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Strumenti per fare impresa: Startup with Google

Dopo aver lanciato il network Campus Coworking Spaces, il programma di accelerazione e mentorship Launchpad e soprattutto re:Work, finalizzato a migliorare le pratiche e la ricerca dei dati per i responsabili delle risorse umane, è arrivato Startup with Google.
Lanciato da poco più di un mese, il sito fa convergere tutte le risorse di Google a favore dei founder e delle aziende innovative, offrendo loro suggerimenti e linee guida su come far nascere un progetto di business. Una sorta di piattaforma ombrello, in cui vengono a sintesi le iniziative promosse fino ad ora dalla società di Mountain View e confluiscono anche i servizi degli altri tool.
Startup with Google si avvale infatti del supporto Google for Entrepreneurs, uno strumento per favorire la cultura dell’imprenditorialità attraverso la creazione delle community.
Su quest’ultimo sito è possibile trovare una location per la propria startup – compresi i coworking – interagire con programmi di mentorship con cui accendere la miccia alla propria idea imprenditoriale e trovare il giusto programma di accelerazione per un’idea già diventata business. In queste ore, anche il coworking e digital hub italiano Talent Garden è entrato a far parte del network di Google for Entrepreneurs.
E questo non fa che migliorare la rete su cui si muovono le comunità di startup: la maggior parte degli spazi e/o i programmi di accelerazioni raccolti da Google for Entrepreneurs sono infatti fuori dal territorio nazionale. Con l’ingresso del digital network italiano – che ha diverse sedi in Italia – l’ecosistema di Big G a favore dell’imprenditorialità si apre a nuovi scenari. La grande differenza con il nuovo strumento Startup with Google, sta proprio in questo: non si tratta più di costruire reti e network fisici, grazie all’aiuto delle community, ma di puntare il focus sulle idee e sui progetti; offrendo spunti e dritte a livello internazionale a qualunque utente interessato. Startup with Google è rivolto a chi vuole avviare un progetto innovativo o ha iniziato da poco tempo a farlo; dotando la piattaforma di consigli utili su come lavorare: dallo sviluppo di App per Android, sfruttando il microcosmo di soluzioni software e cloud (Firebase e Android Studio); ai suggerimenti su come monetizzare un’App sempre per il sistema operativo made in Google.

Non tutto è Google-centrico

Apparentemente l’intento del gigante tech sembra essere quello di farsi auto-promozione ma ad uno sguardo più attento lo strumento gode invece di un concept più ampio e non è tutto Google-centrico:
il sito tocca varie tematiche, anche con video-tutorial, dalla scalabilità dei modelli di business, alla concezione del prodotto, dal fundraising alle migliori best practice in uso. È evidente che ogni servizio all’utente fornito da un player protagonista indiscusso della rete – per alcuni persino in regime di monopolio – porta visibilità allo stesso soggetto promotore. Ma è bene tenere presente che la portata di utenti a cui mirano i giovani startupper è caratterizzata dagli strumenti dell’ecosistema di Google: la maggior parte degli utenti (85%) usa Android per i propri device mobile e, per un neo-imprenditore, sottrarsi ad una platea di investitori che ad oggi ha messo sul piatto della community di Google 3,9 miliardi di dollari, può essere controproducente. I più smaliziati vedranno nell’iniziativa di Mountain View, anche il tentativo di consolidarsi sulle spalle dei capitali che orbitano attorno alle startup, visto che Google accresce i suoi profitti sulla base del valore delle azioni della società. Ma è pur vero che Google punta sempre più a investire il proprio capitale di rischio sulle neo aziende innovative e soprattutto su quelle che si muovono nei business emergenti, come l’intelligenza artificiale, per il quale la società ha costituito un programma di venture capital focalizzato, connesso come sempre a Alphabet (holding di Google).
L’azienda è inoltre nota per essere un buyer di aziende e startup: dal 2012 ha acquisito da sola più imprese innovative di quelle inglobate dalle aziende europee maggiormente fagocitanti. 

Cosa fare con Startup with Google

Vediamo quali potenzialità dello strumento può sfruttare un imprenditore in erbaSi parte dai tool: il sito segnala e spiega, nella sezione di overview, diversi strumenti utili per costruire un prodotto; studiare e monitorare insights e analytics; scegliere un sistema di hosting e storage dei dati; incrementare la produttività; targetizzare il proprio prodotto per il mercato; monetizzare l’idea di business; implementare il prodotto grazie al machine learning; l’ottimizzazione per il web e il potenziamento della sicurezza sui dati sensibili, oltre ad altri servizi di base offerti da Google per un periodo gratuitamente.
Per uno startupper alle prime armi, è un approdo sicuramente utile. All’interno della parte dedicata ai tool, c’è anche lo strumento Hire e la G Suite per gestire il Google Calendar, Gmail e i dati e le informazioni da condividere con il team, sia in caso di recruiting, sia nel caso si vogliano recuperare ex compagni di squadra e/o risorse con cui si è già lavorato.
Un’altra sezione è dedicata a come rafforzare la propria squadra e potenziare il prodotto con le best practice: dagli strumenti di design, a Google Trends, da Gradient Ventures – il braccio per gli investimenti di Big G – ai tool per sperimentare, da Market Finder, agli strumenti di marketing, grow revenue e ai manuali per gli sviluppatori.
La parte finale, come in un percorso di crescita che si rispetti, si concentra sulla forza della community: dai programmi di accelerazione agli eventi per aiutare le startup a dare il meglio di sé. In questa sezione, c’è l’opportunità di trovare una mentorship, un tech club (tramite Google for Entrepreneurs), un coworking.  


Prospettive

C’è da chiedersi: perché seguire le linee guida e i suggerimenti di Startup with Google e se la sua esistenza minaccia l’utilità di altri strumenti e tool sul tema. Una risposta a tutto tondo verrà direttamente dall’utente, startupper o meno, che farà un giro sul sito e ne mutuerà best practice e servizi.
Indubbiamente Google ha avuto capacità e lungimiranza di far convergere strumenti già elaborati e attivi per sviluppatori e chi fa impresa in un unico portale, offrendo così una visione d’insieme agli utenti, sapendo però che Startup with Google non sostituirà né metterà in discussione gli attrezzi del mestiere già conosciuti attraverso altre fonti. In conclusione, la prospettiva forse più interessante è di aver messo in moto una sana competizione tra chi fornisce strumenti e servizi a favore dell’impresa: chi vorrà dar vita ad una startup avrà più risorse, e perché no, anche più possibilità di competere nel fornirli ad altre imprese innovative che nasceranno.

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