Nuove competenze e profili specializzati: come cambiano le opportunità di lavoro con l'IA
Dai tecnici agli ingegneri, i cambiamenti nelle professioni con il nuovo paradigma tecnologico

Competenze che si rinnovano, delineando un futuro nel quale sostenibilità e big data saranno i motori principali dell’occupazione. L’Intelligenza artificiale sta contribuendo a creare nuove opportunità di lavoro in diverse aree: una recente indagine condotta da Randstad mostra come sia triplicata la domanda di profili tecnici, con picchi nel settore della robotica. Per rispondere alle esigenze del mercato, è necessario puntare sempre di più sulla formazione, sul reskilling e sulla specializzazione tecnica.
In particolare, lo studio Randsat evidenzia come l’evoluzione tecnologica impressa dalla diffusione dell’AI generativa e dei modelli LLM tra la fine del 2022 e l’inizio del 2026 abbia generato una trasformazione profonda nel mercato del lavoro, trainando la richiesta di competenze tecniche.
Secondo i dati, il mercato del lavoro del 2026 ha visto l'esplosione di ruoli che prima non esistevano o erano di nicchia:
- AI Collaboration Designers: Professionisti che progettano il modo in cui umani e macchine interagiscono nei processi aziendali;
- Edge AI Engineers: Esperti che portano l'intelligenza direttamente sui dispositivi locali per garantire velocità e privacy;
- Prompt Engineers & AI Trainers: Figure dedicate a istruire e affinare costantemente i modelli linguistici aziendali.
I dati globali evidenziano un incremento del 107% per i tecnici di robotica, un valore che nel territorio italiano raggiunge l’eccezionale quota del 152%. L’analisi, inoltre, mostra una forte crescita della richiesta di assunzioni di “skilled trades”, profili tecnici specializzati nel settore manifatturiero necessari per l’implementazione su larga scala delle infrastrutture fisiche dell’intelligenza artificiale, dai data center ai sistemi energetici, fino agli impianti di produzione automatizzati.
In questo senso, le offerte di lavoro per saldatori sono aumentate del 106% in Italia a fronte del 25% mondiale, mentre per gli elettricisti l’aumento domestico è del 65% contro il 18% globale e per i tecnici dell’edilizia del 53% rispetto al 30% registrato su scala internazionale.
Complessivamente, negli ultimi quattro anni, la domanda globale di profili tecnici è cresciuta del 27%, superando di 11 punti la media di mercato e correndo a una velocità tripla rispetto alle mansioni impiegatizie.
L'impatto di questa radicale trasformazione del mercato del lavoro è così profondo che circa l'80% dei lavoratori ha visto cambiare almeno una parte delle proprie mansioni. Questo ha reso il reskilling, ovvero la riqualificazione professionale, non più un'opzione, ma una necessità quotidiana. La richiesta di competenze a questi profili si sta evolvendo verso ruoli altamente specializzati e digital-first: da questo punto di vista, è necessario ripensare i ruoli dei tecnici specializzati come carriere di primo livello, che offrono diverse opportunità occupazionali, ma richiedono investimenti in formazione continua.






