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Robotica e non solo: come orientarsi nelle professioni del futuro

Immaginare il futuro, anche nella sfera delle professionalità: diversi report – curati da aziende specializzate come FastFuture e LinkedIn – sono stati dedicati ai cambiamenti che influenzeranno in un futuro a breve termine, il mercato del lavoro, a partire dalle innovazioni tecnologiche che consentiranno nuove expertise. Da queste inchieste emerge una chiara spinta verso l’universo digitale, considerato nelle sue differenti declinazioni: il mondo del domani sembra strutturarsi nelle pieghe di applicazioni tecnologicamente sempre più sofisticate, che permetteranno sviluppi al momento ancora solo ipotizzabili, con la promessa di riuscire a coniugare col progresso, anche una maggiore tutela dell’ambiente e in generale sostenibilità. Ad affacciarsi con maggiore impeto sul mercato del lavoro saranno sicuramente robotica e intelligenza artificiale; ma resta essenziale l’incrocio tra capacità di calcolo e la lettura della realtà che può offrire – per adesso almeno – soltanto la mente umana.

Di seguito, nel dettaglio, un focus su alcune delle professioni che potrebbero svilupparsi e perché no, magari affermarsi con forza, nei prossimi 5-10 anni.

Specialisti in Intelligenza Artificiale. Si tratta di un settore in decisa espansione, con l’aumento degli utilizzi di questa tecnologia nei campi più variegati: dal sanitario, a quello della lettura dei consumi, attraverso modelli logaritmici più o meno complessi. A inizio 2020 è stato aperto il primo centro tecnologico italiano del colosso californiano Nvidia, dedicato proprio alla ricerca sull’intelligenza artificiale. La sede è stata individuata presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, con una dotazione in macchinari pari a due milioni di euro.

Agricoltori verticali. È la nuova via dell’agricoltura, all’insegna di coltivazioni al chiuso, da ottenere mediante un clima mantenuto alle condizioni ideali tutto l’anno; con il vantaggio non trascurabile di non dover temere insetti, batteri o altri parassiti e quindi senza esserci la necessità di ricorrere all’uso di pesticidi. La crescita delle piante è assicurata dall’illuminazione a Led. Questi sistemi sono più produttivi del 75% rispetto all’agricoltura tradizionale e consentono di ridurre drasticamente il consumo di acqua, circa il 95% in meno. Le “vertical farm”, così si chiamano in ambito internazionale, non hanno inoltre vincoli geografici, poiché possono trovare posto anche nelle aree urbane e offrire prodotti freschi e a “chilometro zero”.

Broker ed esperti per la gestione e lo smaltimento dei dati personali. Qui entriamo nel dettaglio dell'enorme mole di dati ceduti nel tempo alle principali aziende del web: per aiutare i singoli cittadini a orientarsi in questo enorme mercato nasceranno figure ad hoc che controlleranno i dati personali e che potranno anche occuparsi di rimuovere le tracce digitali lascate nel corso degli anni sulla rete.

Smart City Manager, una professione per cui esistono già master e percorsi formativi dedicati: si tratta di una figura-ponte tra i servizi offerti alla comunità e i cittadini, un professionista capace di elaborare un uso sostenibile delle risorse naturali e di perseguire una politica locale partecipativa, investendo nei nuovi mezzi di trasporto e nelle applicazioni innovative da integrare nella vita quotidiana.

Nanomedici, vale a dire operatori nel campo della nanomedicina, dunque esperti sanitari che provvedono alla somministrazione di farmaci mirati verso cellule specifiche, alla medicina rigenerativa per pazienti con insufficienza d’organo o lesioni gravi, più altri percorsi potenziali che miglioreranno le terapie.

Esistono poi altre professioni al momento ancora un po' troppo nebulose, ma chissà, più concrete tra qualche anno: ad esempio lo sviluppatore di trasporti alternativi, il Personal Brander o ancora lo specialista nella riduzione degli effetti dovuti al cambiamento climatico. Un’applicazione che può apparire addirittura fantascientifica è quella relativa ai costruttori di parti del corpo, possibilità legate ai progressi nel campo delle tecnologie tridimensionali e delle biotecnologie: i passi avanti della scienza potrebbero insomma consentire la creazione di organi e protesi “vive”.

Una cosa è certa, tutte queste figure professionali sono proiettate a un futuro che è sicuramente meno lontano di quanto si possa credere.

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