Trend & Interviste

Il techonology transfer: un processo fondamentale per lo sviluppo

Lavorare sull’innovazione, attraverso una serie di attività che mirano a trasferire la conoscenza (tecnologia, competenze, metodi di fabbricazione, campioni di…

6 ago 2021
4 minuti di lettura
Lavorare sull’innovazione, attraverso una serie di attività che mirano a trasferire la conoscenza (tecnologia, competenze, metodi di fabbricazione, campioni di produzione e servizi) dal mondo della ricerca scientifica al mercato. È questo il senso ultimo del processo noto come Technology transfer, definito in particolare come il flusso attraverso il quale conoscenze, tecnologie, metodi di produzione, prototipi e servizi sviluppati da governi, università, aziende, enti di ricerca pubblici e privati possono essere resi accessibili a una ampia gamma di utenti che possono poi ulteriormente sviluppare e sfruttare la tecnologia per creare nuovi prodotti, processi, applicazioni, materiali o servizi. Si tratta di un approccio che nel nostro Paese è stato avviato con qualche anno di ritardo rispetto ad altri paesi dell’Unione europea, ma che sta facendo rapidi passi da gigante, essendo peraltro uno snodo cruciale per la ricostruzione e lo sviluppo della nostra economia, con una decisa proiezione al futuro. Da qualche mese, in questo senso, è attiva Enea Tech, fondazione di diritto privato vigilata dal Mise che ha la missione di investire in tecnologie innovative ed emergenti di interesse strategico nazionale e di scala globale. Gestisce il Fondo per il Trasferimento Tecnologico istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico con una dotazione di 500 milioni di euro. Da un punto di vista operativo, il centro opera sul modello delle grandi agenzie federali statunitensi (come Darpa, Barda) e di nuove agenzie europee (come EIC), attraverso una struttura tecnica di investimento capace e libera sul mercato della ricerca. Questo ente, per la precisione, collabora con centri di ricerca, università, spin-off, PMI e Corporate, al fine di garantire velocità nel trasferimento tecnologico oltre che flessibilità e rapidità di intervento nel cogliere nuove opportunità per la crescita e la capacità competitiva del Paese. Gli investimenti e gli interventi di Enea Tech prevedono l’impiego di strumenti di venture capital, blended finance, grant e contratti di procurement indirizzato.Questo ente, dunque, interviene in particolare nel processo di trasferimento delle tecnologie dal punto di vista del finanziamento, che può essere reperito in differenti modalità: attraverso bandi pubblici oppure attraverso il coinvolgimento di finanziatori privati quali banche, business angel e imprese. Il processo noto come Tech transfer, dunque, non si limita alla leva finanziaria: esistono anche altri piani del discorso, assolutamente centrali, che fanno riferimento rispettivamente alle istituzioni che si occupano di attività di ricerca e sviluppo, alle imprese e agli uffici di trasferimento. In riferimento alle prime, i profili che potenzialmente possono rendersi autori di un’idea innovativa sono i ricercatori, i dottorandi, i tesisti, i dipendenti e i collaboratori a progetto Per quanto riguarda le aziende, invece, è possibile che il Technology transfer possa essere oggetto di ricerca al proprio interno, così come possono ricoprire  il ruolo di finanziatrici di progetti di ricerca, attivando percorsi di open innovation al di fuori del contesto aziendale; rappresentano i principali acquirenti delle tecnologie create dalle istituzioni pubbliche. Gli uffici di trasferimento, infine, sono soggetti complementari che fungono da collegamento tra il mondo della ricerca e il mercato. In particolare si occupano di agevolare l’intero processo di trasferimento, tanto sostenendo attivamente il lavoro dei ricercatori nel posizionare i programmi di ricerca sul mercato che commercializzando la proprietà intellettuale e agendo da sistemi di comunicazione, in particolare offrendo informazioni sui trend del mercato agli enti di ricerca. Il mercato, in questo senso, appare vivace: Cdp Venture Capital – Fondo Nazionale Innovazione ha investito da poco 40 milioni di euro in RoboIT, il primo polo nazionale per il trasferimento tecnologico dedicato alla robotica in Italia (si veda qui il comunicato stampa). A Genova, inoltre, è nato da poco Robolt, il primo Polo nazionale per il Trasferimento tecnologico della Robotica, con l’obiettivo di valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica italiana attraverso la creazione di startup concepite nei laboratori delle Università e dei Centri di ricerca di eccellenza.È chiaro, dunque, che per favorire questo sviluppo occorre lavorare per la realizzazione di un ecosistema industriale in grado di stimolare le innovazioni e una visione strategica di lungo periodo da parte della nostra economica; un percorso capace di esaltare la ricerca scientifica, fornendo in questo modo lo slancio per creare i presupposti di un mercato dinamico e proiettato verso il futuro.
Leggi anche
$content.image.resourceAlt
25 mag 2022
Laboratorio Italia 2022, il bando per supportare lo sviluppo sostenibile di cooperative e startup
Apri
News
21 mag 2012
Il segreto per rispondere a domande "negative" durante un colloquio
6 dic 2018
Huawei scommette su Milano: al via un centro di ricerca e sviluppo