Il futuro del colloquio è in videoconferenza

Se avete sempre affrontato esami e affini con la tremarella e sudando freddo, la tecnologia vi salverà. Almeno in parte. Perché, ad esempio, entro pochissimi a…

13 giu 2014
2 minuti di lettura

Se avete sempre affrontato esami e affini con la tremarella e sudando freddo, la tecnologia vi salverà. Almeno in parte. Perché, ad esempio, entro pochissimi anni (il 2016) la videoconferenza e i colloqui a distanza manderanno in pensione il vecchio colloquio di lavoro tra responsabile del personale aziendale e candidato, divisi solo da una scrivania. E’ chiaro così che qualche espressione fisica dell’ansia e della tensione del momento potrebbe restare nascosta dal video. Forse, in qualcuno, persino ansia e tensione stesse. Una recente indagine svolta da Redshift Research per conto di Polycom certificherebbe l’interessante tendenza, che cancella di fatto il colloquio di lavoro - così come conosciuto sino ad oggi - almeno dalla fase iniziale del processo di reclutamento (giacché è normale che prima o poi ci si dovrà necessariamente stringere la mano). Il 56% degli addetti alle risorse umane che hanno risposto alle domande dell’indagine in 12 Paesi, infatti, afferma che il video sarà lo strumento di comunicazione privilegiato da qui a pochi anni, l’unico realmente in grado di abbattere il gap delle distanze geografiche. Non solo, il video realisticamente consente di abbattere del tutto i costi relativi alle trasferte e i tempi delle assunzioni.

Non c’è dubbio che si tratti di uno sbocco nella esistenza dei colloqui di lavoro piuttosto prevedibile. In un’epoca in cui le prestazioni professionali vengono slegate dalla materialità dei luoghi e dalla presenza fisica in azienda, anche lo strumento di reclutamento per eccellenza è destinato a piegarsi - con indubbi benefici - alla tecnologia.  Peraltro, le assunzioni dei prossimi anni riguarderanno la generazione dei cosiddetti “Millennials”, i giovani nati tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Duemila, che sono notoriamente iper-tecnologici e iper-connessi. Fisiologico, dunque, che vengano messi nella loro dimensione ideale. La videoconferenza e il colloquio a distanza consentiranno di affrontare la selezione anche per mezzo dello smartphone o del tablet, con tutti i vantaggi descritti, anche se presumibilmente non potranno mai esaurire il processo di selezione tout-court. Fermo restando, in sostanza, che qualsiasi datore di lavoro vuole conoscere di persona e guardandolo negli occhi (senza il filtro del video) il suo futuro dipendente. E qui, volenti o nolenti, torneranno tremarella e sudori freddi.


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