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Tessera Professionale europea, i primi risultati

Esattamente un anno fa Cliclavoro dedicava un approfondimento alla Tessera professionale europea o European Professional Card (E.P.C.), la procedura elettronica per il riconoscimento delle qualifiche professionali tra i paesi dell’Unione europea (UE) introdotta dalla Direttiva 2013/55/UE (art. 4), pubblicata il 17 gennaio 2014 nella G.U.C.E. L. 354/132 del 28.12.2013. A distanza di un anno dalla sua entrata in vigore, il Dipartimento Politiche Europee - Coordinamento IMI ne traccia un primo bilancio.

Secondo i dati (aggiornati al 10 gennaio 2017), su un totale di 553 richieste ricevute l'Italia ha già rilasciato 161 tessere.

L'Italia, nel quadro europeo, risulta il Paese con più richieste della tessera e il quarto come Stato membro ospitante. La Tessera facilita la mobilità transfrontaliera e interessa sia i professionisti europei che intendono esercitare in Italia sia i professionisti italiani che intendono esercitare in un altro Paese europeo.

Secondo i dati della Commissione europea (aggiornati al 31 dicembre 2016), complessivamente in Europa sono 703 le tessere rilasciate, a fronte di 2100 richieste.

Infermieri, fisioterapisti, farmacisti, agenti immobiliari e guide alpine sono le categorie professionali che possono richiedere la Tessera per lavorare in un altro Stato membro.

In futuro la Commissione Ue potrà decidere di estendere la tessera anche ad altre professioni.

I primi risultati. In Italia, i professionisti del settore sanitario (infermieri, fisioterapisti e farmacisti) hanno presentato complessivamente il 70% circa delle richieste di rilascio dell’EPC. Le guide alpine da sole totalizzano il 21% del totale, mentre gli agenti immobiliari hanno presentato 31 richieste, il 6% del totale. Se si guarda alla percentuale di tessere rilasciate rispetto al totale di domande per categoria professionale, sono le guide alpine a registrare la quota maggiore (70%), seguite dagli agenti immobiliari (45%), mentre i professionisti del settore sanitario (infermieri, fisioterapisti e farmacisti) si attestano sul 17% di tessere, poiché quasi il 60% delle domande sono state rigettate perché non corrette.

In molti casi, le domande sono state rifiutate, revocate o sospese dai valutatori nazionali a causa della mancata presentazione dei documenti richiesti nei termini previsti. In altri casi, sono stati gli stessi professionisti a ritirarle nel corso della procedura. Una situazione, questa, che denota la necessità di una migliore familiarizzazione con il nuovo strumento.

La Tessera non è infatti una "carta tangibile”, ma la prova elettronica che il professionista ha superato tutte le procedure amministrative e ha ottenuto il riconoscimento della qualifica professionale nel suo Paese d’origine. Proprio per questo ha una forte componente innovativa.

La procedura di riconoscimento avviene attraverso l'IMI, il sistema di informazione del mercato interno che facilita la comunicazione tra le autorità nazionali di regolamentazione delle professioni.

 

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