Trend & Interviste

Nuove tecnologie e transizione digitale, le leve per il boom dell'industria manifatturiera

Le tecnologie 4.0 innescano un circolo virtuoso destinato a favorire una fortissima crescita nel prossimo triennio

20 mag 2022
4 minuti di lettura

Le tecnologie 4.0 al servizio delle imprese e dei lavoratori, in particolare del settore metalmeccanico e manifatturiero, saranno in grado di innescare un circolo virtuoso destinato a favorire una fortissima crescita nel prossimo triennio. Sono questi i dati che emergono dalla recente indagine 2022 condotta da Fòrema, in riferimento a due processi legati tra loro, ovvero le transizioni digitali e verde. A sostegno di quanto questo scenario rappresenti il futuro anche a livello globale, il rapporto “The Rise of the Smarter, Swifter, Safer Production Employee”, realizzato dall’Ericsson IndustryLab, ha analizzato la trasformazione in atto da cui emerge una crescente richiesta di maggiore produttività ed efficienza. Basta pensare che le tecnologie dell’automazione hanno permesso alla manifattura di assorbire l’impatto della crisi economica generata dalla pandemia da Covid 19: il 78% delle aziende manifatturiere italiane ha infatti dichiarato una performance finanziaria invariata o addirittura migliorata.

La ricerca realizzata dall’ente di formazione di Assindustria, nel dettaglio, si è focalizzata su come cambieranno nei prossimi anni le aziende, a livello tanto di attività e funzioni quanto di relazioni organizzative. Secondo il sondaggio incluso nello studio di Fòrema, il 30% delle aziende, la stragrande maggioranza delle quali fa parte dei settori manifatturiero e metalmeccanico, prevede un aumento delle attività e il 17% si aspetta un cambiamento radicale dell'azienda: sono le grandi aziende a prospettare trasformazioni più radicali rispetto alle piccole e medie imprese, in termini quantitativi e qualitativi.

In tema di digitalizzazione, il 52% delle aziende dichiara di aver già realizzato interventi formativi per adeguare le competenze tecniche e comportamentali in ambito digitale: questo testimonia come i processi di digitalizzazione abbiano dunque coinvolto la maggior parte delle aziende intervistate, anche se questi percorsi riguardano prevalentemente i settori della progettazione e direzionale e in minor parte i profili più operativi. Sulla questione della sostenibilità, invece, meno della metà delle aziende ha dichiarato di aver realizzato azioni specifiche per dotarsi di competenze per una maggiore sostenibilità d'impresa: un argomento sul quale occorrono sforzi ulteriori.

Per affrontare una situazione di continui cambiamenti, le aziende devono puntare a nuove professionalità, assumendo figure come Chief Technology Officer-IT manager, tecnici capaci di individuare le migliori tecnologie da applicare ai prodotti o ai servizi che l’azienda produce, ma anche i Digital manufacturing manager, vale a dire profili che nei processi produttivi sappiano usare le innovazioni. Su tutte, però, emerge l’attenzione per figure capaci di riprogettare e pianificare la produzione e la gestione dei flussi di materiali in ingresso e in uscita sulle linee produttive: in questo periodo di crisi dei costi dei materiali sono figure fondamentali per mantenere redditizio il ciclo produttivo. Del resto, secondo la ricerca “The Rise of the Smarter, Swifter, Safer Production Employee” l’Italia si conferma uno dei Paesi più avanzati in termini di utilizzo di tool ICT, con il 48% delle imprese che utilizzano almeno tre delle tecnologie prese in considerazione, rispetto al 41% della media globale.

Tuttavia, ci sono alcune sfide che il settore manifatturiero si trova ad affrontare in un contesto ancora condizionato dalla pandemia, come la concorrenza internazionale, la necessità di una maggiore flessibilità e la sfida di una maggiore sicurezza sul lavoro. E non solo, perché per restare al passo con l’evoluzione della tecnologia le imprese si trovano davanti anche alla necessità di aggiornare i macchinari e i dispositivi, efficientare i processi per soddisfare il bisogno di una maggiore sostenibilità e per aumentare la resilienza delle supply chain. Sfide che per l'industria italiana costituiscono un percorso affascinante e ricco di opportunità di sviluppo.

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