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Economia circolare tra opportunità e sviluppi

Considerato uno dei paradigmi chiave per avviare una transizione che possa condurre alla piena sostenibilità ambientale e sociale, sfida resa ancora più centra…

30 set 2021
5 minuti di lettura

Considerato uno dei paradigmi chiave per avviare una transizione che possa condurre alla piena sostenibilità ambientale e sociale, sfida resa ancora più centrale nell’era del post-Covid, l’economia circolare è un processo in larga parte ancora da attuare. Per accelerare questa transizione, non mancano le opportunità e le iniziative in tutto il paese, che siano per ridurre la produzione di scarti attraverso le innovazioni che ne consentano l’utilizzo e il riutilizzo, oppure per innescare azioni virtuose nel ciclo produttivo dei beni per inquinare meno.  L’economia circolare, sostanzialmente, impone un cambiamento all’attuale modello economico tradizionale, basato sullo schema: produrre, usare, smaltire; al contrario, la proposta del nuovo schema va nella direzione di ridurre, riutilizzare, riciclare.

Per cercare le opportunità in atto, occorre rivolgere lo sguardo in due direzioni: verso l’Italia, in particolare con le azioni legate al Ministero della Transizione ecologica, e verso l’Europa e DigiCirc. Quest’ultimo, in particolare, è un cluster europeo attivo del campo della digital circular economy, nato nell’ambito di Horizon2020 e che continua a vivere con la nuova modalità Horizon Europe. Il progetto ha lo scopo di stimolare la circular economy in Europa, sfruttando soluzioni digitali e di supportare le Pmi e le startup innovative nello sviluppo del loro business, delle loro soluzioni di marketing, di prodotti e processi basati sull’economia circolare. L’ultimo bando lanciato da DigiCirc, nel dettaglio, intende selezionare soluzioni innovative di economia circolare in risposta a sei specifiche sfide: prodotti farmaceutici, tessuti e packaging, edilizia e materiali da costruzione, prodotti elettrici ed elettronici, energia da biomassa e biocarburanti, macchinari e attrezzature. La call è rivolta a consorzi composti da piccole e medie imprese e startup in grado di utilizzare strumenti digitali e applicare soluzioni all'avanguardia nell'economia circolare affrontando sfide specifiche nel campo della bioeconomia.

Sono 6 le sfide individuate dal bando:

- Prodotti farmaceutici: sviluppare prodotti e servizi basati su tecnologie digitali e informazioni aggiornate per aumentare la sostenibilità, la circolarità e l'efficacia nel settore farmaceutico affrontando le esigenze e le sfide significative di questo settore

- Tessuti, abbigliamento e packaging: creare soluzioni, prodotti e servizi per promuovere la circolarità e la sostenibilità per i tessuti

- Materiali da costruzione, per aumentare l'efficienza, la sostenibilità e la circolarità

- Prodotti elettronici e elettrici: sviluppare soluzioni per migliorare l'efficacia delle tecnologie digitali nel settore dell'elettronica e dei prodotti elettrici

- Energia da biomassa e biocarburanti, perdite di alimenti e mangimi e rifiuti per il compostaggio: creare soluzioni basate su tecnologie digitali

- Macchinari, attrezzature, veicoli a motore e componenti.

Come è evidente, si tratta di azioni che investono diverse aree, completamente diverse tra loro, ma allineate secondo il nuovo schema all’insegna del riutilizzo delle risorse. I consorzi selezionati otterranno un finanziamento fino a 20mila euro per progetto e l’opportunità di integrare un programma di coaching all’innovazione, intensivo, della durata di 12 settimane; al termine del programma di accelerazione, 5 consorzi saranno selezionati per ricevere un ulteriore finanziamento di 100mila euro. A quel punto, avranno fino a 6 mesi a disposizione per sviluppare il loro prototipo ed effettuare test in un ambiente operativo in vista di un lancio commerciale. Sarà possibile presentare le proprie richieste entro il 30 novembre 2021.

D’altro canto, il secondo fronte di irradiazione di progetti e stimoli al paradigma circolare arriva – come detto – dal Ministero della Transizione Ecologica, attraverso il bando MiTE per raccolta differenziata e riciclo sulle “Città circolari”. La misura punta a centrare gli obiettivi di riciclo fissati dalla normativa europea, che prevede che al massimo il 10% dei rifiuti finisca in discarica e che il 65% venga invece riciclato; gli investimenti inclusi nel progetto Città circolari comprendono misure di potenziamento, digitalizzazione e ammodernamento delle infrastrutture per la raccolta differenziata. Tre le colonne portanti del programma, che si muoverà secondo l'infrastrutturazione della raccolta differenziata, gli impianti per il riciclo delle frazioni della differenziata e i flussi critici, ovvero il processo di lavorazione degli alimenti o del prodotto nella lavorazione aziendale.

Secondo i programmi, il 60% degli investimenti sugli impianti di riciclo sarà destinato al Centro-Sud, una zona considerata strategica per il rilancio del Paese e in grado di fornire nuove opportunità lavorative e di sviluppo. Una particolare attenzione, inoltre, verrà dedicata alla frazione organica che oggi costituisce il 30% circa di tutta la produzione di rifiuti e che dovrà essere valorizzata per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riciclo e di decarbonizzazione. Un altro fronte di rilievo del progetto “Città circolari” del MiTE riguarda i rifiuti speciali, come i fanghi provenienti dagli impianti di depurazione che oggi costituiscono una criticità spesso affrontata con strumenti emergenziali e che invece saranno sfruttati al meglio nell’ottica del modello di economia circolare.

Del resto, come detto, l’economia circolare non è una moda del momento, è un cambiamento di paradigma, e la ricerca scientifica già oggi è capace di offrire soluzioni così avanzate da far supporre che nel volgere di un decennio tanto i modelli di business quanto le nostre società subiranno notevoli trasformazioni.

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