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3 minuti di lettura
30/06/2026

Tessile e manifatturiero: una filiera che si reinventa e genera nuovi lavori

Dalla digitalizzazione alla sostenibilità, i bandi e le iniziative a sostegno del settore

comparto tessile

La moda italiana non è solo l'industria del bello: è un sistema produttivo che, secondo i dati presentati da Confindustria Moda a giugno 2026, vale 58,4 miliardi di euro, conta oltre 372.000 addetti e più di 37.000 aziende attive, detiene circa il 30% della produzione europea di tessile-abbigliamento e si conferma il principale produttore nell'Unione Europea. Numeri che raccontano un settore strategico. 
La digitalizzazione, la transizione ecologica e le nuove esigenze dei consumatori stanno però ridisegnando processi, competenze e modelli di business in modo più rapido di quanto molte imprese si aspettassero.

La sfida non è scegliere se innovare, ma farlo nel modo giusto. Secondo Lectra, leader nelle soluzioni di intelligence industriale per il settore della moda, la digitalizzazione non va più considerata come una semplice possibilità, ma come un vero e proprio strumento di sopravvivenza. L’AI influisce ormai su tutte le professioni della filiera, dall'approvvigionamento dei materiali alla produzione, dalla logistica alla distribuzione. 
I vertici del comparto sottolineano la necessità di azioni coordinate a livello europeo per armonizzare regole e facilitare investimenti: tra le leve più citate spiccano la sostenibilità come vettore di valore per il patrimonio produttivo e l'adozione di tecnologie avanzate per innovare processi e modelli di business. Sul fronte dei consumi, il quadro è in evoluzione accelerata. Il mercato dell'usato continua a crescere, spinto dalla ricerca di un miglior rapporto qualità-prezzo: si prevede che tra il 2025 e il 2027 registrerà un'espansione da due a tre volte superiore rispetto al mercato del nuovo. Per i brand la sfida consiste nel rafforzare il valore percepito attraverso qualità, trasparenza e impegno, piuttosto che inseguire guerre dei prezzi. 

La trasformazione in atto non riguarda solo i macchinari e i processi: genera nuove figure professionali e richiede un aggiornamento significativo delle competenze esistenti. Dall'attività di scouting condotta da Assolavoro sui profili più richiesti nei principali portali di vacancy, spiccano figure legate alla sostenibilità come il sustainability specialist fashion, l'environmental reporting coordinator, il digital analytics manager e il business performance management analyst. I dati stimano quindi che, entro il 2026, saranno assunti oltre 31.000 nuovi addetti all'anno nel comparto. Per i giovani laureati, la tecnologia tessile offre percorsi di carriera evolutivi che possono portare nel medio periodo a posizioni di responsabilità come direttore tecnico o direttore di innovazione, soprattutto nelle aziende orientate all'internazionalizzazione.

A livello europeo, è stata ufficialmente aperta la prima ELEVATEX Open Call, un'iniziativa che punta a sostenere la transizione ecologica e digitale delle piccole e medie imprese industriali. Saranno selezionate 20 pmi tessili europee per sviluppare nuovi prodotti, processi e soluzioni tecnologiche nell'ambito della doppia transizione, con un contributo di 30.000 euro a fondo perduto per ciascuna impresa selezionata, con scadenza al 31 luglio 2026. Un'opportunità concreta per le realtà che vogliono innovare con il supporto di risorse europee, in un progetto che unisce digitalizzazione e sostenibilità come leve complementari di competitività.

Sul fronte nazionale, la Regione Lombardia ha approvato il bando Tertium. Con una dotazione di 3,5 milioni di euro, il bando rappresenta una delle opportunità più significative oggi disponibili per le pmi lombarde attive nei settori del tessile, della moda e dell'accessorio, con l'obiettivo di sostenere l'innovazione di prodotto, di processo e organizzativa. La Lombardia non è una scelta casuale: gli occupati del settore tessile-moda sono presenti soprattutto in Lombardia, con il 19,5% del totale nazionale, il che rende questa regione il cuore pulsante della filiera italiana.

Sempre in Lombardia, la Regione ha lanciato la Competition Tessile Lombardia 2026, un'iniziativa che punta a fare incontrare le imprese consolidate del comparto con startup deep-tech e spin-off universitari portatori di soluzioni tecnologiche avanzate. L'obiettivo è promuovere processi di co-innovazione che permettano alle aziende della filiera tradizionale di integrare tecnologie emergenti (materiali intelligenti, sistemi di tracciabilità digitale, soluzioni di automazione, strumenti di AI applicati alla produzione) all'interno dei propri processi. Un modello particolarmente efficace per le realtà che non hanno le risorse interne per sviluppare da sole soluzioni avanzate, ma possono farlo attraverso la collaborazione con l'ecosistema della ricerca.

Le aziende che sapranno investire in innovazione nei materiali, digitalizzazione della filiera, personalizzazione della produzione e sostenibilità certificata avranno i maggiori margini di crescita. Il Made in Italy continua a rappresentare un valore aggiunto riconosciuto a livello internazionale e la combinazione tra tradizione manifatturiera e innovazione tecnologica è la chiave per difendere e rafforzare questo posizionamento.