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RaISE, il progetto a sostegno delle imprese sociali

Rientrano tra le forme organizzative più idonee alla creazione di posti di lavoro finalizzati all’inclusione e all’innovazione sociale, e i loro tratti caratterizzanti (modello organizzativo, cultura del lavoro etc.) contribuiscono a definirne la singolarità rispetto alle altre forme di imprenditorialità. Sono queste le principali connotazioni delle imprese sociali.

Agendo sulla base di principi democratici e partecipativi, esse perseguono l'obiettivo primario di servire le comunità in cui sono inserite. La loro ragione d’essere è dunque realizzare trasformazioni sociali ed economiche che sono funzionali agli obiettivi della strategia Europa 2020.

Difatti, il Fondo Sociale Europeo sostiene attivamente la creazione di imprese sociali, in particolare per quei gruppi di persone che per motivi di varia natura incontrano difficoltà nella ricerca di un lavoro (ad esempio, le persone con disabilità, i giovani disoccupati di lunga durata e le persone appartenenti alle comunità rurali).

L’economia sociale ha destato un notevole interesse per la capacità di dare risposte innovative alle attuali sfide economiche, sociali e, in alcuni casi, ambientali, sostenendo l’occupazione cosiddetta “di qualità” (stabile e poco delocalizzabile), la giustizia e l’integrazione sociale, il miglioramento dei servizi locali, la coesione territoriale.

Sono molteplici le iniziative promosse per rafforzare la competitività delle imprese sociali. Tra i progetti più recenti c’è RaiSE: Enhancing social enterprises competitiveness through improved business support policies finanziato dall'Unione Europea attraverso il programma Interreg Europe con circa 1,5 milioni di euro.

Nello specifico, RaiSE contribuirà alla qualificazione ed al consolidamento dell'attuazione degli interventi che impattano sul settore dell'economia sociale previsti dal Programma Operativo Fondo Sociale Europeo (POR FSE 2014-2020).

Il progetto è promosso da ACCIÓ – Agenzia Catalana per la competitività dell'impresa in collaborazione con agenzie di sviluppo europee, tra cui ERVET Emilia-Romagna Valorizzazione Territorio.

L’ecosistema delle imprese sociali in Italia è tra i più avanzati a livello europeo e può contare sul supporto da parte delle istituzioni pubbliche locali e nazionali così come dei consorzi. Secondo i dati, tra il 2008 e il 2014 le imprese tradizionali italiane hanno perso quasi 500.000 posti di lavoro, mentre gli occupati in imprese e cooperative sociali sono aumentati del 20% passando da 340.000 a 407.000. Nel nostro Paese sono circa 100.000 le imprese sociali e coinvolgono più di 850.000 lavoratori 1,7 milioni di volontari.

Queste sono solo alcune rilevazioni del rapporto “Social enterprises and their eco-systems: A European mapping report” della Commissione europea, coordinato da Euricse per la parte italiana (consulta il rapporto riassuntivo e il rapporto italiano).

Per dare maggiore visibilità alle imprese sociali è stata anche creata la piattaforma online Social Innovation Europe, che aiuta anche gli imprenditori sociali a comunicare e a scambiare informazioni sugli ultimi sviluppi nel settore. I finanziamenti forniti attraverso i programmi Gioventù in Azione, Erasmus ed altri nel campo dell’istruzione sono un ulteriore strumento utile per formare gli imprenditori del settore sociale in Europa.

Promuovere efficacemente la competitività delle imprese sociali, anche sui mercati internazionali, è la posta in gioco. Una sfida, questa, che ha motivato la nascita di RaiSE e l'impegno nella cooperazione e nello scambio interregionale tra diverse tipologie di soggetti (enti locali, agenzie di sviluppo, imprese e loro forme di rappresentanza). 

  

Scopri le iniziative volte a migliorare l’accesso ai finanziamenti e la visibilità delle imprese sociali (pagina disponibile in inglese, francese e tedesco).

Nel contenitore Innovazione Sociale di Cliclavoro trovi utili punti di approfondimento sulle pratiche, gli attori e i luoghi dell’innovazione italiana!

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