Lavorare felici: come motivare i collaboratori

A che cosa pensate quando si parla di motivazione in ambito lavorativo? Quali sono i fattori che possono aiutarvi a trovare e rinnovare gli stimoli sul lavoro?…

24 mag 2011
3 minuti di lettura
A che cosa pensate quando si parla di motivazione in ambito lavorativo? Quali sono i fattori che possono aiutarvi a trovare e rinnovare gli stimoli sul lavoro? Tanto per cominciare, con motivazione si intende quel particolare entusiasmo che tutti noi proviamo e alimentiamo nel portare a termine le attività relative al nostro lavoro. Una miscela fra passione e determinazione che ci spinge a prendere decisioni e a sentirci responsabili dei progetti realizzati. La motivazione è strettamente personale ed è influenzata anche da fattori esterni al lavoro, legati all’educazione, alla cultura, al contesto sociale e a quello emotivo. È proprio per questo che ognuno trova la propria motivazione attraverso attività, eventi e persone diversi. Secondo la società di ricerca Great Place to Work Institute Italia (qualche tempo fa vi abbiamo parlato della sua classifica delle migliori aziende in cui lavorare), esistono precisi campi di azione e principi da seguire per migliorare un ambiente di lavoro. Per chi è chiamato a gestire un gruppo di persone, la motivazione è una sfida quotidiana, perché è la combinazione – per cui non esiste formula magica! - fra la comprensione delle loro esigenze e la gestione delle loro aspettative. Per creare un ambiente di lavoro adatto a questo scopo, è necessario scoprire come ispirare i propri collaboratori e guidarli quotidianamente, generando così un clima di soddisfazione e di incoraggiamento. Vista l’importanza del tema, non è difficile trovare sul Web blog e articoli sull’argomento; li abbiamo consultati e confrontati per ricavarne alcuni suggerimenti sul modo migliore di motivare i propri collaboratori:
  1. Prevedere e organizzare attività che rafforzino il loro senso di responsabilità. Coinvolgere una persona in una decisione e nel suo risultato è il modo migliore per assicurarsi il suo impegno;
  2. Consultarli e renderli partecipi delle decisioni aziendali importanti, attraverso una comunicazione semplice e trasparente. Venire a conoscenza delle novità solo a conti fatti scoraggia il senso di appartenenza a una squadra che lavora allo stesso traguardo;
  3. Riconoscere i loro meriti (quando possibile anche attraverso benefit aziendali) e smarcare i collaboratori più attivi da mansioni poco stimolanti. Ognuno infatti sente un rinnovato entusiasmo nell’accettare nuove sfide che mettano alla prova le proprie capacità sul lavoro;
  4. Trattare i collaboratori con rispetto, tenendo conto della loro personalità e delle loro competenze. Aspettarsi che una persona con grandi aspettative svolga una mansione poco inerente al suo ruolo, per una volta suona come come una richiesta di collaborazione e adattabilità, ma alla lunga può provocare un senso di incomprensione;
  5. Prevedere percorsi di carriera individuali, per sviluppare caratteristiche, abilità e skill dei singoli. È necessario creare, insieme all’”attaccamento alla maglia”, anche un senso di valorizzazione dei caratteri unici che ciascuno porta sul lavoro;
  6. Programmare periodicamente un incontro individuale per testarne il grado di soddisfazione rispetto alle attività sopra esposte;
  7. Prevedere policy per la condivisione di informazioni tra tutto l’ufficio, che invitino i collaboratori a parlare, a confrontarsi su nuove idee, a discuterne le soluzioni. Il risultato di questo confronto è spesso sorprendente: può mettere in luce attitudini dei collaboratori fino ad allora sconosciute e talvolta, semplicemente invertendo le mansioni tra loro, aumentare il grado di soddisfazione di più persone contemporaneamente.
Che cosa ne pensate? Qual è la vostra esperienza? Conoscete qualche altra dritta per motivare i collaboratori? Come vorreste essere motivati dal vostro capo?
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