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Startup e aziende, fronte comune all'insegna dell'innovazione

Sono due i temi che dominano il dibattito pubblico nelle ultime settimane: da una parte il contrasto comune al Covid-19, dall’altro l’obiettivo di attraversare la delicata fase di convivenza con il virus trovando un compromesso tra la tutela della salute dei cittadini e il delicato equilibrio socioeconomico. Per affrontare queste grandi sfide la strategia è duplice, e coinvolge tanto metodi da considerare “tradizionali”, come il distanziamento sociale, quanto l’innovazione tecnologica e lo sviluppo delle reti. Grazie alla rivoluzione digitale avvenuta negli ultimi anni, infatti, è stato possibile incentivare modalità di lavoro altrimenti impossibili come lo smart working, ma anche avviare progetti che possano offrire un sostegno concreto alla lotta contro il Coronavirus in campo sanitario. 

Da questo punto di vista, in prima fila ci sono startup e aziende ad alto tasso tecnologico, a volte anche in modalità di collaborazione reciproca. Sul versante startup, del resto, l’Italia può vantare diversi punti di forza: secondo l’ultimo rapporto dedicato ai trend demografici e alle performance economiche, le startup nel nostro Paese sono ormai stabilmente più di 10mila; per l’esattezza al 31 marzo 2020 se ne contano 11.206, il 3,1% di tutte le società di capitali di recente costituzione. Una ricchezza di inventiva che sta tornando utile ai tempi dell’emergenza Covid-19. Starting Finance ad esempio, una startup con base romana e un’età media giovanissima, ha lanciato un fittissimo palinsesto di dirette social con importanti protagonisti della finanza, dell’economia e delle istituzioni, fornendo un’autentica mappa di informazioni per le famiglie italiane: dalla spesa online allo smart working, e ancora l’economia della salute e fake news, da decreti a rimborsi, dall’innovazione tech alla sanità. Il network di Starting Finance può contare su un team di giovani esperti e appassionati di finanza e si avvale di una community da oltre 120mila appassionati, con oltre 25 club incorporati nei principali atenei del paese. Serranova, invece, è una startup innovativa che lavora sull’agricoltura 2.0 e sulle tecnologie che consentono di coltivare all’interno di contesti urbanizzati o semi-urbani; in queste settimane di difficoltà l’azienda originaria di Perugia ha convertito il suo orientamento verso la progettazione di dispositivi più adatti all’uso domestico come delle piccole serre da appartamento.
Ma a essere caldo è anche il fronte “sanitario” dell’emergenza. Magari sulla scorta di quanto accaduto in Cina, il primo Paese dove si è affrontato Covid-19: lì sono nate startup capaci di sviluppare nuovi dispositivi come Withings Thermo, un termometro a distanza che grazie a sedici sensori può eseguire più di quattromila misurazioni in appena due secondi, tutti dati che si sincronizzano con un’app mobile. Passando al nostro continente, occorre segnalare il network europeo
EIT Health, una rete che riunisce innovatori legati al settore sanitario da tutta l’Europa e che ha lanciato una piattaforma di matchmaking con l’obiettivo di mettere in comunicazione esperti, scienziati, professionisti della sanità e organizzazioni al lavoro con l’obiettivo comune di promuovere e adottare soluzioni dedicati al contrasto della crisi attuale. All’interno del progetto si segnala per il nostro paese l’iniziativa di Synlab Italia, che insieme a Regione Lombardia e Regione Toscana sta lavorando al fine di avviare test diagnostici della patologia offrendo analisi molecolari e tamponi nelle situazioni che presentano criticità a livello di risorse. In altri programmi di lavoro sono impegnate startup come PatchAI per lo sviluppo di un’applicazione dedicata a prevenzione e monitoraggio nonché SoftMining con un software per la valutazione del rischio di trasmissione.

La sfida, tuttavia, non si limita alle aziende più giovani: anche i colossi storici nel settore delle tecnologie di rete e dell’informatica stanno svolgendo la loro parte. È il caso, ad esempio, dell’accordo siglato tra Vodafone Business e Microsoft Italia, nell’ottica di accelerare la digitalizzazione di imprese e Pubbliche Amministrazioni. L’intesa tra i due colossi è triennale e prevede un approccio congiunto al mercato italiano con un portafoglio di servizi volti ad abilitare nuovi modelli di lavoro e di business più efficienti e sicuri: dallo smart working alle soluzioni Cloud per la business continuity, passando per i servizi a supporto della produttività. Questi ultimi riguardano soluzioni che possano supportare le imprese nel processo di digitalizzazione delle modalità di lavoro: in particolare, l’intesa tra le due aziende prevede l’integrazione di prodotti Microsoft come Teams, Surface e Microsoft 365 con i servizi di rete garantiti da Vodafone come la connettività dei servizi e la tecnologia IoT, vale a dire il processo che consente l’interazione reciproca tra diversi oggetti. Del resto, la sfida di queste settimane può essere affrontata solo con una bussola saldamente orientata verso l’innovazione e il sostegno alle nuove tecnologie.

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