provincia di: Tutte
Seguici:

Cerca sportello

più vicino a te per orientarti nel lavoro

Trovare lavoro in Europa: online un nuovo strumento del Cedefop

Centoventisei politiche occupazionali a confronto, ventotto Paesi europei e una sola piattaforma. È il nuovo progetto “Matching skills: Inspiring policies for anticipating and matching skill needs”, lanciato dal Cedefop (l‘Agenzia che concorre alla progettazione delle politiche comunitarie di istruzione e formazione professionale), per raccontare il mercato del lavoro europeo e, in particolare, come si incontrano domanda e offerta di lavoro. E quando questo non accade? La piattaforma spiega gli interventi dei singoli Stati per risolvere il problema attraverso la comparazione di diverse soluzioni. Dal rilancio dei mestieri tradizionali, ai sistemi informativi dedicati alle politiche attive, è possibile conoscere l’eterogeneo panorama europeo e scoprire se e come le diverse misure possano essere trasferite in altri contesti nazionali, analizzandone le caratteristiche e anche la sostenibilità d lungo periodo.

Uno sguardo al presente e anche al futuro. Il tool online non si limita, infatti, ad analizzare quanto è stato già realizzato ma cerca di porre le basi per capire come individuare le competenze del futuro. Anche in questo caso, per ogni singolo Paese, sono illustrate le iniziative dedicate alle nuove leve occupazionali che riguardano soprattutto il mondo dell’hi-tech.

L’obiettivo, in entrambi i casi, resta trovare il modo di abbinare le competenze individuali delle persone in cerca di occupazione alle esigenze attuali (e future) del mercato del lavoro. Un obiettivo non semplice. Tornando al nostro Paese, gli ultimi dati Excelsior-Unioncamere segnano, infatti, una crescente difficoltà delle imprese italiane a reperire figure qualificate (professioni di elevata specializzazione e tecnici).

Come intervenire allora? Innovatività, efficacia e sostenibilità sono le caratteristiche chiave per il successo delle iniziative. La piattaforma del Cedefop mostra i progetti italiani; ad, esempio, la creazione di un sistema informativo unitario delle professioni e il rilancio dell’artigianato tra i giovani con Botteghe di Mestiere.

Vediamo, però nel dettaglio, alcuni progetti realizzati nel resto d’Europa che possiedono proprio le suddette peculiarità.

Il problema dell’occupabilità non è soltanto di chi ha un basso grado di istruzione. In Olanda, è stato sperimentato uno strumento per consentire ai laureati di acquisire competenze utili per l’ingresso nel mondo del lavoro, attraverso tirocini sovvenzionati. L’idea nasce da un’analisi dei dati sugli studenti che avevano concluso un ciclo di formazione terziario e avevano riscontrato difficoltà ad essere assunti dalle imprese che lamentavano l’assenza di competenze “pratiche”. Il governo olandese ha così collaborato con le autorità comunali e le parti sociali per conoscere le esigenze del tessuto produttivo.

Sempre rivolto ai giovani è PMO (acronimo di “Project Learning with younger Adults) realizzato in Slovenia. È  un programma di educazione informale destinato a responsabilizzare i giovani  tra i 15 e i 26 anni per favorire il loro ingresso nel mercato del lavoro e la partecipazione attiva nella società. Gli obiettivi sono tre: formare l'identità professionale, sviluppando il senso di iniziativa e l'imprenditorialità; sviluppare le capacità di apprendimento e le competenze di base e formare un’identità personale che promuova la loro partecipazione attiva nella società. Sono quindi diversi gli aspetti interessanti di questo progetto. Il primo è la partecipazione del ragazzo nell'intero processo di formazione, così come la multidimensionalità (dato che interessa la sfera dell’occupabilità insieme a quella della cittadinanza attiva), che implica quindi la collaborazione di diverse istituzioni.

È spagnolo, invece, il programma “Green Jobs” incentrato allo sviluppo di quelle competenze utili allo sviluppo delle attività economiche legate all’ambiente e alla sostenibilità. Promosso dalla Fondazione per Biodiversità del Ministero dell’Agricoltura, ha visto come diretti beneficiari i lavoratori, i quali hanno ricevuto una formazione adeguata che ha permesso l’inserimento diretto in azienda. Gli effetti positivi sono stati  anche a livello sociale: tra i beneficiari vanno annoverate anche le comunità locali che hanno potuto intraprendere un processo di sviluppo green. Nella sua prima fase dal 2007 al 2015, circa 60mila lavoratori sono stati formati. Inoltre, il programma ha contribuito alla creazione di 3.500 posti di lavoro e ha contribuito alla creazione di 2.600 startup e imprese nel settore.

Per quanto riguarda infine le competenze digitali, l’Irlanda ha lanciato nel 2012 “ICT Skills Conversion Programme” che fornisce un percorso di apprendimento e specializzazione per coloro in cerca di lavoro e laureandi in possesso di un’attitudine alla programmazione. Si tratta di un corso gratuito che permette di apprendere i fondamentali linguaggi di programmazione e consente, in un secondo momento, di applicare queste competenze in azienda per 12 settimane. Il percorso è stato reso via via più accessibile agli studenti. Cosa lo rende particolarmente innovativo è l’individuazione dei settori con specifiche esigenze, la quale ha permesso di costruire corsi mirati su produzione, imprenditorialità, ospitalità e servizi finanziari.

Copia il contenuto: Stampa il contenuto: