Come fare per aprire un bar o una caffetteria
Dal business plan alle norme da rispettare, i passi per avviare un'attività di successo

Un progetto imprenditoriale che richiede ambizione e cura, oltre che una formazione adeguata e la conoscenza attenta delle norme vigenti. L’apertura di un bar, o di una caffetteria, possono rappresentare una svolta nella vita privata e professionale. Per favorire la riuscita di questa impresa è necessario analizzare il proprio background, seguire le proprie inclinazioni e orientarsi sul mercato, in modo di poter scegliere il miglior profilo da assegnare alla propria attività.
Il settore della ristorazione, in cui si inserisce questo tipo di attività, è storicamente uno dei più solidi in Italia. Il Rapporto sul comparto nell'edizione 2026 mostra come il valore dei consumi nel 2025 si attesta a 100 miliardi, con una crescita del 3,7% sull’anno precedente. Aprire un bar in Italia significa quindi entrare in un settore dinamico e in continua evoluzione. Che l’imprenditore voglia proporre colazioni, brunch, pranzi veloci o diventare il punto di riferimento per aperitivi e serate in città, le opportunità non mancano.
In generale, dunque, esistono differenze tra bar e caffetterie: Il Bar, in particolare, richiede una gestione più complessa del magazzino (alcolici) e spesso una cucina o un'area di "preparazione fredda" più strutturata per la gastronomia. La Caffetteria, invece, punta sull'eccellenza della materia prima. Qui l'investimento principale è spesso nelle attrezzature (macchine espresso multi-boiler, macinini on-demand) e nella formazione del personale (Latte Art, Brewing).
La scelta del concept è dunque fondamentale: esiste una varietà di stili foltissima, che si tratti di un locale chic, esotico, più o meno semplice nell’arredamento, oppure con un gusto apertamente vintage. Scegliere il profilo giusto è importante: per farlo occorre valutare anche la zona cittadina in cui si sceglie di aprire l’attività, che sia coerente con l’ambiente circostante ma anche originale nel differenziarsi dalle attività concorrenti.
La posizione in cui aprire un bar è un fattore cruciale: si può certamente considerare meglio una zona con alto traffico pedonale, buona accessibilità e visibilità, compatibilmente con il budget dell’impresa. Una caffetteria tradizionale, ad esempio, potrebbe trovare il suo spazio ideale in un’area residenziale o vicino a uffici, mentre per un cocktail bar una zona centrale e vivace potrebbe essere la scelta migliore. Anche il contesto è importante: la vicinanza a uffici, scuole o negozi può attrarre un pubblico variegato, grazie al continuo passaggio di persone nella zona. Sulla base delle tue ricerche di mercato, occorre distinguersi dalla concorrenza, per esempio offrendo un menu creativo, un servizio impeccabile o un’atmosfera che lascia il segno.
Fatta la scelta dell’abito, per aprire un bar è necessario innanzitutto rispettare una serie di requisiti di tipo legale. Ecco quali:
- Avere un locale con destinazione d’uso commerciale (di proprietà o in affitto);
- Apertura partita IVA;
- Iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio;
- Iscrizione all’INPS;
- Presentazione della SCIA allo sportello SUAP del comune di competenza;
Parallelamente, per aprire un bar sono necessarie alcune certificazioni particolari ovvero:
- attestato di frequentazione del corso HACCP (distribuzione alimenti);
- attestato di frequentazione del corso SAB (specifico per bar e ristoranti);
- certificazione corso antincendio;
- documento di valutazione dei rischi (DVR).
Per quanto riguarda, ancora, la gestione dell’attività, le Regioni regolano i requisiti dei corsi SAB, i criteri urbanistico-commerciali, gli orari, le distanze e i requisiti aggiuntivi; mentre i Comuni disciplinano dehors, impatti acustici, regolamenti igienici locali.
Il D.Lgs. 59/2010, invece, disciplina:
- requisiti morali;
- requisiti professionali (SAB “corso di Somministrazione Alimenti e Bevande”/ex REC);
- SCIA;
- esercizio dell’attività di somministrazione.
Provvedere al compimento dei requisiti necessari e all’ottenimento delle certificazioni relative è un passo fondamentale nel cammino verso l’apertura del bar e, quindi, è qualcosa da affrontare il prima possibile. La legge è un aspetto primario, ma anche il piano finanziario riveste un ruolo essenziale. Per questo, stilare un business plan efficace è d’obbligo non solo per aprire un bar di successo, ma per avviare qualsiasi attività imprenditoriale perché consente di stimare i costi, definire strategie di marketing e, se necessario, ottenere finanziamenti.
Compiuti questi passi irrinunciabili, e scelto il look, è chiaro che altrettanto fondamentali siano le materie prime e gli ingredienti: la qualità dell’offerta. Scegliere il miglior caffè e curare l’arredamento sono passi fondamentali, ma ciò che fa davvero la differenza è offrire un’esperienza nel complesso indimenticabile che spingerà i clienti a tornare.






