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7 minuti di lettura
19/03/2026

Syllog: la startup che usa l’IA per fare formazione

Un’unica piattaforma per raccogliere la conoscenza in azienda, strutturarla, trasformarla in percorsi formativi personalizzati e misurarne l’efficacia

Syllog_fondatori

Rivoluzionare la formazione aziendale attraverso l’Intelligenza Artificiale generativa. L’IA viene applicata ormai in numerosi settori per efficientare i processi, ma pensare di usarla per ottimizzare l’accesso ai materiali informativi in ottica di formazione è un’idea originale che può avere effetti importanti su un settore chiave per l’azienda: le Risorse Umane.

A pensarci sono stati tre ragazzi tra i 28 e i 29 anni: Edoardo Anselmi, Davide Ludovico e Fabrizio, rispettivamente Amministratore Delegato, Responsabile Commerciale e CTO di Syllog, la startup che usa l’IA per fare formazione.

Costituita a fine 2023, l’idea nasce dall’esperienza di questi ragazzi in grandi aziende, dove spesso approcciarsi alla conoscenza nel quotidiano diventa complesso: procedure, manuali, policy, aggiornamenti normativi e materiali tecnici sono spesso dispersi in file e cartelle non sempre aggiornati e sono difficili da trasferire rapidamente alle persone.

Edoardo e Davide si conoscono dal liceo scientifico a Prato e hanno entrambi studiato ingegneria. Poi hanno intrapreso percorsi diversi: Edoardo ha lavorato in Stellantis nel reparto di Autonomous Driving, dove ha contribuito a costruire il team italiano; Davide ha lavorato in Philip Morris, su progetti di digitalizzazione dei processi produttivi. Fabrizio ha lavorato nello stesso dipartimento di Stellantis ed era Technical Lead: è entrato quindi nel progetto e oggi è il CTO. Oggi Syllog conta su 16 collaboratori complessivi tra: Tecnologia/Engineering (sviluppo software e infrastruttura); Prodotto (disegno funzionalità e esperienza utente); Go-to-market (commerciale e sviluppo clienti). 

«In Stellantis abbiamo sviluppato un progetto interno per rendere la documentazione tecnica “conversazionale”, cioè interrogabile tramite Intelligenza Artificiale come se si stesse parlando con un collega esperto. Quell’esperienza ha mostrato un punto chiave: l’IA può rendere la conoscenza aziendale più accessibile e utilizzabile, ma serve un sistema progettato bene perché questo accada in modo affidabile – racconta Edoardo Anselmi -. Il “click” imprenditoriale è arrivato quando, parlando con centinaia di responsabili HR e formazione, è emerso un problema molto pratico: digitalizzare la formazione è ancora complesso, perché richiede tanti strumenti separati (piattaforma per erogare corsi, software per crearli, strumenti per i video, spesso consulenti esterni). Per molte aziende, soprattutto tradizionali, è troppo oneroso e frammentato. Da qui la decisione: costruire un’unica piattaforma che permetta di raccogliere la conoscenza, strutturarla, trasformarla in percorsi formativi, distribuirla alle persone giuste e misurarne l’efficacia, mantenendo sempre un forte controllo umano». 

syllog piattaforma

La necessità di creare un’unica piattaforma nasce dal fatto che oggi le aziende usano più strumenti separati: 

  • una piattaforma che serve a distribuire corsi e tenere traccia di chi li ha svolti;
  • un altro software (o più di uno) che serve a creare i corsi (spesso partendo da slide);
  • poi ci sono strumenti per video, quiz, gestione documenti e così via.

«Syllog è partita da un’idea diversa– spiega Davide Ludovico -: ridurre la frammentazione, costruendo un sistema integrato che parte dalla conoscenza già esistente in azienda (documenti, procedure, manuali) e la trasforma in percorsi formativi pronti da erogare.
I vantaggi concreti dell’IA, oltre al tempo, sono:

  • personalizzazione per ruolo/reparto: non tutti devono vedere la stessa formazione nello stesso modo;
  • aggiornamento rapido quando cambiano procedure o normative: non serve ricominciare da zero;
  • misurabilità e insight: capire dove le persone faticano, quali concetti non passano, dove c’è un “gap” di competenze;
  • riduzione della dipendenza da fornitori esterni: molte aziende vogliono autonomia, senza dover coordinare troppi partner».

Partendo da queste esigenze, i fondatori hanno realizzato tre modalità diverse di fruizione, per adattarsi a diversi livelli di maturità digitale:

  1. Piattaforma completa: per aziende che vogliono gestire end-to-end contenuti, percorsi e monitoraggio.
  2. Modulo di creazione contenuti: per aziende che hanno già sistemi interni e vogliono soprattutto accelerare la produzione e l’aggiornamento della formazione.
  3. Servizio “chiavi in mano”: per aziende che preferiscono delegare la produzione dei corsi, mantenendo però un risultato digitale e tracciabile.

Entrando nel tecnico in tema di IA generativa, i giovani fondatori utilizzano tool commerciali affermati, ma integrati con componenti e logiche proprietarie sviluppate internamente.

“In pratica: non si tratta di “inventare un modello da zero”, ma di costruire un’infrastruttura che renda l’IA controllabile, coerente e adatta al contesto aziendale, soprattutto quando si lavora su contenuti sensibili o regolamentati”, spiega Edoardo.

Il punto di forza che garantisce attendibilità e allo stesso tempo fiducia nei loro confronti è infatti il forte controllo umano. 

“Il principio è: l’IA supporta, l’umano decide – racconta con entusiasmo Anselmi -. I trainer e i responsabili aziendali collaborano con gli agenti AI per creare e strutturare i contenuti, ma i contenuti vengono verificati, corretti e approvati prima della pubblicazione e l’esperienza è progettata per tenere l’umano “in controllo”, non per sostituirlo.

Questo approccio è particolarmente importante in ambiti come compliance, sicurezza e formazione obbligatoria”.

E continua: “Molti corsi e-learning sono “formazione passiva”: contenuti standard, uguali per tutti, spesso scollegati dal lavoro quotidiano. Syllog lavora su un concetto diverso: formazione come estensione operativa della conoscenza aziendale. Non significa “fare video con l’AI”, ma:

  • partire da ciò che l’azienda usa davvero (procedure, policy, manuali);
  • trasformarlo in formazione fruibile e coerente;
  • collegarlo ai ruoli;
  • misurare se la conoscenza viene davvero compresa e applicata.

Il punto di forza è rendere la formazione più vicina al lavoro reale, più aggiornata e più utile, mantenendo controllo umano e tracciabilità”.

Seppur giovanissimi, i ragazzi hanno avuto già diversi riconoscimenti, ad esempio, Forbes Under 30 Italia (Technology) per i founder, inserimento nella lista di Repubblica delle 500 figure italiane che contano nell’IA, Premio Cambiamenti CNA (primo posto a livello territoriale), vittoria di un bando della Regione Piemonte. Inoltre, la società è cresciuta nell’ecosistema di I3P e tra gli azionisti è presente CDP Venture Capital, fondo partecipato dallo Stato italiano.

I premi arrivano dopo impegno e sacrificio. All’inizio non sono mancate le difficoltà in fase di avvio. “Le principali sono state tre – racconta Ludovico con franchezza -: entrare in un mercato maturo, dove molte aziende pensano di “avere già la soluzione” perché hanno un portale o un LMS tradizionale; far capire la differenza tra “contenitore di corsi” e “sistema che governa la conoscenza aziendale e la trasforma in formazione misurabile”; costruire fiducia in settori regolamentati (banche, assicurazioni, PA), dove la qualità dei contenuti e il controllo umano sono fondamentali”. 

Ma i ragazzi non si sono scoraggiati e hanno portato avanti la loro idea con fermezza e determinazione. “I primi passi sono stati molto concreti: costruire un prodotto iniziale (un MVP) e portarlo rapidamente davanti alle aziende per capire se risolvesse davvero un problema. Senza un grande network iniziale, abbiamo affrontato tante conversazioni, molte porte chiuse, e molto ascolto del mercato. Il primo “salto” è arrivato con Telepass, primo grande cliente enterprise: non solo ha adottato la piattaforma acquistando licenze, ma ha anche sostenuto lo sviluppo di alcune funzionalità. Questa è stata una validazione forte, perché ha dimostrato che il problema era reale e che una grande azienda era disposta a investire. Un altro acceleratore importante è stato il supporto di I3P (Incubatore del Politecnico di Torino), che ha accompagnato la società nella fase di impostazione strategica e fundraising”.

Oggi Syllog ha oltre 20 clienti, un ARR (Annual Recurring Revenue, valore annualizzato dei ricavi ricorrenti) prossimo al mezzo milione, e lavora soprattutto con i settori bancario/assicurativo (es. BCC Iccrea), manifatturiero e pharma, servizi digitali, Pubblica Amministrazione, Società di Consulenza.

Il mercato di riferimento è quello della formazione aziendale digitale, ma con un posizionamento più ampio verso la gestione della conoscenza e della documentazione interna. “La crescita - spiega Anselmi - avviene tramite attività commerciali dirette, partnership e lavoro sul posizionamento: l’obiettivo è parlare a chi deve garantire che la formazione sia efficace, aggiornata e tracciabile, non solo “erogata”.

Progetti futuri? “Nel breve periodo (2026) l’obiettivo è consolidare la posizione in Italia, in particolare nei settori dove la gestione della conoscenza e l’aggiornamento continuo sono critici (compliance, safety, procedure operative, qualità). Nel medio periodo, l’azienda prevede un percorso di internazionalizzazione a partire dal 2027, con focus sull’Europa, dove il tema della conformità normativa e della gestione strutturata delle competenze è sempre più centrale. La direzione è evolvere sempre di più verso un sistema che non si limiti alla “formazione”, ma aiuti le imprese a rendere la conoscenza interna un asset organizzato e misurabile, con impatto su produttività e competitività”.

Il consiglio che si sentono di dare ai ragazzi che come loro hanno una buona idea e vogliono avviare una startup è quello di confrontarsi il prima possibile con il mercato. “Un’idea può sembrare brillante sulla carta, ma vale davvero solo se risolve un problema concreto per qualcuno disposto a pagare per quella soluzione – spiega Ludovico -. Non abbiate paura dei “no”: sono parte del percorso e spesso contengono le indicazioni più preziose per migliorare prodotto e posizionamento. E scegliete con grande attenzione le persone con cui costruite il progetto: nei momenti difficili saranno il team, la fiducia reciproca e la visione condivisa a fare la differenza, molto più dell’idea iniziale”.