Come Fare Per

Come fare per diventare Educatore professionale

Saper lavorare in team, avere una profonda attitudine a relazionarsi con gli altri, mantenere i nervi saldi sono alcuni dei requisiti richiesti per intraprendere la professione

25 gen 2023
5 minuti di lettura

Un professionista capace di attuare progetti educativi e formativi in modo da ottenere uno sviluppo equilibrato nelle diverse fasi della vita, per recuperare e reinserire socialmente persone in difficoltà o in situazioni di disagio. Per queste ragioni, l’Educatore Professionale socio-pedagogico è una figura che richiede un senso di responsabilità e una sensibilità fuori dal comune. Un mestiere delicato, cruciale per la crescita personale e sociale: professionisti in grado di svolgere la loro funzione con autonomia scientifica e responsabilità deontologica, ricorrendo all’uso di strumenti specifici tanto teorici quanto metodologici.

Per la varietà delle problematiche con cui si misura, questa figura lavora spesso in modo coordinato e integrato con altre risorse professionali presenti nelle strutture, come psicologi, assistenti sociali e altri operatori, attuando interventi educativi e riabilitativi nell'ambito di un progetto terapeutico che ha come obiettivo primario il recupero alla vita quotidiana. In particolare, l’Educatore Professionale socio pedagogico, svolge le proprie attività professionali, nelle strutture pubbliche e private che gestiscono e/o erogano servizi sociali e socio-sanitari (residenziali, domiciliari, territoriali) previsti dalla Legge 328/2000 e riguardanti:

  • famiglie;
  • minori;
  • anziani;
  • soggetti detenuti nelle carceri;
  • stranieri;
  • nomadi;
  • persone con disabilità.

Le funzioni dell'Educatore Professionale sono svolte mediante l’utilizzo di strumenti conoscitivi specifici di tipo teorico e metodologico, per la progettazione, programmazione, intervento e valutazione di interventi educativi e supervisione, indirizzati alla persona e ai gruppi, in vari contesti formativi, per tutto il corso della loro vita, nonché con attività di consulenza educativa, di didattica, di ricerca e di sperimentazione. Per ottenere il positivo inserimento o reinserimento psico-sociale della persona in difficoltà, l’Educatore mira al recupero delle sue potenzialità e al raggiungimento di livelli sempre più avanzati di autonomia; organizza le strutture e le risorse sociali e sanitarie al fine di realizzare il progetto educativo integrato; opera sulle famiglie, sulla collettività e sul contesto sociale dei pazienti allo scopo di favorirne il reinserimento; partecipa ad attività di studio e ricerca.

Dal punto di vista delle competenze, questa figura dovrà possedere conoscenze teoriche di base e competenze operative nelle scienze pedagogiche e metodologico-didattiche, integrate da ambiti differenziati di conoscenze e competenze nelle discipline filosofiche, sociologiche e psicologiche, così come conoscenze per l'analisi della realtà sociale, culturale e territoriale. Fondamentali anche abilità progettuali e una solida cultura di base nelle scienze della formazione dell'infanzia e della preadolescenza. Per diventare Educatore Professionale è necessario avere una laurea in educazione professionale, nella classe di Laurea L-19 (Scienze dell’educazione e della formazione), indipendentemente dal nome del corso: la professione rientra nel livello di conoscenze, competenze e abilità e opera nelle aree di professionalità del sesto livello del Quadro europeo delle qualifiche (QEQ), secondo l’European qualifications framework.

La formazione prevede l'obbligatorietà di percorsi professionalizzanti di tirocinio formativo: l’esperienza pratica per questo tipo di professione è particolarmente importante per poter affrontare le situazioni più complesse e critiche. La formazione, nel dettaglio, include percorsi professionalizzanti presso le strutture sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale e le strutture di assistenza socio-sanitaria degli enti pubblici individuate nei protocolli d'intesa fra le regioni e le università stesse: sono previsti anche soggiorni presso altre università italiane ed estere. Dopo il Decreto Ministeriale del 13 marzo 2018 è prevista l’iscrizione ad un apposito albo professionale. Fondamentale, per tale iscrizione, è il titolo di studio relativo all’esercizio della professione.

Terminato il percorso formativo e universitario, è utile svolgere un’analisi del territorio per conoscere le opportunità presenti nel pubblico e nel privato. Se si desidera lavorare nel settore pubblico, occorre informarsi sui bandi e concorsi attivi presso gli enti pubblici di interesse. Le strutture dove è richiesta questa figura professionale, infatti, sono molteplici: dalle strutture riabilitative e specialistiche ai penitenziari, dalle residenze sanitarie assistenziali alle cooperative sociali e ancora università, ASL e cliniche private. Una professione con numerosi sbocchi potenziali, e dunque un percorso che se intrapreso può coniugare la dimensione lavorativa con la sua importante funzione sociale. Successivamente, proseguendo gli studi, l'Educatore professionale potrà ottenere la qualifica di Pedagogista, attraverso il conseguimento di una delle Lauree magistrali abilitanti attive presso le Facoltà di Scienze della Formazione che danno accesso alla professione.

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