Lavorare nella Gran Bretagna post Brexit? Ecco le nuove regole

Diciamolo subito: dopo la Brexit, andare a lavorare in Gran Bretagna non è più così facile. Secondo il nuovo sistema per l’immigrazione britannico, messo a pun…

12 mag 2021
2 minuti di lettura

​Diciamolo subito: dopo la Brexit, andare a lavorare in Gran Bretagna non è più così facile. 

Secondo il nuovo sistema per l’immigrazione britannico, messo a punto dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e basato su una logica a “punteggio”, un cittadino comunitario deve possedere almeno tre requisiti fondamentali: una conoscenza avanzata della lingua inglese, un titolo di studio qualificato e uno stipendio di almeno 27mila sterline l’anno (circa 31mila euro).

Solo in questo modo si può raggiungere la soglia minima di 70 punti necessaria per entrare nelle graduatorie di accesso a uno dei diversi visti per i lavoratori. 

Il primo di questi, chiamato “Skilled worker”, prevede di essere già in possesso di un’offerta di lavoro con una retribuzione non inferiore a 26.500 sterline (20.480 per alcuni lavori specifici).

In pratica occorre non solo aver già trovato un impiego prima di partire, ma ad esso deve corrispondere anche uno stipendio non inferiore alla media locale. 

A questo si aggiunge il requisito linguistico: occorre possedere una conoscenza dell’inglese almeno di livello B1, corrispondente a un punteggio IELTS tra 4.0 e 5.5.

In questo scenario è prevista una corsia preferenziale per i “talenti”, che consente l’esonero dal requisito dell’offerta di lavoro: è il cosiddetto visto “Global Talent”. 

Può ottenerlo chi eccelle nella scienza, nelle discipline umanistiche, nell’ingegneria, nelle arti e nella tecnologia digitale, ovvero chi è in grado di “arricchire il patrimonio di conoscenze, l’economia e la società del Regno Unito”.

Sul fronte universitario, invece, è previsto il “Graduate Visa”, ovvero il visto per i neolaureati, che consente a quest’ultimi di cercare lavoro fino a un massimo di 2 anni (3 in caso di dottorato).

Per ottenerlo, è necessario essere in possesso di uno sponsor per studenti riconosciuto dall’Home Office, ovvero il ministero britannico che si occupa degli affari interni. 

Qui potete trovare la guida completa del Governo Britannico, comprensiva di una serie di efficaci casi studio.

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