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3 minuti di lettura
25/03/2026

Come fare per diventare terapista occupazionale

Professionista sanitario che opera nell’ambito della riabilitazione: mansioni, percorso di studi e sbocchi professionali 

terapista occupazionale

Una forma di disabilità, sia essa fisica o psichica, temporanea o permanente, incide negativamente sull’autonomia della persona, vincolando e limitando l’attività lavorativa. Per questo, sono nati dei professionisti in grado di aiutare e riabilitare queste persone. 
Si tratta di una persona con un profilo specifico: il terapista occupazionale. È un professionista sanitario che opera nell’ambito della riabilitazione, con l’obiettivo di promuovere l’autonomia e la partecipazione attiva delle persone nella vita quotidiana.

Lavora con uomini e donne di tutte le età che presentano limitazioni fisiche, psichiche o cognitive, aiutandoli a recuperare, mantenere o sviluppare le abilità necessarie per svolgere le attività significative della vita di tutti i giorni.

Dal punto di vista normativo, la figura del terapista occupazionale è definita dal Decreto Ministeriale 17 gennaio 1997, n. 136. Secondo il decreto, il terapista occupazionale è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante, svolge attività di prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da malattie e disordini fisici e psichici, sia con disabilità temporanee sia permanenti, utilizzando attività espressive, manuali, rappresentative e della vita quotidiana. La legge di riferimento che ha istituito le professioni sanitarie della riabilitazione, includendo anche questa figura, è la Legge 26 febbraio 1999, n. 42, successivamente integrata dalla Legge 10 agosto 2000, n. 251.

Ogni anno, il 27 ottobre, si celebra anche la Giornata Mondiale della Terapia Occupazionale, promossa dalla World Federation of Occupational Therapists (WFOT). Questa ricorrenza, istituita nel 2010, celebra il ruolo fondamentale dei terapisti occupazionali nel promuovere autonomia, inclusione e salute: un supporto prezioso alle persone con disabilità o malattia.

Le attività del terapista occupazionale sono molteplici e personalizzate in base ai bisogni della persona. 

Tra queste rientrano:

  • la valutazione delle capacità funzionali;
  • la definizione di un progetto riabilitativo individuale;
  • l’addestramento nelle attività quotidiane (come vestirsi, cucinare, scrivere);
  • l’adattamento dell’ambiente domestico o lavorativo e la scelta di ausili e strumenti compensativi.
  • Il terapista lavora anche sul recupero delle abilità cognitive e relazionali, favorendo l’inclusione sociale e lavorativa del paziente.

L’obiettivo principale è migliorare la qualità della vita, aumentando il livello di autonomia e indipendenza. Non si limita alla cura della patologia, ma si concentra sulla persona nel suo complesso, considerando anche il contesto ambientale, sociale e familiare in cui vive. L’obiettivo è rendere il soggetto il più possibile attivo e partecipe nelle proprie occupazioni quotidiane.

Al fine di rendere il paziente in grado di svolgere un’attività lavorativa, il suo intervento infatti mira a migliorare o ripristinare funzioni quali la capacità lavorativa di base, ovvero resistenza, concentrazione, strutturazione della giornata e del tempo; le capacità sociali; le prestazioni di carattere affettivo, come la fiducia in se stessi e la capacità  decisionale; le capacità motorie; la resistenza fisica; le competenze strumentali ed individuali.

Per disciplinare regole e comportamento, nel 2025 è stato anche emanato il nuovo Codice deontologico dei terapisti occupazionali.

Il terapista occupazionale può operare in diversi contesti: 

  • ospedali;
  • centri di riabilitazione;
  • strutture socio-sanitarie;
  • residenze per anziani;
  • servizi territoriali che offrono assistenza domiciliare e servizi riabilitativi;
  • strutture scolastiche.

Può lavorare in équipe multidisciplinari insieme a medici, fisioterapisti, logopedisti, psicologi e assistenti sociali.

Per diventare terapista occupazionale è necessario conseguire la Laurea triennale in Terapia Occupazionale (classe delle lauree in professioni sanitarie della riabilitazione). 

Il percorso formativo prevede insegnamenti teorici e numerose attività di tirocinio pratico obbligatorio presso strutture sanitarie.

Il titolo abilita direttamente all'esercizio della professione di Terapista Occupazionale. Tuttavia l’aggiornamento professionale è indispensabile per acquisire nuove competenze utili nei vari processi di riabilitazione del paziente. Dopo la laurea è infatti possibile iscriversi all’albo professionale e, se desiderato, proseguire con lauree magistrali o master di specializzazione di primo o secondo livello. Sono molti gli atenei che offrono percorsi di studio dedicati a questa professione. 

In Italia, l’AITO (Associazione Italiana di Terapia Occupazionale) è il principale punto di riferimento per lo sviluppo, l’aggiornamento e la valorizzazione della terapia occupazionale, sia a livello professionale sia scientifico.

Gli sbocchi professionali sono ampi e in crescita, anche in relazione all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle patologie croniche e degenerative. Il terapista occupazionale può lavorare nel settore pubblico o privato, come dipendente o libero professionista, e trovare impiego in ambito sanitario, educativo e sociale, con possibilità di specializzarsi in settori specifici come la geriatria, la neurologia, la pediatria o la salute mentale.