Organizzare un evento al tempo della Rete: l’event manager 2.0

Gli eventi sono da sempre uno dei più importanti strumenti di marketing e comunicazione esistenti e la rete ha cambiato radicalmente l’approccio alla loro orga…

22 mar 2012
3 minuti di lettura
Gli eventi sono da sempre uno dei più importanti strumenti di marketing e comunicazione esistenti e la rete ha cambiato radicalmente l’approccio alla loro organizzazione e alla figura stessa dell’event manager. Esistono diversi tipi di eventi, noi abbiamo immaginato l’impatto della Rete su tre momenti fondamentali, comuni alla maggior parte degli eventi, e cercato gli strumenti più adatti per un evento davvero 2.0. Vediamoli: Prima dell’evento: l’organizzazione L’attività di pubbliche relazioni necessaria per organizzare un evento è oggi facilitata dalla presenza di strumenti ad hoc, ve ne segnaliamo due: il primo è lo strumento “eventi” di Facebook che permette di condividere con la propria rete di contatti un appuntamento particolare ed invitare gli amici a partecipare, aiutandoci a condividere le informazioni a proposito. Il secondo è eventbrite che permette una gestione avanzata dei propri eventi anche a livello di pagamenti. Con oltre 53 milioni di biglietti gestiti questa community si candida a diventare leader in questo ambito, ne avevamo parlato anche in un recente post sui settori da tenere d’occhio, ricordate? Il consiglio per l’event planner 2.0: utilizzate il Facebook per comunicare l’evento e Eventbrite per gestire registrazione e ticketing. Durante l’evento: live e streaming Sempre più spesso gli eventi, anche informali come i BarCamp, trovano nella condivisione e nello streaming degli interventi le giuste modalità per aumentare l’audience potenziale. Attività come il live tweet (ecco tutti i consigli per farlo al meglio) e lo stream diretto possono migliorare la qualità del vostro evento e aumentarne la notorietà. Il consiglio per l’event planner 2.0: create con ampio anticipo un hashtag per twitter e comunicate con forza la presenza dello streaming. Dopo l’evento: raccontare una storia L’evento non finisce con la conclusione delle attività e degli speech. Se avrete costruito un vero evento 2.0, la Rete premierà i vostri sforzi con una serie di feedback che potete tracciare per migliorare alla prossima edizione (uno strumento molto utile per “ascoltare” il Web sociale è Topsy). Un’ulteriore attività virtuosa per raccontare ciò che sta accadendo potrebbe essere la costruzione di una storia attraverso gli strumenti di content curation. È infatti lecito attendersi un grande ritorno di immagini, video e contenuti anche da parte dei partecipanti (ad esempio articoli di blog che si dichiareranno più o meno soddisfatti dalla giornata), che potrete riutilizzare come una risorsa, rielaborandoli e dando vita a riassunti partecipativi e user generated dell’evento… la Rete apprezzerà. Il consiglio per l’event planner 2.0: monitorate sempre la reputazione e i feedback del vostro evento e costruite storie avvincenti dando appuntamento al prossimo anno. L’organizzatore di eventi al tempo della Rete non deve dimenticare poi le proprie competenze, deve comprendere come le tecnologie possano supportare il proprio lavoro e servirsene per facilitare le varie attività (dalla prenotazione alla gestione dei feedback, dallo streaming al racconto) a supporto di una perfetta riuscita dell’evento stesso. A proposito, se non volete perdervi gli appuntamenti più interessanti dedicati al mondo del lavoro, l’area news di Cliclavoro è quello che fa per voi!
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