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Smart city: l’innovazione urbana tra tecnologie e sostenibilità ambientale

Sono oltre 10 miliardi i finanziamenti previsti dal Pnrr all’interno delle diverse missioni

8 giu 2022
3 minuti di lettura

Promuovere modelli che modifichino progressivamente lo status delle nostre città, innovando settori che vanno dalla mobilità alla cultura, da lavoro al benessere e allo stato sociale, seguendo i binari della sostenibilità ambientale. L’orizzonte è quello delle smart city, ovvero il modello della città intelligente capace di integrare pienamente nelle proprie reti tecnologie digitali, servizi e infrastrutture, promuovendo programmi di rigenerazione urbana e recupero di spazi in stato di abbandono: in questo senso, alcuni ambiti di intervento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono dedicati a finanziare progetti che possano creare nuove soluzioni.

In particolare, il Pnrr prevede per le smart city oltre 10 miliardi di finanziamenti all’interno delle diverse missioni: previsti interventi per lo sviluppo di un trasporto pubblico locale più sostenibile, col rafforzamento della mobilità ciclistica, del trasporto rapido di massa e delle infrastrutture di ricarica elettrica, ma anche progetti di smart building (riqualificando edifici pubblici con tecnologie IoT) e lo sviluppo di piani urbani integrati, che puntano a trasformare territori vulnerabili in città smart e sostenibili.

Del resto, la direzione intrapresa dal mercato è chiara: secondo una recente indagine realizzata da Precision Reports, il mercato globale dei trasporti smart e sostenibili entro il 2026 supererà i 121 miliardi di dollari, portando con sé indubbi vantaggi che vanno dalla riduzione dell'inquinamento maggiore efficienza energetica e delle risorse, e tecnologie all’avanguardia che permettono la nascita di imprese e startup. Mentre secondo il McKinsey Global Institute Smart Cities, tramite le innovazioni tecnologiche al servizio della logistica è possibile progredire del 70% verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e tagliare le emissioni di gas serra.

Si tratta di applicazioni che potrebbero generare vantaggi al momento impensabili: basta pensare che tra le iniziative che puntano maggiormente alla piena valorizzazione dei dati cittadini, grazie all’instaurazione di una forte interoperabilità e di piattaforme integrate e condivise, ci sono le Smart Control Room, ovvero centri di controllo che utilizzano una piattaforma tecnologica in grado di raccogliere dati da tutti i sistemi della città e, tramite  l’analisi di big data, renderli disponibili agli amministratori e agli operatori che possono utilizzarli per analisi predittive, simulazioni e interventi mirati in città.

Futuro e innovazione, dunque, per disegnare le città del futuro. Una ulteriore leva per favorire la transizione verso le smart city è quella fornita dal Ministero dello Sviluppo economico, dal Ministero dell'Università e della ricerca e dal Ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione mediante il programma Smarter Italy, ideato per migliorare la vita delle comunità e dei cittadini attraverso la sperimentazione nei territori di soluzioni tecnologiche emergenti.

Lo strumento del bando, finanziato per un ammontare complessivo pari a 90 milioni di euro, è quello degli "appalti innovativi": la pubblica amministrazione non acquista prodotti o servizi standardizzati già disponibili sul mercato, ma stimola operatori e imprese a sviluppare nuove soluzioni, spesso basate su tecnologie emergenti, per rispondere concretamente ai fabbisogni espressi dalle realtà territoriali. Una sfida complessa che tuttavia porterà benefici ai cittadini, spingerà il contesto imprenditoriale ad innovarsi e genererà un impatto rilevante sull’efficienza della Pubblica amministrazione.

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