Salta al contenuto principale Skip to footer content
2 minuti di lettura
28/05/2026

Formazione, progetti e incentivi per un’economia circolare sempre più centrale

I bandi per le piccole e medie imprese puntano a garantire una maggiore resilienza industriale

impresa economia circolare

Nel nostro Paese il tasso di utilizzo circolare di materia ha raggiunto il 21,6%, contro una media Ue del 12,2%. Un risultato significativo, che rende l’Italia leader europea in questo modello di produzione: i dati sono certificati dall’ottavo Rapporto sull’Economia Circolare, appena pubblicato. Per sostenere ulteriormente questo processo, la Commissione europea ha attivato il programma “Economia circolare e qualità della vita”, con una dotazione di oltre 85 milioni, mentre Fondimpresa finanzia progetti formativi in questo ambito, con un bando da 20 milioni.

Il recupero di energia seguendo modelli virtuosi è fondamentale per ridurre drasticamente la pressione sugli ecosistemi naturali, a limitare le emissioni di gas serra legate all'estrazione di materie prime e a garantire una maggiore resilienza industriale di fronte alla volatilità dei mercati globali. Nel contesto italiano del 2026, i dati dell’ottavo Rapporto sull'Economia Circolare delineano un quadro di eccellenza consolidata ma accompagnato da sfide strutturali significative.

La formazione professionale, in questo senso, riveste un ruolo di primaria importanza. Con l’Avviso n. 2/2026 “Formazione a sostegno della Green Transition e della Circular Economy nelle imprese aderenti”, Fondimpresa finanzia piani condivisi rivolti alla formazione dei lavoratori delle aziende aderenti al Fondo che stanno realizzando un progetto o un intervento di Trasformazione Green o di Economia Circolare nell’ambito delle proprie attività. La dotazione è di 20 milioni di euro complessivi.

Il Piano formativo finanziato, nel dettaglio, deve avere ad oggetto esclusivamente i seguenti ambiti:

  • Progetti o interventi di Trasformazione Green nelle imprese aderenti che riguardano l’introduzione di nuove strategie, prodotti e/o processi o un notevole miglioramento di quelli già esistenti, e che richiedono, in una o più fasi della realizzazione, la formazione del personale interessato;
  • Progetti o interventi di Economia Circolare nelle imprese aderenti che riguardano l’introduzione di nuove strategie, prodotti e/o processi o un notevole miglioramento di quelli già esistenti, e che richiedono, in una o più fasi della realizzazione, la formazione del personale interessato.

Le domande di finanziamento dovranno pervenire, a pena di inammissibilità a partire dalle ore 9 del 16 giugno 2026 fino ad esaurimento risorse e comunque non oltre le ore 13 del 04 settembre 2026. La sfida per il prossimo biennio si sposta dunque verso l'integrazione delle nuove normative europee, come il Circular Economy Act previsto entro la fine del 2026, che mira ad armonizzare gli standard qualitativi per le materie prime seconde e a stimolare la domanda industriale attraverso criteri di ecodesign più stringenti. In questo scenario, l'economia circolare non è più vista solo come un dovere ambientale, ma come l'unico strumento concreto per garantire l'autonomia strategica della manifattura italiana.