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Scaleup, cosa sono e come si sviluppano in Italia

E’ ormai un dato di fatto consolidato che le startup innovative siano in forte ascesa nel panorama economico-imprenditoriale italiano, ma è invece una bella novità sapere che il Paese sta lentamente allargando i propri orizzonti anche alle scaleup. Ma cosa sono? Si tratta di società innovative che hanno già sviluppato il proprio prodotto o servizio, definendo un business model efficiente e che operando sul mercato con successo possono ambire a una rapida crescita internazionale. In buona sostanza, una sorta di “sorelle maggiori” delle più note (e “piccole”), startup. Pur non esistendo ancora una definizione univoca di scaleup, poiché i parametri da raggiungere variano in base al settore in cui operano è comunque possibile dare alcune indicazioni di massima a livello globale:

  1. Sono realtà che nei primi cinque anni di vita raggiungono almeno i 10 milioni di dollari di fatturato;
  2. Sono società che hanno già superato alcune fasi su cui è focalizzata ordinariamente l’attività della startup, come la ricerca di un business model scalabile e ripetibile e possono dunque concentrarsi sulla propria crescita globale.

Startup Europe Partnership, portale online che a livello europeo si pone l’obiettivo di valorizzare e supportare le nuove scaleup ha definito quest’ultime come tutte quelle società che hanno raccolto, negli ultimi tre anni, da uno a 100 milioni di dollari di investimenti o si sono autofinanziate e hanno un fatturato compreso nello stesso range. Al contempo è stato anche coniato il nuovo termine di scaler, realtà ancor più grandi, che hanno raccolto o fatturato più di 100 milioni di dollari nell’ultimo triennio.

Secondo le rilevazioni del terzo report sul Venture Capital, realizzato dalla società P101, dedicato all’andamento nel 2018 delle scaleup italiane o fondate da italiani emerge con forza che nel Paese crescono gli investimenti in materia. L’anno scorso infatti sono state 177 le aziende coinvolte, per un giro complessivo di oltre 633 milioni di euro: un tasso di crescita del 261% rispetto all’anno precedente, quando si registravano appena 52 aziende, per un totale di 144 milioni. Investimenti cresciuti nell’ultimo biennio in maniera assolutamente esponenziale, dato che nei cinque anni precedenti l’incremento delle risorse era stato appena percettibile. Per quanto concerne i settori di mercato, il fintech è stato senza dubbio quello che ha ottenuto maggiori investimenti, con quasi 202 milioni di euro raccolti. A conferma dell’evoluzione della situazione nazionale c’è anche il fatto che le scaleup nate in Italia sono sempre più attrattive anche per gli investitori esteri, fattore che chiaramente ne determina un aumento generale e più rapido della crescita dimensionale e dell’espansione sul mercato globale. Un rapporto biunivoco, dato che anche gli investitori italiani sono sempre più interessati alle scaleup estere. Dati alla mano, le stime per l’anno corrente sono più che positive, anche grazie all’ultima Legge Di Bilancio, che supporta in maniera determinante gli investimenti nelle realtà imprenditoriali innovative.

Un “aiuto” alle scaleup e più in generale alle startup, che viene dalle istituzioni, ma non solo, grazie anche alle diverse call internazionali che ne promuovono lo sviluppo. In ordine cronologico, fra le più rilevanti opportunità per l’Italia, ci sono Eit Digital Challenge e Scaleit. La prima è un concorso europeo che mette a disposizione 750mila euro per premiare le migliori scaleup a carattere fortemente tecnologico (domande entro il 14 giugno prossimo); mentre la seconda è una piattaforma online che dal 2015 mette in dialogo fra loro scaleup, investitori mondiali e corporate sul palcoscenico di un evento internazionale che si svolgerà fra il 23 e il 24 ottobre 2019, a Milano (in questo caso gli interessati possono candidarsi online entro il 30 giugno 2019).

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