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Startup di successo: l'analisi di Startup Europe Partnership

Occupazione, innovazione e crescita sono il motore dello sviluppo economico di un Paese.

Un contributo importante alla crescita economica e all’occupazione può certamente provenire dalla nascita di nuove imprese, soprattutto del settore tecnologico:
sono infatti principalmente le startup che possono innovare ma soprattutto creare (e “moltiplicare” grazie a dimensioni via via crescenti) posti di lavoro reali.

Occorre quindi sostenerle attraverso investimenti e risorse finanziarie, potenziando gli incubatori d’impresa (o acceleratori), e sensibilizzando venture capital e business angel a
investire nel capitale di rischio di piccole startup o piccole iniziative alle prime fasi di sviluppo. 

A livello europeo, le startup soffrono di un gap con l'ecosistema startup americano che racchiude la roccaforte virtuosa della Silicon Valley, che può contare su un flusso continuo di investimenti e reinvestimenti.  

Per aiutare concretamente le nuove imprese europee a farsi spazio sui palcoscenici oltre confine, sostenendo quelle capaci di competere a livello internazionale, è necessario garantire loro una piattaforma per trovare finanziamenti e sfondare quel muro che le separa dal mercato globale.

Con queste finalità, è nata 
Startup Europe Partnership (SEP), la prima piattaforma aperta europea finalizzata a sostenere la crescita e la sostenibilità delle startup in Europa, in grado di competere e raccogliere fondi a livello internazionale e globale.

Rappresenta una delle sei azioni per imprenditori web che sono stabilite nella comunicazione della Commissione Europea, "2020 Piano d'azione per l'imprenditorialità" (Commissione europea, gennaio 2012). Tra le azioni del SEP: stimolare gli studenti universitari ad avviare un business prima della laurea, preparare i laureati ad un mercato diverso, incoraggiare gli investimenti privati ​​e istituzionali in startup, condividere le migliori pratiche di avvio per ridurre il divario culturale e favorire la reiterazione di esempi virtuosi. La mission del partenariato è che le aziende europee - grandi e medie dimensioni - così come le università europee e le comunità di investimento devono essere protagonisti attivi di questo processo (grazie a partnership commerciali e investimenti aziendali strategiche).
Per sostenere l’iniziativa, è stato redatto il “manifesto per l'imprenditoria & l'innovazione per sostenere la crescita nell'UE”.

Startup Europe Partnership, promosso dalla Commissione Europea, è guidato da Mind the Bridge Foundation, una fondazione non profit con sede in Italia e negli Stati Uniti, con il supporto di Nesta (fondazione del Regno Unito), e Factory, campus per startup a Berlino. Nel gruppo vi sono altri partner tra cui Cambridge University, la IE Business School, l'Università tedesca HIIG Berlin, gruppi bancari, grandi società telefoniche e il sostegno istituzionale della Investment Fund/Gruppo Banca europea per gli investimenti.

Startup Europe Partnership ha elaborato una mappatura delle startup europee partendo dal database focalizzato sulle “scaleup”, ovvero le startup europee capaci di andare oltre alla cosiddetta “barriera early-stage” e avere ottime possibilità di diventare grandi aziende a livello internazionale.

Dal primo report del SEP sul fenomeno delle startup in Europa emergono risultati interessanti:
  • Ci sono oltre 1.000 startup in Europa che hanno ricevuto un finanziamento di oltre 1 milione di dollari negli ultimi tre anni

  • Nello stesso periodo, il mercato ha visto crescere in numero le startup europee. Da segnalare la berlinese Delivery Hero, il portale che offre servizi nel settore food, fondato nel settembre 2010, che censisce oltre 55.000 ristoranti in 14 paesi europei. Il progetto è riuscito a raccogliere 360 milioni di dollari di investimenti in otto round di finanziamento; un'altra società di successo di recente costituzione è la svedese iZettle, che opera nel settore dei pagamenti online ed è stata capace di attrarre 102 milioni di dollari in tre diverse fasi di investimento

  • L’ambiente più prolifico per avviare una startup è il Regno Unito, in cui sono collocate più di un quarto delle startup mappate nel report (26%), seguita dalla Germania che presenta il 16%. In questi Paesi si trovano gli investitori di venture capital più attivi (ad esempio Balderton Capital, Index VenturesDFJ Esprit e Earlybird). Da segnalare la Finlandia con un buon 7%, considerando le dimensioni della sua economia
     
  • Le startup dell'Europa orientale ricevono in genere piccoli finanziamenti iniziali, anche se ci sono alcune eccezioni, come la ungherese Prezi (piattaforma specializzata nella creazioni di presentazioni online) e la lituana Vinted (il portale di moda per scambiare e comprare vestiti)

  • Il 57% delle startup di successo, che hanno ottenuto finanziamenti per oltre 1 milione di dollari tra il 2011 e il 2014, sono state fondate dopo il 2010 (per quelle fondate tra il 2005 e il 2009 il dato scende al 37% e prima del 2005 è pari al 6%). Secondo lo studio significa che si è avviata un'evoluzione positiva per l'ecosistema europeo in cui startup sono in grado di ottenere una quantità significativa di capitale nei loro primi stadi di sviluppo, caratteristica essenziale per la crescita

  • Una tendenza che è emersa dal Rapporto è la notevole quantità di startup di successo che trasferiscono la propria sede dall'Europa agli Stati Uniti. Tuttavia alcune aziende hanno mantenuto i loro centri di ricerca e sviluppo in Europa, come la già citata Prezi in Ungheria e l’italiana Funambol (che offre alle compagnie telefoniche soluzioni di software per il personal-cloud. Nonostante la sede principale sia a San Francisco, il gruppo di lavoro si trova in Lombardia)
I primi dati del rapporto, che si riferiscono a maggio 2014, rilevano la presenza di startup in Europa, indicando quali sono i terreni più favorevoli per avviare una nuova attività.

Partendo dal Paese più “virtuoso” ad accogliere imprese nascenti, in ordine decrescente, troviamo:
  • Regno Unito (26%)
  • Germania con il (16%)
  • Francia (11%)
  • Finlandia (7%)
  • Spagna (7%)
  • Irlanda (6%)
  • Svezia (5%)
  • Italia (5%)
  • Altri Paesi (18%)

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