Curriculum non tradizionali: ecco cosa cercano le aziende

Chi cerca lavoro, generalmente, trascorre molto tempo a fissare il proprio curriculum e a porsi domande come “ho usato le parole giuste?”, “e l’impostazione gr…

19 apr 2012
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Chi cerca lavoro, generalmente, trascorre molto tempo a fissare il proprio curriculum e a porsi domande come “ho usato le parole giuste?”, “e l’impostazione grafica?”. Un CV è una buona occasione per mettere in luce la propria personalità, oltre che le proprie esperienze di studio e lavoro. Eppure, come leggiamo dalle pagine del Wall Street Journal, i sistemi di recruiting stanno cambiando velocemente. Alcune società non richiedono il CV ma vogliono ricevere una lista di link delle reti di social networking a cui il candidato è iscritto, di rispondere a questionari con domande curiose e singolari o di creare un video di presentazione. Un’azienda che produce adesivi promozionali in Colorado usa il questionario online, ponendo domande come “Qual è il lavoro dei tuoi sogni?” e “Qual è il lavoro migliore che tu abbia mai avuto?” I candidati hanno la possibilità di allegare un curriculum, ma non è obbligatorio. IGN Entertainment Inc., società di gaming e media, ha lanciato un serie di sfide sul sito web aziendale per valutare l’intuito e la capacità logica dei candidati. Una sfida era “Quanti penny si dovrebbero disporre l’uno accanto all’altro per attraversare il Golden Gate Bridge?”. I curriculum sono ancora il primo passo del processo di reclutamento anche in luoghi apparentemente non tradizionali come Google, che assunto circa 7 mila persone nel 2011, dopo aver ricevuto circa 2 milioni di curricula. Google ha un esercito di centinaia di reclutatori che leggono realmente tutti i CV. Ma Todd Carlisle, direttore del personale, dice di leggerli dal basso verso l'alto per scoprire eventuali esperienze di lavoro precoci, hobby, attività extrascolastiche che indicano se il candidato si può adattare alla cultura aziendale. Con la tecnologia di oggi, le aziende stanno scoprendo che si possono imparare molte più cose su un candidato intraprendendo un percorso di reclutamento meno tradizionale. D’altra parte chi cerca lavoro ha strumenti fenomenali per sviluppare le idee: il codice QR, le video-candidature, i curriculum grafici sono solo alcuni dei formati più in voga. I CV sono ancora la prima fase del processo di selezione per la maggior parte delle aziende, ma potrebbe non essere così in un futuro non troppo lontano. Le persone sono degli universi complessi e ricchi di sfumature e leggerne il blog personale, accedere al profilo LinkedIn, all’account Twitter o guardare le foto dei suoi viaggi attraverso Delicious o Dopplr può dire molto più di tante parole in formato CV.
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