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Tirocini in presenza: la ripresa dopo il lockdown

Con l’allentamento progressivo del lockdown assunto dal Governo italiano in seguito all’emergenza Coronavirus, le attività lavorative e formative stanno tornando passo dopo passo alla ripresa, seppure in modalità ancora inevitabilmente non assimilabili allo stato delle cose precedente allo scoppio della pandemia. La ricezione delle disposizioni in materia di distanziamento sociale e prevenzione sanitaria, in questo senso, è parte integrante del processo che sta coinvolgendo la delicata materia della ripresa. Tra le attività in ripartenza vanno segnalati i tirocini curriculari ed extracurriculari in presenza, ovvero i percorsi formativi di orientamento da svolgere in un contesto lavorativo. Essendo i tirocini non curriculari materia di disciplina da parte delle Regioni e delle Province autonome, da questo punto di vista la ripresa dei percorsi è suscettibile di variazioni a seconda dell’area geografica di appartenenza: la Legge 92/2012, tuttavia, prevede anche la definizione di linee guida finalizzate a stabilire degli standard minimi uniformi in tutta Italia. Nel contesto del dopo-emergenza, un dato comune è sicuramente la coesistenza integrata tra attività da svolgere in presenza e modalità a distanza. Vediamo nel dettaglio la scelta di varie regioni nel territorio nazionale.

La Regione Marche, una delle più colpite dal Covid-19, a partire dal 6 giugno scorso ha consentito ai soggetti pubblici e privati di riprendere gli stage in presenza da svolgere nelle attività economiche e produttive non sospese, comprendendo dunque anche le attività di formazione pratica da svolgere in laboratorio o altro ambiente mediante l’utilizzo di macchinari, attrezzature o altri strumenti. La ripresa dell’attività in presenza è consentita a condizione che la stessa non sia realizzabile in altro modo nella modalità a distanza. Il decreto delle Marche, rivolto sia alle imprese che praticano attività di formazione, sia alle agenzie formative che alle scuole, prevede che la parte pratica debba essere svolta nel rispetto delle misure di prevenzione, così come gli esami finali.

Anche in Sardegna, dove sono già stati riattivati circa 600 tirocini extracurriculari – mentre altri 400 partiranno a partire dal primo luglio – il tirocinio in presenza deve essere svolto nel rispetto delle indicazioni tecniche e operative definite nelle linee guida nazionali o nei protocolli regionali previsti per il settore. Possono proseguire anche i tirocini formativi relativi alle professioni sanitarie o di interesse sanitario, effettuati per il raggiungimento di qualifiche professionali, anche regolamentate da specifici accordi tra Stato e Regioni. L’informativa ai soggetti ospitanti e tirocinanti in materia di riattivazione dei tirocini extracurriculari promossi dall’Aspal, Agenzia per le politiche attive del lavoro, è pubblicata sul portale Sardegnalavoro.

Tornando al centro Italia, la Regione Lazio ha varato un decalogo specifico da attuare per la ripresa dei tirocini in questa fase post-emergenziale. Le indicazioni richiamano al massimo rispetto delle prescrizioni sulle dotazioni per la sicurezza sanitaria, promuovono la turnazione tra tirocinanti quale elemento per favorire la distanza sociale e richiamano a una rigida applicazione della normativa nazionale. In questa regione i tirocini sono stati riattivati a partire dal 25 maggio scorso: il Lazio ha inoltre predisposto un bando con un contributo una tantum pari a 600 euro per i tirocinanti costretti a interrompere il loro percorso durante il periodo di lockdown: bandi dello stesso tenore sono stati promossi da Emilia Romagna, Calabria, Valle d’Aosta, Toscana e Sicilia. Proprio in quest’ultima regione la ripresa delle attività formative in presenza è stata consentita in seguito all’ordinanza regionale dell’otto giugno scorso: su questa pagina è disponibile il testo del provvedimento.
Anche in Campania le attività di tirocino extra-curriculare sono state consentite nuovamente: i percorsi formativi devono svolgersi preferibilmente a distanza, mentre è possibile ricorrere alla modalità in presenza esclusivamente laddove fosse strettamente necessario per l’ambito professionale in essere, nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza applicate ai lavoratori dipendenti dell’ente o impresa interessata. Via libera alla ripartenza anche in Veneto; le modalità di ripresa dell’attività tirocinante in Lombardia, invece, sono rese esplicite
a questa pagina.

Uno sguardo, infine, ai tirocini post laurea: l’Università del Piemonte Orientale è ripartita anche con i corsi di area non sanitaria, rimasti attivi anche durante l’emergenza. Secondo il protocollo stabilito dall’Università, l’ente ospitante dovrà sottoscrivere una dichiarazione di possesso delle condizioni organizzative e sanitarie per poter ospitare tirocinanti in presenza e il tirocinante dovrà, a sua volta, sottoscrivere un’autocertificazione per recarsi presso l’ente ospitante. Anche nei casi in cui il tirocinio fosse in presenza, tuttavia, è raccomandata un’alternanza tra attività a distanza e attività in presenza. L’ente ospitante dovrà sottoscrivere una dichiarazione di possesso delle condizioni organizzative e sanitarie per poter ospitare tirocinanti in presenza.

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