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Tutele per chi lavora all'estero

AVVISO

Dal 24 settembre 2015 non è più richiesta l'autorizzazione preventiva ministeriale per l'impiego all'estero di personale da parte delle aziende, a seguito dell'entrata in vigore del Decreto Legislativo n.151/2015. La Nota Direttoriale del 30 settembre 2015 n.20578 ha fornito indicazioni anche rispetto alle istanze presentate prima di tale data e in corso d'istruttoria. 


L’articolo 18 del Decreto Legislativo n.151/2015 abolisce l’autorizzazione preventiva richiesta per l'assunzione o il trasferimento all'estero dei lavoratori italiani. Ne consegue che non potranno più applicarsi le relative sanzioni in caso di mancato adempimento, né il regolamento di delegificazione (D.P.R. 19 giugno 1997, n. 247) che disciplinava il procedimento di autorizzazione.

Contestualmente la norma elimina la disposizione della Legge n. 398 del 1987 che prevede l’iscrizione nell’apposita lista di collocamento, tenuta dall'ufficio regionale del lavoro, per i lavoratori italiani disponibili a svolgere attività all'estero.

Al fine di garantire il lavoratore italiano operante in Paesi extraUE, il nuovo disposto normativo trasforma le condizioni di lavoro prima oggetto dell’accertamento da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in condizioni da inserirsi nel contratto di lavoro.

Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n.151/2015 il contratto di lavoro dei lavoratori italiani da impiegare o da trasferire all'estero deve quindi prevedere:

  • Un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative per la categoria di appartenenza del lavoratore. Deve essere specificata, separatamente, l'entità delle prestazioni - in denaro o in natura - connesse con lo svolgimento all'estero del rapporto di lavoro
  • La possibilità per i lavoratori di ottenere il trasferimento in Italia della quota di valuta trasferibile delle retribuzioni corrisposte all'estero, fermo restando il rispetto delle norme valutarie italiane e del Paese d'impiego
  • Un'assicurazione per ogni viaggio di andata nel luogo di destinazione e di rientro dal luogo stesso, per i casi di morte o di invalidità permanente
  • Il tipo di sistemazione logistica
  •  Le misure idonee in materia di sicurezza.



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