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4 minuti di lettura
04/06/2026

Come fare per diventare Giornalista

Tra nuove tecnologie e normativa di riferimento, l'evoluzione di una figura professionale che è da sempre ricca di fascino

Giornalisti

Un lavoro indubbiamente carico di fascino, da sempre al centro di tanti racconti e film che ne hanno accresciuto la mitologia. Ma anche e soprattutto un mestiere complesso, con tante regole da osservare, un percorso che non sempre è lineare. La professione di giornalista ha attraversato numerose fasi, con cambiamenti ancora in corso d'opera che coinvolgono il tema dell'innovazione e dell'intelligenza artificiale. La rivoluzione digitale è ancora in pieno svolgimento e sembrano passati secoli dai tempi degli articoli battuti a macchina.

Prima, però, occorre partire dalla normativa. L'articolo 2 della Legge 3 febbraio 1963, n. 69 (Ordinamento della professione di giornalista) sancisce i pilastri etici della professione: il diritto insopprimibile alla libertà d'informazione e di critica, contrapposto all'obbligo inderogabile del rispetto della verità sostanziale dei fatti. In particolare, i capisaldi stabiliti dall'articolo includono:

  • libertà e critica: il diritto di informare e criticare è limitato unicamente dal rispetto delle leggi a tutela della personalità altrui;
  • verità e buona fede: È fatto obbligo inderogabile di rispettare la verità sostanziale dei fatti, operando sempre con lealtà e buona fede;
  • rettifica: vi è l'obbligo di rettificare le notizie inesatte e di riparare eventuali errori;
  • segreto professionale: giornalisti ed editori sono tenuti al segreto professionale sulle fonti, qualora la natura delle notizie lo richieda.

È la stessa legge a stabilire che chi esercita la professione debba iscriversi all’albo, a garanzia dell’opinione pubblica e dello stesso lettore, e l’obbligo di appartenere a un Ordine. I giornalisti che svolgono l’attività in forma professionale possono appartenere a due categorie: quella dei Professionisti e quella dei Pubblicisti. Alla prima categoria appartengono coloro che svolgono in maniera esclusiva la professione giornalistica, alla seconda coloro che contestualmente all’attività giornalistica svolgono altre professioni. A questa distinzione corrisponde la suddivisione dell’albo in due elenchi.

Annunciati i principi basilari, esistono essenzialmente due modi per diventare giornalista professionista ed essere iscritti nel relativo elenco dell’albo: svolgere un praticantato di 18 mesi presso una redazione giornalistica, oppure frequentare un biennio presso una delle scuole di giornalismo riconosciute dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. In entrambi i casi per diventare Giornalista professionista occorre superare l’esame di idoneità professionale, come recita la stessa legge n.69/1963.  

Per svolgere il praticantato è necessario essere assunti con un contratto giornalistico e svolgere 18 mesi di attività presso una testata, essendo iscritti nel registro dei praticanti. Dal 1990, inoltre, è possibile effettuare lo stesso praticantato frequentando le Scuole di giornalismo riconosciute dall'Ordine. Questi istituti ammettono un numero limitato di allievi previo superamento di un iter selettivo per titoli ed esami. La frequenza è obbligatoria e a tempo pieno, la durata dei corsi è biennale. Tra di esse vi sono molte Università che si occupano della formazione al giornalismo con un master biennale a cui possono accedere i laureati provenienti da diverse Facoltà universitarie dopo aver superato un concorso.

Una volta compiuto il percorso, la ricerca del lavoro è un momento delicato: complesso, sicuramente, ma non impossibile. L'approdo più naturale è naturalmente in una redazione, che sia di un quotidiano, un cartaceo o un sito internet. Per iniziare, le testate locali sono una palestra ideale. Mentre è utile monitorare i concorsi per partecipare alle selezioni per incarichi professionali presso istituzioni di prestigio come la Rai. 

Esistono, tuttavia, ulteriori opportunità che comprendono il campo della comunicazione aziendale e istituzionale: addetti stampa, portavoce e specialisti in pubbliche relazioni per aziende, enti pubblici, agenzie di marketing ed organizzazioni non profit. E ancora, è possibile considerare una carriera nella gestione dei contenuti web, oltre che avviare un percorso da freelance specializzato in determinati campi.

Come per molte altre professioni, è necessaria e obbligatoria una formazione continua, sia sulle modalità lavorative tanto sulla conoscenza della normativa e delle questioni legate alla deontologia professionale, aspetto molto delicato per un lavoro come quello del giornalista. Il quadro complessivo è in continuo mutamento. Già da diverso tempo il numero di persone che si informano online ha superato quello dei lettori dei quotidiani tradizionali di carta, e lo stesso vale anche per gli introiti pubblicitari. Naturalmente, la differenza fra la scrittura offline e quella online è di livello stilistico: il giornalismo digitale si distingue per una forma più sintetica e immediata e per l’utilizzo di supporti audio e video.

Il giornalista contemporaneo, in definitiva, deve saper navigare in un vasto mondo che comprende necessariamente anche la conoscenza e l'utilizzo dei principali social network, l'utilizzo di parole chiave, e tante app che possono aiutare il percorso di crescita. La velocità, tuttavia, non deve mai prescindere da quella che rimane la regola numero uno: la verifica delle fonti, la veridicità di quanto raccolto. I professionisti dell’informazione sono tali in quanto credibili, è loro dovere rispondere alla necessità dei lettori che hanno il diritto di essere informati in modo corretto. Il ruolo del giornalista rimane quello di sempre: essere un testimone della realtà che deve innanzitutto capire per poi raccontare in modo veritiero.

La necessità della Verità è dettata anche dall’evoluzione tecnologica: in particolare adesso con l’Intelligenza Artificiale questa professione assume un ruolo di maggiore responsabilità perché deve costruire contenuti che siano veri e affidabili e distinguibili da quelli creati dalla macchina. 
L'IA produce contenuti standard, genera bozze e fa analisi, ma il valore umano del giornalista si deve spostare sull'inchiesta, sul contesto sociale, sull'etica e sulla verifica dei contenuti e delle fonti.