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Lavorare nel settore sanitario

Sarà il fascino del camice, o quella passione che deriva dall’assecondare la propria indole incline ad aiutare le persone a guarire, che contraddistingue più o meno chi decide di svolgere una professione sanitaria. Infermiere, ostetrica, fisioterapista, operatore socio-sanitario sono alcune delle figure che animano il settore sanitario. Per svolgere queste professioni, oltre alla predisposizione, occorre una preparazione specifica e molta passione. Tra di esse di recente è stata introdotta l’osteopata, una figura che in Italia, fino a qualche mese fa veniva esercitata legalmente ma senza il dovuto riconoscimento sanitario. Lo scorso dicembre, con l’approvazione del decreto che riordina le professioni sanitarie, è stato avviato l’iter affinché al pari di altre professioni, anche per l’osteopata siano definite le competenze e il percorso formativo. Una battaglia portata avanti dal Registro degli Osteopati d’Italia, portavoce di tutti coloro che aspettavano da lungo tempo il riconoscimento della loro professione.

Nelle schede che seguono vedremo di cosa si occupano e qual è il percorso formativo per diventare: osteopata, infermiere, ostetrica, operatore socio-sanitario e fisioterapista.

L’osso è la base delle condizioni patologiche e molte malattie possono essere curate intervenendo sulle malposizioni anatomiche che interferiscono con la circolazione sanguigna e l'attività nervosa. Ne era convinto dopo aver fatto molti studi anatomici Andrew Taylor Still, inventore dell’osteopatia. Oggi ci si rivolge ad un osteopata per la cura di diversi disturbi tra cui: sciatiche, nevralgie cervico-brachiali, cefalee, reflusso gastro-esofageo, stipsi, problemi del ciclo mestruale e malocclusione. I trattamenti osteopatici sono basati unicamente su tecniche manuali, con la sola manipolazione dei tessuti un osteopata è in grado di innescare i processi di autoguarigione di cui dotato per natura l'organismo senza utilizzare farmaci, rimedi naturali e strumenti medicali o elettromedicali. Questa figura sanitaria valuta il paziente attraverso l’analisi della postura, e attraverso la palpazione individua il disturbo per poi ripristinare le condizioni fisiologiche del movimento e il benessere della persona. La cura osteopatica si basa sulla convinzione che ogni singola parte del corpo è in grado di interagire con l'insieme attraverso il movimento, considera la globalità dell’organismo, mente e spirito, attraverso cui ricercare la causa del disturbo. Pertanto, se vi è dipendenza tra la struttura del corpo e la sua funzione, ne deriva che quando la struttura è alterata, le anomalie si manifestano in altri sistemi del corpo, con conseguenti restrizioni di movimento, cambiamenti del tessuto, e disfunzioni somatiche. 

Come lavora un osteopata

Attraverso l'uso delle mani, l'osteopata guarisce i dolori di diversa natura che si manifestano su varie parti del corpo. Le tecniche manuali consistono in pressioni tattile leggere o profonde, in manovre articolari che servono a sbloccare la parte del corpo dolorante che impedisce il movimento. Bastano a volte pochi trattamenti fatti in fase acuta, per guarire.

Il percorso formativo

La formazione osteopatica in Italia non prevede al momento un percorso universitario, è infatti gestita da istituti scolastici privati che prevedono corsi teorico-pratico per studenti in possesso del titolo di istruzione secondaria superiore e corsi per chi ha una laurea. Il primo percorso dura 5 anni con un monte ore di 4000-4500 ore pari a 300 crediti formativi. Il corso per laureati è a tempo parziale e dura 5 o 6 anni, articolato in circa 2000 ore per un totale di 120 crediti formativi. Attraverso la formazione, gli studenti apprenderanno i principi fondamentali dell’osteopatia e le scienze di base. Gli aspiranti osteopati studiano le seguenti scienze mediche: anatomia, patologia, fisiologia, biomeccanica, biochimica, biofisica, embriologia, istologia, neurologia e molte altre. Il percorso formativo servirà a far sviluppare le abilità manuali e fornire le istruzioni per la palpazione percettiva, elementi indispensabili per chi vuole praticare la professione. Terminato il periodo formativo, i futuri professionisti potranno entrare nel mondo del lavoro e gestire autonomamente o insieme ad altre figure sanitarie la cura e il mantenimento della salute dei pazienti.

L’osteopata è un vero professionista sanitario, ma il riconoscimento di questa professione in ambito medico è arrivato solo di recente. I passi successivi prevedono: la definizione delle competenze, fondamentale per delineare i confini e gli ambiti della professione all'interno del Sistema Sanitario Nazionale, l’individuazione di un nuovo percorso formativo, le equipollenze e il curriculum formativo.

 

L’infermiere si occupa dell’assistenza, della cura e della riabilitazione dei pazienti. Le principali funzioni che svolge sono:
- prevenire e diagnosticare le malattie, in sinergia col personale medico;
- assistere i malati garantendo loro la corretta terapia secondo quanto prescritto dal medico;
- educare all’autogestione della malattia, al trattamento e alla riabilitazione.

All’infermiere è richiesto inoltre di aggiornarsi in modo continuo, per essere sempre al corrente circa le novità e i cambiamenti.

Le competenze

L’infermiere deve conoscere l’anatomia e la patologia clinica e avere nozioni sulle diverse branche medico-chirurgiche. Deve inoltre conoscere le norme etico- sociali che disciplinano l’esercizio della professione e quelle che riguardano la tutela della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro. Per quanto riguarda le attitudini personali è importante avere buone capacità di comunicazione e di supporto ai pazienti anche dal punto di vista psicologico.

Dove lavora l’infermiere

L’infermiere può lavorare presso strutture sanitarie pubbliche o private, ospedaliere o ex ospedaliere o nell’ambito dell’assistenza domiciliare.

Le strutture pubbliche in cui instaurare rapporti di lavoro dipendente sono:
- Aziende Sanitarie locali (Asl), cui si accede tramite concorso pubblico;
- Enti convenzionati, come quelli di ricerca, oppure cliniche universitarie;
- Case di cura e di riposo.

Percorso formativo

Secondo quanto disposto dalla legge 1 febbraio 2006 n. 43, per diventare infermieri è necessario il conseguimento del titolo universitario rilasciato a seguito di un esame finale che ha anche valore abilitante all'esercizio della professione e all’iscrizione all’Albo professionale.

I corsi universitari specifici hanno durata triennale. L’accesso a questi corsi di laurea è programmato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per conoscere le date delle prove di ammissione visita il sito.

Dopo aver conseguito la laurea triennale, per specializzarsi, è possibile frequentare master di primo livello oppure iscriversi alla laurea specialistica, della durata di due anni. La normativa comunitaria ha individuato gli ambiti di specializzazione delle scienze infermieristiche nelle seguenti aree: patologia clinica, psichiatria, geriatria, medicina di comunità e pediatria.
L'operatore socio-sanitario, chiamato con l’acronimo OSS, è una figura professionale codificata dall'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. Supporta le persone nel soddisfare i bisogni primari, sia in contesti sociali che sanitari, favorendo il loro benessere e la loro autonomia.

L’Operatore Socio-Sanitario:
- assiste e aiuta nelle attività quotidiane di igiene personale;
- assiste ed aiuta nelle attività di governo della casa;
- offre supporto alle attività infermieristiche e tecnico-sanitarie;
- ascolta, osserva e comunica con la persona e la relativa famiglia;
- lavora con il personale sanitario e sociale, contribuendo alla realizzazione dei progetti assistenziali;
- collabora nella rilevazione dei bisogni e delle condizioni che possono danneggiare ulteriormente la persona in difficoltà.

Dove lavora

L’ OSS svolge la propria attività nel settore sanitario e in quello sociale. Può quindi operare presso ospedali, comunità alloggio e residenze per anziani in centri diurni o presso il domicilio del paziente.

Formazione

La qualifica di operatore socio sanitario OSS si consegue al termine di un percorso formativo della durata complessiva di 1.000 ore, tra teoria e stage, organizzate in maniera differente a seconda dell’ente che gestisce il corso. Al termine del corso è previsto un esame finale, al superamento del quale si ottiene l’attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale.
Il fisioterapista si occupa delle terapie per la rieducazione dei pazienti dopo problemi motori, psicomotori e cognitivi. Nel caso dell’adozione di protesi, addestra i pazienti all’utilizzo delle stesse. A seconda del tipo di patologia il fisioterapista utilizza tecniche di cinesiterapia (ginnastica medica, mobilitazione articolare e respirazione), meccanoterapia (servendosi di appositi attrezzi), idro e balneoterapia (massaggio subacqueo e ginnastica in acqua), elettroterapia (con l’applicazione di corrente elettrica), rieducazione cardiocircolatoria.

Quali competenze deve avere

Il fisioterapista deve conoscere l’anatomia e i disturbi dell’apparato locomotore, del sistema nervoso, circolatorio e respiratorio. Completano il profilo una buona abilità manuale, resistenza fisica e buone doti relazionali.

Formazione

Per svolgere la professione di fisioterapista è necessaria la laurea triennale in Fisioterapia, attivata presso le facoltà di Medicina e Chirurgia. L’accesso al corso di laurea è a numero programmato e richiede l’accertamento dell’idoneità psico-fisica del candidato allo svolgimento del lavoro.
È quella figura professionale che offre assistenza nel periodo della gravidanza e durante il parto. Assiste al travaglio e presta la prima assistenza al neonato e alla mamma. Partecipa a eventi di educazione sanitaria e personale e assiste agli interventi ginecologici.

Le competenze

L’ostetrica deve conoscere i principali meccanismi di funzionamento dell’apparato riproduttivo e saper individuare e segnalare al personale medico eventuali patologie sospette. Per svolgere questa professione sono richieste anche nozioni di psicologia, economia sanitaria e dei principi etici che disciplinano l’esercizio della professione.

Formazione

Per svolgere la professione di ostetrica è necessaria una laurea triennale in Ostetricia ottenuta presso una facoltà di Medicina e Chirurgia. L’accesso al corso universitario è a numero programmato, stabilito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L’ottenimento della laurea consente l’iscrizione all’albo professionale, per la quale va fatta domanda al Collegio provinciale delle ostetriche.

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