Ricerca e innovazione, la strategia per governare l’Intelligenza artificiale
L'obiettivo è tutelare i lavoratori nei rapporti di lavoro e sostenere ricerca e formazione

Puntare su una strategia complessiva che mira a fare dell’IA non solo un oggetto di regolazione, ma un asse di crescita e competitività a livello internazionale. Sono queste le disposizioni attuative in materia di Intelligenza artificiale approvate recentemente dal Consiglio dei ministri: nel pacchetto attuativo che sostiene la strategia nazionale sull’IA, verranno approfonditi gli interventi nella formazione scolastica e universitaria, nella tutela dei lavoratori nei rapporti di lavoro, nel comparto industriale. Previsto anche uno stanziamento di 30 milioni di euro per il “Polo SophIA” per il sostegno a imprese e ricerca.
Nel dettaglio, il pacchetto attuativo in materia di Intelligenza artificiale varato dal governo costruisce una risposta normativa organica alla trasformazione tecnologica in corso. La scelta di fondo è promuovere l’innovazione, ma governarla dentro una cornice antropocentrica: l’IA può sostenere decisioni, servizi, formazione e competitività, ma non sostituire la responsabilità umana né comprimere i diritti fondamentali.
Per quello che riguarda i rapporti di lavoro, secondo il provvedimento, l’IA può supportare analisi e organizzazione, ma non deve sostituire il decisore umano nelle scelte che incidono sui diritti fondamentali della persona. Con il decreto delegato in materia di Lavoro si afferma un principio essenziale: le decisioni concernenti la costituzione, la modifica o la risoluzione del rapporto di lavoro, compresi provvedimenti disciplinari e licenziamenti, non possono essere adottate unicamente sulla base di un trattamento automatizzato. La decisione finale è riservata a una persona fisica dotata di poteri decisionali. Di seguito i punti identificati nella strategia:
- prima dell’avvio del trattamento, il datore di lavoro deve adempiere agli obblighi informativi previsti dalla normativa vigente;
- il lavoratore ha diritto, su richiesta e con l’intervento di una persona fisica, a una motivazione intelligibile della decisione che lo riguarda;
- la motivazione deve indicare l’eventuale incidenza del sistema di IA sul processo decisionale e i principali parametri considerati;
- restano fermi il diritto di accesso ai dati.
Il licenziamento intimato in violazione del divieto di decisione esclusivamente automatizzata è nullo.
La norma non frena l’innovazione nei processi aziendali; ne definisce il perimetro costituzionalmente compatibile. L’IA può essere uno strumento di efficienza e supporto, ma le scelte che incidono sulla vita lavorativa delle persone devono rimanere comprensibili, verificabili e imputabili a un decisore umano.
Il concetto di base, dunque, è rappresentato dall'idea di legare sviluppo e garanzie in vari ambiti. In questo senso, per quanto riguarda gli ambiti formativi che vanno dalle Università alle scuole di specializzazione fino agli ITS Academy e alla ricerca, l'IA dovrà seguire un modello con alcune linee guida:
- università e istituzioni AFAM integrano attività formative sull’utilizzo sicuro e consapevole dei sistemi di IA, anche con modalità laboratoriali e interdisciplinari;
- i contenuti minimi riguardano funzionamento dei sistemi, interpretazione degli output, profili giuridici, rischi di cybersicurezza e impatto sui diritti;
- le attività di divulgazione scientifica, alfabetizzazione e formazione professionale svolte da docenti e ricercatori sono valorizzate anche ai fini della valutazione e della progressione di carriera;
- gli ITS Academy sono valorizzati come segmento strategico del sistema terziario superiore: integrano formazione, innovazione e fabbisogni produttivi e preparano figure capaci di operare in contesti ad alta intensità tecnologica.
Con le misure introdotte, dunque, si bilancia innovazione tecnologica e tutela sociale, prevenendo opacità, automatizzazione incontrollata e discriminazioni. L’uso dei sistemi di IA deve avvenire nel rispetto della dignità, della riservatezza e del principio di non discriminazione in conformità con l’AI ACT e le norme della legge italiana sull’intelligenza artificiale.






