare gli spazi dell’immobile: in questa maniera l’appartamento otterrà un valore migliore, e la sua vendita sarà facilitata dalla pubblicazione online dell’annuncio.

Società come Homepal o Immo-neo, ancora, mettono a disposizione dei clienti soluzioni ideali per pubblicare annunci, oltre alla consueta assistenza per condurre le trattative. Ancora diversa la prospettiva offerta da Verificasa, nato dall’esperienza di Relabora: sfruttando un database ricco di dati come quello di Cerved, assieme ad altri software proprietari di analisi di mercato, l’azienda consente di redigere un “fascicolo casa” con quello che è necessario presentare al notaio, compreso l’attestato di prestazione energetica. Il tutto in pochi giorni e a prezzi vantaggiosi. Il servizio di valutazione “virtuale” degli appartamenti, inoltre, si è sviluppato rapidamente anche su operatori più tradizionali come Immobiliare.it e Casa.it, che consentono ormai di ragionare sui prezzi a partire da database aggiornati.

In un futuro sempre più connesso non è difficile immaginare applicazioni sempre più rosee per il Proptech. Del resto, le professioni che si stanno facendo largo grazie a questa combinazione sono diverse, basta pensare ai piloti di droni utilizzati per mappare un territorio dall’alto, fino agli ingegneri – quasi una nuova specie di ingegneri, a metà tra l’edile e il tecnico informatico – che devono occuparsi delle elaborazioni grafiche e dei render da offrire online ai potenziali acquirenti. Tutti nuovi impieghi consentiti dalle tecnologie, in un settore che promette sviluppi ancora inesplorati.

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