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Lavoro intermittente o a chiamata

E' un contratto che si può attivare qualora si presenti la necessità di utilizzare un lavoratore per prestazioni a carattere discontinuo (lavoratori dello spettacolo, addetti ai centralini, guardiani, receptionist, camerieri ecc.), laddove infatti il datore di lavoro può servirsi della prestazione del lavoratore, chiamandolo all’occorrenza.

Rispetto alla precedente disciplina contenuta nella L. 30/2003, la L. 92/2012 ha limitato i casi in cui può essere utilizzato tale contratto.

Così viene eliminato il lavoro intermittente per i cosiddetti "periodi predeterminati” (ferie estive, vacanze pasquali o natalizie) nell'arco della settimana, del mese o dell'anno.

La L. 99/2013, di conversione del D.L. 76/2013 art. 7 comma 2 a), ha stabilito che, ad eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, il contratto di lavoro intermittente è ammesso per ciascun lavoratore e con il medesimo datore di lavoro per un periodo complessivamente non superiore alle 400 giornate nellarco di tre anni solari. Nel caso in cui sia superato questo periodo, il rapporto di lavoro intermittente si trasforma in un rapporto a tempo pieno e indeterminato. I contratti sottoscritti precedentemente allentrata in vigore della L. 92/2012 cesseranno di produrre effetti dal 1 gennaio 2014. La Circolare ministeriale n. 35/2013 fornisce le indicazioni operative di applicazione della nuova normativa.

Il contratto di lavoro intermittente resta possibile: nelle situazioni determinate dalla contrattazione collettiva nazionale, territoriale e/o aziendale e nel caso di soggetti di età inferiore a 24 anni (in ogni caso le prestazioni a chiamata si devono concludere entro il 25esimo anno) oppure di età superiore a 55 anni.

E’ richiesta la forma scritta (anche se solo ai fini della prova della sussistenza del contratto e non per la sua validità) e deve avere determinati contenuti previsti per legge.

E’ prevista inoltre un’indennità di disponibilità nel caso in cui nel contratto il lavoratore si obbliga a rispondere alla chiamata.

La L. 92/2012 ha stabilito che il datore di lavoro effettui, oltre alla comunicazione obbligatoria pre-assuntiva, una comunicazione amministrativa prima di ogni chiamata del medesimo lavoratore, anche se all'interno di un ciclo mensile già comunicato, definendo modalità di comunicazione più snelle. 
Le modalità operative per effettuare tale comunicazione sono state definite dal Decreto Interministeriale del 27 marzo 2013 e dalla Circolare 27 giugno 2013 n.27.

Consulta le istruzioni operative per la comunicazione della chiamata del lavoro intermittente.

Vai alle relative FAQ.