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Risorse umane: i ruoli chiave nel rinnovamento del settore

Investire per il cambiamento dei processi produttivi, e di conseguenza ricercare e formare nuove figure professionali in grado di adattarsi alle nuove fattispe…

26 mag 2021
4 minuti di lettura

Investire per il  cambiamento dei processi produttivi, e di conseguenza ricercare e formare nuove figure professionali in grado di adattarsi alle nuove fattispecie, in vari settori che comprendono pubblica amministrazione, risorse umane, management di startup. Del resto, l’Italia ha in questo senso una struttura piuttosto avanzata: basta pensare che la media nazionale delle aziende che vedono gli investimenti tech come una priorità si attesta quindi al 64%, contro quella europea ferma al 58%. Investimenti che hanno portato anche a ripensare alla struttura dell’organizzazione aziendale, in cui dovranno essere inserite dunque sempre più figure tecnologiche alla guida del cambiamento. In questo senso, un’occasione per fare il punto sulle nuove professioni innovative arriva da uno studio commissionato dal Cognizant Center for the Future of Work in partnership insieme a Future Workplace. La ricerca, intitolata 21 HR Jobs of the Future, individua per l'appunto 21 ruoli chiave che emergeranno nelle aziende all’interno delle funzioni Risorse umane.

Ecco, a proposito di risorse umane: per integrare con successo lavoro e vita privata, l’ufficio e l’abitazione del futuro devono vivere un processo di reciproca contaminazione. Per questo, gli uffici degli anni a venire dovranno fungere da punto di connessione, facilitando l’incontro e la socialità. Per riuscirci, dovrà far proprie alcune caratteristiche tipiche dei luoghi di aggregazione (ristoranti, bar, parchi, ecc). Tramite la figura del Workplace Environment Architect, le aziende potranno ripensare gli spazi di lavoro mettendo le persone al centro per migliorarne il benessere lavorativo. Sempre in ambito risorse umane, invece, è interessante il profilo dell’HR Data Detective: una funzione che procurerà, vaglierà e indagherà sui dati del personale da più fonti, compresa la gestione del capitale umano attraverso dati del sistema informativo, sondaggi sui dipendenti, monitoraggio del tempo e gestione dei sistemi di apprendimento.

Un’altra delle risorse individuate dallo studio 21 HR Jobs of the Future riguarda la mansione del Work-From-Home Facilitator, specialmente in ottica post-pandemica (fattore che sembra evidente fungerà da vero e proprio spartiacque storico, come emerge da più punti della ricerca). In particolare, la figura del Work-From-Home Facilitator attiene alla sfera dello smart working o comunque dell’alternanza tra lavoro agile e ufficio, in base al criterio ABW (Activity Based Work). Considerando che il lavoro da remoto costituirà una componente essenziale della nuova realtà lavorativa, le aziende potranno ricorrere a dei facilitatori per ottimizzare l’esperienza del lavoro da remoto, in ottica di integrazione e soddisfazione delle persone. Queste figure dovranno assicurarsi che lo smart working sia supportato da giuste tecnologie, processi e cultura aziendale – aspetti essenziali, ma decisamente non scontati.

In ambito operativo, si distingue anche una risorsa individuata come il Gig Economy Manager. Questo professionista, in particolare, dovrà gestire le query quotidiane di collaboratori e manager, lavorando a stretto contatto con i tecnici della piattaforma gig economy, i dat analyst e grafici. Tutti i Gig Economy Manager dovranno collaborare con queste aree per creare suggerimenti per i miglioramenti della piattaforma e la creazione di nuove funzionalità. In secondo luogo, la figura che lavora in questo ruolo dovrà operare su grandi progetti a livello di organizzazione, oltre a incorporare ulteriormente il modello di mercato ricercando talenti in grado di migliorare il processo di matchmaking tra ruolo e lavoro.

Sarà sviluppato, inoltre, un ruolo operativo che vigilerà e curerà il benessere psicofisico dell'organico delle imprese: si tratta dell’Happiness Officer e del Director of Well-Being, professionisti hanno la responsabilità di creare una strategia – in linea con la cultura e la missione aziendale – volta a garantire il benessere mentale, emozionale e produttivo di tutti i lavoratori, per offrire una nuova employee experience. E ancora: se le aziende lavorano su una robusta base di analisi dei dati, allora ecco l’Head of Business Behavior, che analizzerà questi dati per individuare le migliori strategie per incrementare produttività, engagement e benessere delle persone, facendo attenzione a mantenerne salda la fiducia nel rispetto della loro privacy. Considerando che già diverse aziende si stanno organizzando per inserire figure come quelle individuate dallo studio del Cognizant Center for the Future of Work, sarà essenziale farsi trovare pronti e preparati a cogliere questa nuova opportunità professionale, formandosi e specializzandosi in questi nuovi ruoli aziendali.

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