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Biodiversamente, il progetto di agricoltura sociale di Federico Guadalupi

Prima di aprire la sua azienda agricola ha passato un anno nell'Esercito Italiano, nelle truppe alpine e ha lavorato nel settore dell'olio extravergine di oliv…

10 gen 2022
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Prima di aprire la sua azienda agricola ha passato un anno nell'Esercito Italiano, nelle truppe alpine e ha lavorato nel settore dell'olio extravergine di oliva: come assaggiatore, capo frantoio e tecnico potatore di olivi in California. Questa è la storia di Federico Guadalupi, 33enne imperiese, laureato a Torino in “Psicologia del Lavoro e del Benessere Organizzativo”. “Ho fondato Biodiversamente a inizio 2018 – racconta - anche grazie al fatto di aver vinto due bandi del Psr Liguria che mi hanno permesso di avere i fondi e le attrezzature per iniziare la mia nuova attività imprenditoriale. Non avevo terreni miei, quindi ho affittato e comprato qualche appezzamento, tutti abbandonati da decenni, una parte a Imperia e altri in Alta Valle Argentina, in un paese di nome Glori. Li ho faticosamente ripuliti e recuperati da solo e oggi vi coltivo lavanda e olive”. “Penso che prima di imbarcarsi in una cosa del genere – continua il giovane - bisogna avere ben chiaro il proprio obiettivo di vita: questo tipo di lavoro richiede infatti molti sacrifici, sia in termini di fatica fisica, sia di tempo da dedicare. Non si stacca mai dal lavoro – aggiunge -, ma al contempo non ci sono orari fissi, situazioni alienanti e vita sedentaria da ufficio”.

Il valore aggiunto di Biodiversamente risiede nel recupero del territorio e nella riscoperta delle antiche colture: la Liguria in particolare registra migliaia di terreni incolti e l'incolto porta dissesto idrogeologico e spopolamento. “A Glori – afferma Guadalupi - dove coltivo le lavande più pregiate è in atto un ripopolamento fatto proprio di giovani come me che recuperano diversi terreni e attività e che tornano ad abitare la montagna. Io sono stato uno dei primi ad arrivare e con 6mila metri di incolto recuperati e trasformati in lavandeto penso di aver fattivamente contribuito alla rinascita di questo piccolo abitato”.

La Lavanda è una coltura storica delle Alpi Liguri, ove cresce spontanea, ma nel Dopoguerra la coltivazione si è andata pressoché estinguendo, soprattutto a causa dello sviluppo dell'industria chimico-farmaceutica. “Faccio parte del progetto Lavanda Riviera Dei Fiori – dice il 33enne -, un team di aziende agricole e comuni virtuosi che hanno scelto di ritornare a coltivare varietà locali di lavanda, ognuna con un suo particolare utilizzo. Non potendo fare concorrenza alla Provenza, con le sue distese infinite di lavanda, noi puntiamo su coltivazioni biologiche e biodiversità. Fioriture scalari nel corso dei mesi, sui nostri terrazzamenti a picco sul mare o sulle valli alpine permettono difatti un nuovo tipo di turismo esperienziale, fatto di escursioni per raggiungere i lavandeti più impervi, distillazioni didattiche direttamente in campo e la scoperta dei vari utilizzi dei diversi tipi di essenze. Inoltre stiamo coltivando un genere di lavanda alimentare, unica al mondo, perfetta per ogni tipo di ricetta per via della sua assenza di canfora: la Lavanda Officinalis Imperia”.

Oltre ai fondi regionali, Biodiversamente “cattura” risorse utili anche grazie a campagne di crowdfunding. Non da ultima, quella di Ideaginger, denominata "Tutto un Altro Lavandeto": “Una scoperta che mi ha dato molte soddisfazioni – dichiara raggiante Guadalupi – e che è ancora in corso, fino al 15 gennaio 2022”. La realtà ecosostenibile di Guadalupi è inoltre una delle aziende agricole della provincia di Imperia che ha aderito virtuosamente a un progetto di agricoltura sociale con la partecipazione dell'Azienda Sanitaria Locale. “Attivare percorsi terapeutici e di inserimento lavorativo in azienda attraverso le attività agricole è sempre stato un mio pallino – spiega il giovane imperiese -, un modo per conciliare i miei studi pregressi in Psicologia con il lavoro e la passione per la natura. Sono fermamente convinto che questo potrà dare beneficio a molti. La scorsa estate ho avuto modo di prendere in affitto un ampio terreno incolto da anni, vista mare e così ho scelto di svolgere lì la maggior parte delle attività di agricoltura sociale. Tuttavia il costo per ripulire, bonificare e preparare il terreno è stato molto elevato”.

Il sogno nel cassetto di Guadalupi è continuare in questo solco che sta tuttora tracciando: “Pensare a un'agricoltura nuova – conclude -, rispettosa dell'ambiente e del territorio, inclusiva verso le fasce più deboli della popolazione, che possa essere d'esempio per altri giovani e dar loro la possibilità di vivere e lavorare in questo territorio bellissimo che è la Liguria. Le sfide sono molte, ma ce la mettiamo tutta e ce la faremo”.

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