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Supercomputer e smart city: i bandi per sostenere l'innovazione

Favorire l'adozione di tecnologie innovative in ambiti che vanno dalle piccole e medie imprese fino alla qualità della vita nelle città, impattando nell'energia pulita e nella blue economy. A questo scopo saranno destinati 144 milioni di euro

26 gen 2023
4 minuti di lettura

Supportare progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di aziende italiane, selezionati nei bandi Ue. Favorire l'adozione di tecnologie innovative come supercomputer e semiconduttori in ambiti che vanno dalle Piccole e medie imprese fino alla qualità della vita nelle città, impattando nell'energia pulita e nella blue economy. A questo scopo saranno destinati 144 milioni ripartiti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di cui 95 per Hpc, chip e smart city.

In particolare, per il supercomputing il decreto destina 43 milioni di euro, all'interno di una partnership europea che ha lo scopo di implementare e sostenere l’adozione di un sistema di supercalcolo innovativo e competitivo, nonché di ampliare l’uso dell’infrastruttura di supercalcolo a un gran numero di utenti pubblici e privati. L’obiettivo generale della partnership è quello di sostenere progetti che contribuiscano a creare nell’Unione un sistema sicuro e connesso di infrastrutture di dati, servizi, calcolo quantistico e supercalcolo nella prospettiva della elaborazione elettronica di elevata prestazione.

L’iniziativa si rivolge a:

  • imprese che esercitano attività industriali e di trasporto, comprese quelle artigiane;
  • imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
  • imprese che esercitano attività ausiliarie in favore delle imprese di cui ai primi due punti;
  • centri di ricerca.

Questi soggetti possono presentare progetti anche congiuntamente tra loro o con organismi di ricerca. In entrambi i casi, i progetti devono essere realizzati mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme di contrattuali quali, a titolo esemplificativo, il consorzio o l’accordo di partenariato.

Venti milioni, invece, sono destinati alla misura Key Digital Technologies Joint Undertaking, per supportare a ricerca e innovazione nella progettazione di componenti elettronici, nonché la loro produzione e integrazione in sistemi intelligenti. Ancora, per l'iniziativa congiunta a sostegno della ricerca in campo urbanistico ci sono 32 milioni per fornire alle amministrazioni locali, alle imprese e alla società in generale le risorse e i mezzi per realizzare i cambiamenti urbanistici necessari per lo sviluppo delle città. Per l’iniziativa congiunta a sostegno della competitività, dell’innovazione e dell’internazionalizzazione delle Pmi innovative italiane sul piatto ci sono risorse per sette milioni. L’iniziativa europea Innovative SME – attuata nella forma di Cofunded partnership e gestita dal Segretariato Eureka – ha lo scopo di aiutare le Pmi innovative ad aumentare la loro capacità di ricerca e innovazione e la loro produttività e di permettere loro di integrarsi in catene globali del valore e in nuovi mercati.

Infine, proprio in riferimento allo sviluppo in chiave sostenibile, vi sono i finanziamenti per promuovere e accelerare la transizione energetica, con 16 milioni destinati dal Mimit, e l'iniziativa transnazionale congiunta finalizzata al raggiungimento della neutralità climatica e di un’economia blu e sostenibile, con particolare riguardo alla tutela dei mari, degli oceani, della biodiversità e dello sfruttamento delle risorse ambientali marine. Il decreto ministeriale destina 16 milioni di euro in totale al cofinanziamento delle imprese italiane.

L’obiettivo generale della partnership è progettare, guidare e sostenere una transizione giusta e inclusiva verso un’economia blu rigenerativa, resiliente e sostenibile, approfondire la conoscenza delle scienze dei mari e degli oceani e fornire soluzioni di ricerca e innovazione orientate all’impatto, favorendo la trasformazione necessaria per un’Unione europea neutrale dal punto di vista climatico, sostenibile, produttiva e competitiva entro il 2030.

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